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Attualità

CINGOLI / Qualità dell’acqua, “Acquambiente”: «Oligominerale a tutti gli effetti»

L’ente respinge le accuse e ribatte: «È  anche priva di indici microbiologici»

CINGOLI, 14 aprile 2020 – Acquambiente Marche respinge le accuse sulla scarsa qualità dell’acqua, emerse nel territorio di Cingoli. In un comunicato, l’ente ha diffuso i dati delle analisi effettuate sui campioni.

Nei giorni scorsi, infatti, diversi cittadini di Cingoli si erano lamentati per una presunta contaminazione dell’acqua corrente che scorre dal rubinetto.

È arrivata puntale la risposta di Acquambiente. «In molti – chiarisce l’ente – in questo periodo hanno riscoperto il piacere di bere l’acqua del rubinetto, una buona pratica purtroppo un po’ in disuso nonostante sia controllata assiduamente. Acquambiente Marche, multiutility impegnata nella gestione della risorsa idrica, sia per quanto riguarda la distribuzione di acqua potabile che per la raccolta, il trattamento e la depurazione delle acque reflue, ricorda ai consumatori che l’acqua del rubinetto, in particolare dei comuni di Cingoli, Filottrano, Numana e Sirolo, è di qualità alla stregua delle acque in bottiglia».

«L’acqua prosegue il comunicatodella rete idrica scorre e si rinnova continuamente, inoltre è sistematicamente controllata dai laboratori di analisi senza contare che i controlli cui è sottoposta hanno soglie di tolleranza più severe per alcune sostanze che non devono essere presenti in quantità eccessive».

«Per chi è abituato a leggere le etichette dell’acqua minerale può pesare il fatto di non avere quelle stesse informazioni sull’acqua del rubinetto. Acquambiente Marche, per garantire la massima trasparenza, da alcuni anni pubblica sul proprio sito la carta di identità dell’acqua che fuoriesce dai rubinetti nei Comuni soci di Cingoli, Filottrano, Numana e Sirolo, un ulteriore segno di attenzione verso la cittadinanza e un motivo in più per rinunciare all’acqua in bottiglia che tra l’altro costa e soprattutto non è ecologicamente sostenibile».

Bere dal rubinetto è anche una pratica plastic free, a detta degli esperti dell’ente.

«Le bottiglie di acqua  hanno un impatto ambientale considerevole, se pensiamo allo smaltimento della plastica, al trasporto e al riciclo del vetro. Impatto non paragonabile a quello del gesto di aprire il rubinetto dell’acqua di casa. Prendendo ad esempio l’ultima carta di identità inerente l’acqua presente nei rubinetti di Cingoli e stilata sulla base delle analisi effettuate mercoledì 8 aprile, l’acqua è priva di indici microbiologici. È un’acqua oligominerale a tutti gli effetti, con il giusto contenuto di sali minerali, necessari all’equilibrio salutare dell’organismo. Vale la pena ricordare che ogni anno vengono ricercati più di 6.800 parametri chimici, fisici e microbiologici da laboratori interni all’azienda».

«Nel 2019 Acquambiente Marche – precisa l’ente – ha effettuato 717 analisi sulle acque in distribuzione e 205 sulle fonti di approvvigionamento, perché la qualità dell’acqua e la sicurezza dei propri utenti vengono sempre al primo posto. A questi controlli si aggiungono quelli effettuati dall’Asur, l’ultimo proprio lunedì 6 aprile, che hanno lo scopo di garantire una ricerca supplementare caso per caso, delle sostanze e dei microrganismi, al fine di proteggere la salute degli utenti dagli effetti negativi derivanti dalle contaminazioni ambientali».

«Bere l’acqua del rubinetto fornita da Acquambiente Marche nei propri Comuni soci è quindi una buona pratica perché è più pura e controllata; non dimentichiamo che fa anche risparmiare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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