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Attualità

CINGOLI / Maturità “Covid”, studenti e professori pronti alla sfida

Domani giornata speciale: inizieranno i colloqui previsti con la nuova modalità d’esame

CINGOLI, 16 giugno 2020Sarà una Maturità 2020 particolare per i maturandi e i docenti cingolani.

La nuova modalità d’esame speciale coinvolgerà sia gli studenti nati nel 2001 che i professori e le professoresse di Cingoli, impegnati anche come presidenti di commissione.

Abbiamo ascoltato le loro opinioni e le loro emozioni alla vigilia dell’inizio degli esami, fissato per domani, mercoledì 17 giugno.

La modalità d’esame

L’ingresso della sede principale dell’Ipseoa “Varnelli”

L’esame di maturità del 2020, a differenza delle annate precedenti, si svolgerà attraverso un colloquio con la commissione dei professori e senza esami scritti, a causa delle misure del distanziamento sociale imposte dal governo per contrastare il Covid-19.

In ogni giornata potranno sostenere l’orale al massimo cinque studenti, i quali dovranno rispettare le disposizioni sanitarie previste dai protocolli di sicurezza che prevedono autocertificazioni sullo stato di salute, distanziamento fisico, mascherine indossate e stanze areate. 

Il 13 giugno scorso i ragazzi hanno presentato un elaborato sulle discipline di indirizzo, che discuteranno durante il colloquio.

Ieri, 15 giugno, si è svolta la riunione plenaria delle commissioni dei professori, nella quale si sono estratte le classi e la lettera dei cognomi di chi farà per primo l’esame, stilando così il calendario delle prove.

Il commento delle professoresse cingolane

La dirigente scolastica prof.ssa Maria Rosella Bitti

Domani, 17 giugno, sarà quindi una giornata speciale non solo per i maturandi cingolani, ma anche per i professori coinvolti nelle commissioni. La dirigente scolastica dell’Ipseoa Varnelli prof.ssa Maria Rosella Bitti sarà impegnata come presidente di commissione al Liceo scientifico di Camerino.

«Come sempre – spiega – farò in modo che i ragazzi si sentano tranquilli e a loro agio, in modo che possano dare il meglio di loro stessi».

La preside cingolana, residente a Villa Strada, ha molte perplessità sulla nuova modalità d’esame.

«Come dirigente scolastica – chiarisce  – non sono mai stata molto d’accordo su questo esame in presenza, perché ha comportato un grande lavoro organizzativo, soprattutto per applicare tutte le misure di sicurezza. Sono arrivate continuamente direttive contrastanti tra di loro e io, come datrice di lavoro, se qualcuno si ammala, rischio anche il penale! Inoltre sono stati spesi inutilmente, in questa fase, molti soldi per l’igienizzazione e sanificazione della scuola, tramite l’acquisto di mascherine, guanti, pannelli di plexiglas, scanner, segnaletica e altri strumenti per mettere in piedi questo esperimento di dieci gironi in vista di settembre. Saremo in pratica delle cavie. Poi ritorneremo allo smartworking fino al 14 luglio e oltre».

Secondo la dirigente, dunque, la didattica a distanza poteva essere la soluzione anche per la Maturità.

«Credo – dichiara – che gli esami potevano essere svolti tranquillamente a distanza, perché ormai siamo diventati tutti molto bravi con l’uso delle videoconferenze, tramite piattaforme come Meet. L’università in questo è di esempio. Comunque oggi (ieri per chi legge, ndr) c’è stata la riunione plenaria dei membri delle varie commissioni in tutti gli istituti superiori abbiamo lavorato abbastanza serenamente. Avevamo tutti le mascherine e abbiamo disinfettato continuamente le mani, con il timore di toccare qualsiasi cosa, dalle penne alla carta e ai vari computer».

Anche la professoressa Elena Schiavoni, docente di lettere sempre all’alberghiero, sarà presidente di commissione al Liceo Da Vinci di Civitanova Marche.

La prof.ssa Elena Schiavoni

«Sono d’accordo – spiega – con questa modalità. Cercherò come presidente di fare in modo che gli studenti possano dare il meglio di sé e che non vengano penalizzati da questa modalità di esame, dimostrando le competenze acquisite durante il loro percorso di studi».

Le voci degli studenti

Sono tanti i classe 2001 residenti a Cingoli e frazioni che domani inizieranno l’attesa per il loro turno all’esame di maturità. La gran parte di loro è favorevole alla modalità, arrivata dopo mesi di didattica a distanza.

«Sono abbastanza d’accordo – ha commentato un maturando che vuole restare anonimo – perché con le lezioni online abbiamo trattato gli argomenti in modo più generico inoltre è mancato in parte l’aspetto pratico. Metterò il massimo impegno per affrontare questa maturità».

Ginevra Bravi (a destra) insieme all’amica Miriana Del Bianco

È sulla stessa linea di pensiero Ginevra Bravi, studentessa dell’Ipseoa Varnelli, residente nel quartiere Cerquatti.

