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CINGOLI / SALTAMARTINI: «CERISCIOLI SBUGIARDA IL PD, L’AV2 NON HA PROBLEMI DI FINANZA”

Manifestazione Ancona Cingoli

Il vice-sindaco di Cingoli interviene sul passaggio dall’AV2 all’AV3, chiedendo risposte sulla riapertura dei reparti dell’ospedale

CINGOLI, 30 dicembre 2019 – A seguito della modifica della legge regionale che sposta il comprensorio di Cingoli, Apiro e Poggio San Vicino dall’Area Vasta 2 a quella di Macerata Area Vasta 3, finalmente si è aperto un dibattito pubblico che può essere utile a tutti.

Filippo Saltamartini

Riassumo i punti. 1) Il PD ha detto che nell’Area Vasta di Macerata ci sono maggiori risorse. Non è vero, né formalmente ne materialmente. L’Azienda sanitaria regionale è unica e unico è il bilancio. Cambia la collocazione dei capitoli. Le province di origine napoleonica non c’entrano nulla, perché ognuno potrà andare a curarsi dove vuole. Nell’assemblea di tutti i sindaci di Ancona Ceriscioli così rispose sull’argomento: “Il bilancio è unico, non è vero che l’Area Vasta 2 ha problemi di finanza.”

2) L’Ospedale di Cingoli con i suoi 40 posti letto (30 di lungodegenza riabilitativa e 10 di cure intermedie) aveva una sua missione perché identificato in “collegamento con l’Ospedale Carlo Urbani di Jesi“. La riabilitazione ha quindi una funzione nell’intera Area Vasta di Ancona. A Macerata non è assegnata alcuna funzione particolare. Oltre al sindaco di Cingoli, lo ha sottolineato anche il dirigente generale Nadia Storti in Commissione sanità. Per i malati di tumore a Macerata non c’è lo IOM: chi farà loro l’assistenza di oggi. Per i servizi sociali cambieranno tutti gli attori. Cingoli dipenderà da San Severino e Camerino: è un passo avanti?

3) Il tema principale, quindi, non è tra Macerata e Ancona, ma le risorse per far funzionare Cingoli e, in particolare, qual è la programmazione del personale che deve essere sostituito e la missione di Cingoli tra gli 8 Ospedali di Macerata. Oggi noi dobbiamo sapere quando ci manderanno i nostri medici e quando riapriranno i 20 posti letto. Tenendo conto che lo Stato ha trasferito negli ultimi anni maggiori risorse alle Regioni e anche alle Marche, c’è un chiaro fallimento politico del PD in materia. E su Cingoli la situazione è aggravata.

4) Hanno riaperto il PPI sulla carta ma non effettivamente. Solo propaganda e foto. A noi sembra che questa mossa serve per sviare i cittadini e il dibattito sulla funzionalità dell’Ospedale di Cingoli.

5) Infine, ma non per ultimo, a Macerata si discute sulla realizzazione di un ospedale unico. Che fine faranno Matelica, Camerino, San Severino, Treia (con riabilitazione), Macerata, Tolentino, Recanati, Civitanova e Cingoli?

6) Nell’Area vasta 2 di Ancona è stata fatta una scelta di 3 ospedali: Senigallia, Jesi e Fabriano. E Cingoli aveva un ruolo, una sua precisa funzione. Quale sarà quella a Macerata? Non è stata scritta né detta. Siamo davvero sicuri che questo trasferimento non serva per ingannarci ancora?

7) E da ultimo: la politica si occupa di scelte, anche di tipo finanziario. Cingoli aveva mantenuto il proprio ospedale, perché i cittadini e le Istituzioni municipali l’hanno difeso, restando sul pezzo ogni giorno. Se altre città più grandi non hanno più un ospedale, con la H un motivo c’è: si sono arresi senza combattere. I partiti sono stati assenti, lontani da Cingoli. Salvo Lega e Fratelli d’Italia.

8) A 3 mesi dalle elezioni il PD torna a Cingoli. Con altre promesse salvifiche. Ognuno saprà ben giudicare. Quello che a noi serve oggi: sono 3 medici di reparto, il radiologo, il fisiatra, gli infermieri e la riapertura dei 20 posti letto. Cose concrete, non cose politiche astruse. E’ per questo che pretendiamo di sapere quando.

Filippo Saltamartini – Vice Sindaco di Cingoli

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