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CHIARAVALLE / Asilo nido, genitori sul piede di guerra

«Il Comune sapeva del ritardo dei lavori ma non ci ha avvertito, ora dovremo spostarci a Jesi o Montemarciano»

CHIARAVALLE, 13 giugno 2021 – C’è un problema all’asilo nido comunale e riguarda la mancata comunicazione da parte del Comune ai genitori per avvertirli che i primi mesi di frequentazione del prossimo anno scolastico 2021-2022 non si svolgeranno nei locali dell’asilo nido ma in altri istituti. E si parla con insistenza di Montemarciano o Jesi.

«I genitori sono stati informati solo dai loro rappresentanti, che erano stati a loro volta convocati dall’Amministrazione comunale – dicono mamme e papà – ma i genitori non hanno mai ricevuto una comunicazione ufficiale scritta da parte del Comune di Chiaravalle per una cosa tanto importante che riguarda bimbi così piccoli. Mandare i bambini a Jesi o a Montemarciano mette in grave difficoltà le famiglie e i genitori che lavorano: se avessimo voluto portare i nostri figli in un altro Comune lo avremmo fatto da soli».

«C’è stata assoluta mancanza di comunicazione e di chiarezza: solo un passaparola in questi giorni, grazie ai rappresentanti dei genitori, quando le iscrizioni ai vari asili nido di centri limitrofi sono ormai chiuse. I genitori, quindi, sono bloccati e sono in dubbio se mandare i propri figli anticipatamente alle scuole materne, tenerli a casa con le baby sitter, oppure mandarli comunque al nido. I problemi sono tanti: alcuni, ad esempio, facevano affidamento sui nonni per prendere o portare i bambini, e questi nonni non possono certo arrivare a Jesi o a Montemarciano».

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I genitori dei bimbi del nido sanno che i lavori di ristrutturazione dell’impianto si devono fare e non possono essere rimandati ma non giustificano il Comune e il competente ufficio dei servizi educativi.

«Come è possibile che proprio il Comune non sapesse dei ritardi sui lavori? Sapevano tutti che si dovevano fare e il Comune no? Non ci vengano a raccontare frottole. Il nido estivo è stato spostato in un’altra struttura: si poteva capire già da questo che i lavori non potevano essere finiti per l’inizio del prossimo anno scolastico. E allora adesso come si può dire che i lavori dureranno solo altri due mesi dopo l’inizio dell’asilo e che il trasferimento dei bambini durerà solo per 60 giorni? Noi non abbiamo alcuna certezza e invece da parte dell’ufficio dei servizi educativi ci saremmo aspettati più chiarezza e maggiore lealtà, invece si è fatta una questione di cassa e di introiti economici».

«I rappresentanti dei genitori ci hanno avvertito col passaparola quando doveva farlo il Comune. Ora abbiamo chiesto un incontro con l’Amministrazione, speriamo che ci ascoltino. Abbiamo dovuto affrontare due anni di chiusure per il Covid, i bambini si sono sempre adattati e non si lamentano ma qualcuno si sta approfittando di loro e di noi genitori. Tra l’altro abbiamo saputo che a breve, appena sarà decisa la sede in cui verrà spostato il nido, partirà il bando per l’iscrizione della sezione lattanti: crediamo che tutti debbano sapere prima che parta il bando, quale è la reale situazione».

Gianluca Fenucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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