«Considerata la situazione – chiarisce la 19enne – sono d’accordo, è già un successo fare l’esame in presenza, avrei preferito poter sostenere anche gli scritti, poiché la valutazione sarebbe stata più completa. La prova è divisa in 5 step: inizialmente presenteremo un elaborato riguardante le materie di indirizzo, quindi si procederà con il commento e l’analisi di una brano in italiano. In seguito ci verranno presentati un’immagine o un articolo, in cui dovremo fare collegamenti con tutte le materie. Quindi esporremo un power point sull’alternanza scuola lavoro, svolta negli anni passati, e si concluderà con brevi domande riguardanti cittadinanza e Costituzione».

Neda Helshani

Spostandoci di pochi metri dall’alberghiero cingolano, a Palazzo Mucciolanti, sede del Liceo Linguistico e delle Scienze Umane di Corso Garibaldi (foto in primo piano), concorda con Ginevra anche Neda Helshani, residente nelle vicinanze del centro storico.

«Nonostante il brutto periodo – dichiara la ragazza nata nel 2001 – che abbiamo passato, la didattica a distanza con tutti i problemi che essa implica, l’esame in presenza è sicuramente una cosa positiva. L’organizzazione poteva essere gestita in maniera migliore, poiché noi studenti abbiamo vissuto un momento di costanti incertezze. Allo stesso tempo comprendo anche le difficoltà nel gestire una situazione così nuova e particolare. Affronteremo questa situazione sicuramente con tanta grinta, determinazione e con quella paura caratteristica di ogni esame di maturità. Si chiude un grande capitolo della nostra vita, che è segno di fine ma anche d’inizio, inizio di un capitolo nuovo, a cui però siamo arrivati grazie ai professori, ai genitori, agli amici che ci hanno accompagnato, sostenuto e sopportato in questa grande avventura».

I fuorisede

Giosuè Barigelli

Se Neda e Ginevra hanno rappresentato le voci degli studenti che frequentano gli istituti cingolani, tanti altri ragazzi sosterranno l’esame nelle città limitrofe. Giosuè Barigelli sarà protagonista del colloquio all’Istituto Agrario di Macerata. Il ragazzo è molto critico verso l’operato della ministra Azzolina.

«Sono d’accordo anche io – ci ha detto il 19enne di Villa Strada – con questa modalità di esame, anche se durante questa quarantena ci sono stati continui cambiamenti da parte della Ministra dell’Istruzione, la quale si è ridotta a dare conferme solo all’ultimo minuto, causando un’agitazione senza motivo. Ci impegneremo al massimo, ma naturalmente con molta paura, visto che sarà un’esame senza precedenti. Sarà una maturità speciale e unica, non la scorderemo mai».

Giulia Angelucci

Anche Giulia Angelucci, da Pian della Pieve, sosterrà l’esame a Macerata, al Liceo Classico Leopardi.

«Credo che questa modalità – spiega la 19enne – sia l’unica che permetta di effettuare l’esame nonostante le circostanze, sebbene ritengo che sia un pò “riduttiva“, soprattutto per le persone più meritevoli. Essere valutati in un’unica prova in queste condizioni non dà sicuramente la possibilità di dimostrare al meglio le proprie capacità, ma penso che sia comunque un buon modo di concludere un percorso scolastico di 5 anni. Io personalmente sono una persona piuttosto individualista, di conseguenza non soffro particolarmente per la mancanza del “cameratismo” delle prove scritte. Mi manca un pò, tuttavia, il contatto con i compagni e questo si ripercuote anche sullo studio. Stiamo cercando tutti di dare il meglio di noi ma siamo molto stanchi e provati da quest’esperienza. Cerco di stare tranquilla, di riconoscere che un solo esame non determina il mio futuro e di vedere questa prova come un’ulteriore conferma del nostro spirito di adattamento. Per il resto, ci vuole solo tanto studio».

Matteo Nardi Cesarini

Matteo Nardi Cesarini, invece, ha frequentato l’Iis Cuppari di Jesi. Ex calciatore della settore giovanile della Jesina ora allo Staffolo in Prima Categoria, approva l’esame in presenza con una punta di malinconia.

«Per quanto riguarda – chiarisce il 19enne residente in zona Sant’Esuperanzio – la modalità d’esame, penso che sia la più corretta possibile, sia per ridurre i rischi legati al virus che per essere valutati correttamente da parte di professori che ci conoscono bene e conoscono il nostro percorso, al di là dell’impressione che possiamo dare durante il colloquio d’esame. Penso che affronteremo la maturità un po’ come tutti gli altri studenti prima di noi, ma con il rammarico di non aver vissuto belle esperienze ed emozioni come la festa dei 100 giorni all’esame o la gita del quinto, oppure semplicemente anche l’ultimo giorno di scuola».

Giacomo Grasselli

giacomo.grasselli@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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