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Attualità

CINGOLI / Arianna, una laurea nel segno della determinazione e del riscatto

La 25enne neo dottoressa in giurisprudenza si è laureata venerdì all’Università di Macerata: «Non mollare mai!»

CINGOLI, 19 aprile 2021 – Certe volte la vita ti mette davanti difficoltà che sembrano insormontabili. Ci sono persone, però, che si rimboccano le maniche e lottano per raggiungere i propri obiettivi. E’ il caso della cingolana Arianna Giulianelli, 25 anni, dalla nascita costretta sulla sedia a rotelle, che nella giornata di venerdì 16 aprile si è laureata in Giurisprudenza all’Università di Macerata, nella corso della seduta telematica a distanza.

La neo-dottoressa ha presentato una tesi nella materia “Diritto di famiglia dal titolo Riflessioni sulla legge per le adozioni di minori di età, con relatore il professor Enrico Emiliozzi.

 «Il mio elaborato – ci spiega Arianna – parla dell’adozione: ho voluto fare la tesi su questo istituto perché mi ha affascinato sin da bambina e chissà, in futuro mi piacerebbe prenderlo in considerazione. Proprio per questo, volevo capire se la mia disabilità potesse creare un pregiudizio, per realizzare tale desiderio. Fortunatamente, grazie alle storie riportate nella mia tesi, posso dire di essere fiduciosa, perché non esiste un vero e proprio divieto dalla legge verso le persone con disabilità, ma si dovrà valutare caso per casoLa discussione è andata bene, ero molto in ansia, si è sentita la mia emozione, ma non poteva andare meglio».

Quali difficoltà hai dovuto affrontare nel corso degli anni accademici?

«In questi anni di università devo dire di non aver trovato grandi difficoltà, oltre agli esami ovviamente (ride, ndr), se non per qualche barriera architettonica (come il problema sorto per l’ascensore nella biblioteca nella mia facoltà). Comunque, grazie alla diponibilità degli uffici e del rettorato, posso dire di aver vissuto questi 5 anni nella maniera migliore. Devo dire anche grazie ai ragazzi che mi hanno affiancato come tutor: l’Università di Macerata non mi ha mai fatto sentire “diversa” a causa della disabilità, anzi mi ha aiutata ad accettarmi ancora di più e a tirare fuori il meglio di me. Non smetterò mai di ringraziare le persone che mi hanno offerto la possibilità di vivere certe emozioni, come l’incontro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella lo scorso ottobre, in occasione dell’inizio dell’anno accademico».

Quanto ti sei emozionata quando sei stata proclamata?

«È stata un’emozione indescrivibile. Pura gioia! Gioia nel vedere l’emozione negli occhi della mia famiglia, gioia perché finalmente dopo anni di lavoro su me stessa sono riuscita a realizzare un sogno che credevo impossibile. Il momento più emozionante è arrivato subito dopo la proclamazione, quando il Magnifico Rettore prof. Francesco Adornato, facendo il saluto agli studenti, rivolgendosi a me, ha detto“Ringrazio la dottoressa Arianna Giulianelli per l’esemplarità del suo percorso e la forza che ha dimostrato e per l’esemplarità del suo discorso all’inaugurazione dell’anno accademico alla presenza del Presidente della Repubblica”».

La formazione presso il Liceo Linguistico di Cingoli ti ha aiutato in questo percorso universitario?

«Sinceramente posso dirti di non avere un bel ricordo del Liceo, tuttavia sicuramente devo ringraziare quei professori che hanno creduto nelle mie potenzialità. Anche se dopo quei 5 anni facevo fatica a credere nelle mie capacità. Scegliendo la Facoltà di Giurisprudenza ho fatto un salto nel vuoto, non avendo mai studiato diritto prima, ma avevo voglia di riscatto ed è stata la miglior scelta che potessi fare».

Vuoi lasciare un messaggio a coloro che sono nella tua stessa condizione fisica e vogliono iniziare l’Università?

«Il messaggio che voglio lasciare a coloro che hanno disabilità e vogliono intraprendere il percorso universitario è quello di credere sempre in loro stessi e nei loro sogni, fregandosene dei pregiudizi della gente, che purtroppo ancora oggi non ci vede come loro pari, ma come persone da compatire! Nel 2021 non si può più sentire questa storia. Certo, noi ragazzi portatori di handicap come nel mio caso (paralisi cerebrale) facciamo più fatica a fare le cose rispetto agli altri, ma la voglia di vivere, di fare sport (Arianna ha giocato ad hockey in carrozzina, ndr), di socializzare, di lavorare e di farsi una famiglia è pari a quella di chiunque altro. Questo è il messaggio che voglio lasciare ai ragazzi con disabilità: non mollate mai!».

Cosa farai adesso? Intraprenderai la carriera da avvocato?

«Per ora mi prendo un po’ di tempo per rilassarmi. Poi comincerò a studiare per i concorsi pubblici, sperando di riuscire a trovare lavoro, per avere una sicurezza per realizzare il mio sogno».

Per concludere bene questo 2021 ci vorrebbe un regalo tricolore da parte della tua Inter, e i presupposti sembrerebbero esserci tutti…

«Certo, lo Scudetto sarebbe la ciliegina sulla torta, è inutile nascondersiL’Inter è la mia passione più grande e mi auguro, come ad ogni tifoso di qualsiasi squadra, di poter tornare allo stadio a godermi le emozioni che solo questo sport sa dare».

Giacomo Grasselli 

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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