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Lettere & Opinioni

CHIARAVALLE / Giovanni Spinsanti: perché vietare di affiggere un manifesto?

Il coordinatore di Italia Viva ripercorre le tappe della vicenda, critica il Sindaco e chiede di ristabilire la verità dei fatti

La Giunta Montali e i Consiglieri che hanno approvato

La convenzione tra Comune e Parrocchia di Chiaravalle

Hanno agito nel rispetto della legge e perseguendo l’interesse della città.

A dirlo è la Corte die Conti dopo aver valutato documenti e fatti.

Dopo ben sette anni finalmente la magistratura mette fine ad una vicenda kafkiana

E offensiva non solo nei confronti degli ex-amministratori ma di tutta la città.

Chi in questi anni ha fatto della denigrazione, delle illazioni e delle falsità strumento

Per costruire la propria fortuna politica dovrebbe prenderne atto e agire di conseguenza.

Chiaravalle di certo merita amministratori con maggiore onestà intellettuale

e maggiormente degni dell’eredità di grandi figure come Molinelli e Mancinelli”.

CHIARARAVALLE, 16 marzo 2021 – Il contenuto di questo manifesto doveva essere affisso per le vie di Chiaravalle, per stigmatizzare l’imbarazzante comportamento del sindaco Damiano Costantini, che si era costituito parte civile nel processo penale contro l’Amministrazione precedente e fatto un esposto alla Corte dei Conti con questi possibili obiettivi, due dei quali raggiunti:

1. buttare fango sulla Giunta precedente, sostenendo con convinzione la non liceità dell’operazione ed ergendosi a baluardo della giustizia

2. ottenere vantaggi politici

3. far pagare di persona il presupposto danno erariale

Ma il terzo obiettivo purtroppo per lui non è stato raggiunto, anzi è probabile e auspicabile che gli si ritorca contro, forse non direttamente a lui che è stato l’artefice di questa ignobile messa in scena, ma alle casse dell’Amministrazione comunale che dovrà risarcire gli accusati che non hanno commesso il fatto, di una cifra oscillante tra i 50 e i 100.000 euro. Se i danari pubblici andranno sprecati così, ricordatevi chi ringraziare.

Giovanni Spinsanti, coordinatore comitato Italia Viva di Chiaravalle

Ma torniamo al manifesto: ho scritto doveva essere affisso, tempo imperfetto, tempo delle favole perché di scritte così facinorose non è bene dare pubblicità. Certo stavolta non ci si aspettava di vedere la foto del Sindaco sorridente di fianco al manifesto, pubblicata su fb!

I più maligni sospettano che la solerte responsabile dell’ufficio affissioni si è dovuta dare un bel da fare per trovare gli appigli amministrativi con cui motivare il proprio diniego all’affissione. Diniego in nome dell’art.61 del nuovo canone che lascia indubbiamente un margine di discrezionalità o meno in funzione di quanto sia profonda l’ortodossia dell’interpretazione. Non le facciamo una colpa, panta rei, tutto scorre, e con le cose del mondo anche questo Sindaco. Sempre i più maligni sospettano infatti che dietro ci sia proprio lui.

Ma se così non fosse, se non sapeva nulla di tutta la storia, ora può leggere il contenuto del manifesto sulla stampa e sui social. Ci si aspetterebbe un feedback, non solo sull’interpretazione dell’art. 61, ma anche di merito, sul contenuto del manifesto evitando di glissare sinuosamente le domande.

Dal primo cittadino, che dovrebbe essere il Sindaco di tutti in particolare di quelli che rivendicano la propria onestà, sarebbe utopistico pretenderlo?

Ma se quell’articolo 61 del canone patrimoniale unico così come approvato dal Consiglio comunale, va contro la libertà di espressione e di pensiero, va modificato. Si può ricordare alla dirigente che i fatti di cui si parla riguardano gli atti di un’amministrazione che ha governato il territorio, nell’allora espletamento di procedimenti che perseguivano il pubblico interesse, cioè non dei meri privati qualunque.

Carissimi consiglieri c’è una bellissima poesia di Trilussa, non so perché me l’abbiate evocata:

Conterò poco è vero

Diceva l’uno ar zero

Ma tu che vali? Gnente proprio gnente

Rimani un caso voto e inconcrudente

Non posso continuare e mi fermo qui, ma vi consiglio di leggerla.

La lettera indirizzata a voi voleva scuotere le vostre coscienze. Ero rassegnato all’idea che non avrebbe sortito effetto, ma speravo di non avere ragione. E invece. Una risposta firmata gruppo consigliare, tanto piatta quanto indegna del ruolo di rappresentanti dello Stato per cui siete stati eletti. Avete tirato fuori il “benaltrismo”, strategia banale di chi non sa cosa rispondere.

Vi siete appellati a “ben altriproblemi tirato in ballo il covid e la pandemia di cui ci sarebbe molto da ridire per i ritardi con cui sono state prese diverse decisioni a livello locale; ma la sofferenza e la morte per questa situazione che addolora tutti, rispettatela e lasciatela fuori; non c’entra in questa discussione. Avete fatto intendere che si accusavano indiscriminatamente gli uffici di non lavorare con efficienza ed efficacia, balle! Che non è stata mandata la lettera al Sindaco; e allora? Allora il vostro pensiero? Siete numeri uni o numeri zeri?

Ma ciò che è grave: avete fatto vostro il mantra che gira per blog, di cui non mi scomodo a fare pubblicità gratuita, cioè che ci sia una verità soggettiva, variamente declinabile a seconda dei punti di vista, scrivendo che il manifesto permetteva a: “ ….la vecchia Giunta di ribadire la loro verità…”.

Del vostro gruppo fanno parte se ben ricordo anche avvocati, che disinvoltamente si dimenticano che, pur esistendo un pensiero soggettivo, c’è una magistratura a indagare sui fatti e sancire ciò che a norma di legge è vero o no, lecito o illecito, perseguibile o non perseguibile!

Consiglieri eletti ad espletamento di una funzione pubblica state mettendo in dubbio l’operato di un organo indipendente dello Stato chiamato a stabilire la verità dei fatti. Il fango subdolamente continua, non solo non siete garantisti, ma addirittura non rispettate le sentenze.

Se qualcuno di voi ha firmato senza leggere, cari consiglieri è molto grave, ma se l’avete anche letto è pure più grave perché mettete in dubbio la supremazia della legge, cui siete chiamati a rappresentare.

Chi vi scrive, coordinatore di Italia Viva Chiaravalle, ha avuto grandi scontri con quella che è stata la così detta “vecchia Giunta”, e l’ha pure mandata a casa, ma il livello è sempre e solamente rimasto sul tono politico, e a parte alcuni eccessi verbali non ha mai portato a mettere in dubbio né l’onestà della persona, né delle istituzioni e tantomeno della giustizia.

State inoltre mescolando artatamente vicende separate nei fatti e nel tempo, la vicenda ex-cral non c’entra nulla con il chiostro e l’orto del prete!!!!!

Siete un po’ come gli amici del bar dopo partita: gli interisti accusano i milanisti di aver rubato il derby ed i milanisti non sapendo controbattere rispondono: “…e allora la Juve?

Giovanni Spinsanti

ex consigliere e coordinatore comitato Italia Viva Chiaravalle

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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