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Cingoli Il “Varnelli” amplia l’offerta con due nuovi percorsi formativi

Formazione pratica, competenze scientifiche e connessione con il mondo del lavoro al centro dell’offerta rinnovata dell’Istituto alberghiero


Cingoli – «I nostri ragazzi non fingono di lavorare, ma lavorano davvero, con ospiti veri e responsabilità reali».

È è con queste parole della dirigente scolastica Annamaria Marcantonelli che prende forma l’ampliamento dell’offerta formativa dell’Ipseoa “Varnelli” per l’anno scolastico 2025/2026, che la rinnova e la rafforza attivando due nuovi percorsi pensati per rispondere alle trasformazioni del settore enogastronomico e dell’ospitalità.

Due proposte diverse ma complementari, accomunate da una visione educativa che punta a formare professionisti consapevoli, competenti e orientati al futuro.

Il primo nuovo percorso è il quadriennale sperimentale 4+2 “Food & Beverage Manager per la sostenibilità e l’innovazione”, che consente di conseguire il diploma in quattro anni senza ridurre gli standard formativi del quinquennio.

«Non è un’accelerazione – ha spiegato la professoressa Silvia Casilio – ma un modo diverso di organizzare il tempo formativo, che orienta meglio studenti e studentesse e amplia le opportunità».

Il modello prevede una riorganizzazione dell’orario, co-docenze, un forte potenziamento della formazione scuola-lavoro e delle attività di laboratorio, con l’introduzione di competenze gestionali e manageriali già durante il percorso scolastico. Il profilo in uscita è progettato in continuità con i percorsi dell’Its Turismo e Cultura Marche, favorendo un passaggio diretto verso l’istruzione terziaria non accademica.

Accanto al quadriennale debutta anche il nuovo indirizzo Enogastronomia 4.0: Scienza e Qualità, pensato per chi ama la cucina ma vuole comprenderne a fondo i processi scientifici.

Il percorso integra le discipline tecnico-pratiche con una solida preparazione in ambito chimico e biologico, affrontando temi come qualità, sicurezza, sostenibilità e trasformazione degli alimenti. Centrale la collaborazione con l’Università di Camerino, che consentirà agli studenti di svolgere attività sperimentali anche in contesti universitari.

«Guardare al cibo da un punto di vista scientifico significa analizzare l’intera filiera e il suo impatto sulla società», ha sottolineato il docente Unicam Marco Giovagnoli.

Il professor Denis Lopez, docente di scienze integrate, ha evidenziato come il nuovo indirizzo risponda anche alle richieste di un mercato in evoluzione, formando figure capaci di operare non solo in cucina o in sala, ma anche nella consulenza, nella progettazione di prodotti e nello studio di cibi funzionali e innovativi.

Un ruolo chiave è affidato anche alle imprese del settore turistico e della ristorazione, che hanno confermato la crescente domanda di profili preparati e flessibili.

«Per le aziende – ha sottolineato Maria Grassetti, della struttura ricettiva Natural Village Resort di Porto Potenza Picena – questi percorsi rappresentano un canale concreto di inserimento lavorativo e di crescita professionale».

Dalla formazione scuola-lavoro, fino alla prospettiva di un hotel didattico con ospiti veri, il Varnelli punta a far vivere agli studenti esperienze autentiche, in cui il saper fare diventa anche saper essere, preparando ragazzi e ragazze ad affrontare il futuro con competenza, responsabilità e consapevolezza.

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