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Attualità

CHIARAVALLE / Il Sindaco vieta musica live e concerti, polemici i titolari dei bar

«Con queste misure si uccide qualsiasi forma di imprenditoria legata alla nostra attività, servono regole chiare per tutti», ordinanza sindacale firmata

CHIARAVALLE, 23 settembre 2021 – «Non ci fanno lavorare e dovremo licenziare alcuni dipendenti».

Marco Capecci e Francesco Veschi titolari del Caffè del Corso, uno dei bar più frequentati della città, inaugurato lo scorso giugno, si fanno promotori di una protesta nei confronti di Sindaco e Amministrazione comunale, protesta che coinvolge anche altri proprietari di locali.

Tutto nasce da un’ordinanza che il primo cittadino Damiano Costantini ha firmato qualche giorno fa e nella quale vieta la musica live e i concerti nei bar e nei locali chiaravallesi, fatto salvo il sabato sera ma solo fino alle 23.

«Con queste misure si uccide qualsiasi forma di imprenditoria legata ai locali e ai bar come il nostro – affermano Capecci e Veschi, che rappresentano anche altri imprenditori – che vivono di eventi dal vivo i quali servono per offrire ai clienti qualcosa di nuovo. Nelle tre serate in cui abbiamo ospitato Le Bollicine, la cover band di Vasco Rossi e i dj set abbiamo avuto tanta gente soddisfatta nel locale e anche pagato quasi 800 euro alla Siae. Non ci si venga a dire che la movida porta caos perché da noi si fa buona musica e i balordi che creano problemi non sono certo parte del pubblico che partecipa ai nostri live».

Capecci e Veschi chiedono regole chiare per tutti.

«Sembra quasi che si voglia solo penalizzare qualcuno per favorire altri. Ad esempio, da tempo abbiamo manifestato all’ufficio comunale preposto la volontà di installare un dehor esterno al bar per i mesi freddi ma ci hanno detto che non esiste un regolamento comunale che riguarda questa materia, anzi ci dicono che possiamo edificarlo ma dal 31 dicembre prossimo sono possibili modifiche. Come possiamo programmare un investimento di svariate decine di migliaia di euro se poi non si sa se potremo utilizzarlo anche dopo il 31 dicembre? Abbiamo rispettato ogni regola pur di mantenere la nostra attività e vogliamo solo lavorare, invece sembra che diamo fastidio: in queste condizioni diventa quasi impossibile continuare».

Gianluca Fenucci

(Nelle foto il Caffè del Corso nel giorno dell’inaugurazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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