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CHIARAVALLE / OMICIDIO VIA VERDI: MAURIZIO MARINANGELI, DA UOMO BUONO A LUPO CATTIVO?

maurizio marinangeli

Chi lo conosce bene racconta di una persona cambiata radicalmente nel tempo. La malattia del gioco che corrode l’anima e logora la mente. Sino alla devastazione. Il giorno dopo l’omicidio, raggiunto al telefono, ci disse: «Non so cosa sia accaduto»

CHIARAVALLE, 29 luglio 2018Maurizio Marinangeli (foto in primo piano), 57 anniera un ragazzo perbene, un uomo buono, un lavoratore infaticabile. Maurizio era un marito fedele, un padre attento e sensibile. Maurizio era gioviale e bravo.

Fino a quando il demone del gioco lo ha cambiato radicalmente, lo ha devastato e poi lo ha distrutto. Fino a farlo uccidere – secondo la ricostruzione fatta dagli inquirenti – per accaparrarsi qualche centinaia di euro, Emma Grilli, una donna di 85 anni minuta e tenue, disponibile e buona (leggi qui).

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Emma Grilli, la vittima, e il marito Alfio Vichi

Chi lo conosce bene racconta di due Maurizio, come se la stessa persona si fosse sdoppiata nel tempo. Il primo Maurizio era affabile e laborioso. Aveva sempre lavorato nel campo della ristorazione: lo ricordano come un cuoco di valore alla Rusticanella e in altri ristoranti, fino a quando col fratello rilevò un pub a Filottrano per ampliare gli orizzonti e creare qualcosa di suo.

«Un ragazzo bravissimo, dedito al lavoro – ricorda un amico – che si era sposato con una gran brava ragazza di Ancona da cui ha avuto due figli».

E poi il secondo Maurizio, quello peggiore, quello a cui la malattia del gioco ha corroso l’anima, ha logorato la mente, fino a devastarlo (leggi qui).

E allora, una dozzina di anni fa, la moglie, che gli era sempre stata accanto, non ha più retto e la coppia si è separata anche se lei ha continuato a crescere i figli, uno dei quali è ancora minorenne, e a preoccuparsi per lui. L’impagabile fratello Marco gli ha sempre teso la mano, soprattutto nei momenti più bui, quando il demone si ripresentava più infido e pericoloso. Lo hanno fatto ricoverare per diversi mesi in comunità, all’Oikos a Castelplanio, sperando di uccidere quel mostro che era in lui.

Eppure, finito il percorso e per quanto la famiglia lo controllasse da vicino, Maurizio Marinangeli ci è ricaduto: non è mai riuscito a stare lontano da slot e gratta e vinci, da scommesse e giochi.omicidio chiaravalle

Il sindaco di Monte San Vito, l’avvocato Sabrina Sartini, che ha rinunciato alla difesa dell’accusato perché non è moralmente in grado di accettare l’incarico, essendo molto amica della famiglia della vittima, conosce bene Maurizio Marinangeli.

«Siamo amici, siamo cresciuti negli stessi luoghi – racconta – abbiamo condiviso le stesse amicizie, gli stessi hobby. Era una bella persona, un bravo ragazzo, poi il mostro della ludopatia l’ha distrutto, gli ha fatto perdere ogni riferimento. La famiglia l’ha aiutato tanto, sono stati tutti molto attenti e sensibili con lui, ma il vizio si era ormai impadronito della sua mente. Era completamente un’altra persona, era diventato sfuggente e diffidente».

«Impossibile prevedere che possa essere lui il colpevole dell’omicidio dell’anziana – dice un collega del pub Sir Williams di Piane di Camerata Picena dove lavorava Marinangeli –  pure se sapevamo che in passato aveva avuto problemi. Anche venerdì sera Maurizio era con noi al lavoro e come sempre ha svolto con competenza le sue mansioni in cucina. Sembrava sereno e nessuno poteva pensare a un epilogo del genere. E’ un ottimo cuoco, esperto e competente, che veniva puntualmente al lavoro».omicidio Chiaravalle

Il 18 luglio, il giorno dopo l’omicidio di Emma Grilli, avevamo parlato al telefono con Maurizio Marinangeli, sapendo che viveva nello stesso palazzo della vittima.

«Non so cosa sia accaduto – aveva detto il cinquantasettenne chiaravallese – sono sceso due volte a gettare l’immondizia quel mattino dopo che avevano ritrovato quella povera donna morta ma né io né mia madre abbiamo sentito nulla; ci hanno portato ad Ancona al comando provinciale dei Carabinieri per chiederci informazioni e per domandarci cosa avessimo fatto in quelle ore ma noi di certo non c’entriamo. Questo è un condominio multietnico – aveva continuato Marinangeli, quasi a sviare eventuali sospetti – e un po’ particolare: ci sono stati dispetti, qualcuno ha trovato le gomme dell’auto e delle biciclette bucate, qualcun altro ha subito furti di verdure dall’orto ma nulla di grave».

 omicidio chiaravalle

I monili d’oro rubati a Emma Grilli e ritrovati a Falconara dai Carabinieri

Maurizio Marinangeli probabilmente mentiva sapendo di mentire. Ma quel mostro che aveva dentro lo aveva minato a tal punto che lui non si sarebbe fermato davanti a nulla: doveva avere quel denaro e solo Emma Grilli in quel momento poteva darglielo. Così non ci avrebbe pensato un attimo ad aggredirla, colpirla e ucciderla, devastando in pochi secondi la vita di tante famiglie, compresa la sua.

Si trova in carcere, adesso, arrestato dai Carabinieri ieri mattina. Con le pesanti accuse di omicidio aggravato dai futili motivi e rapina aggravata.

Gianluca Fenucci

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