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COTTO E MANGIATO LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

ODE AL CALZINO SPAIATO

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C’è un calzino nero in casa mia. Spaiato. Solo. Fiero. Anche un po’ ignorante. A volte sbuca dal cassetto del comò, a volte dal bucato pulito della lavatrice. Sono anni che compare e scompare dalla quinta dimensione e io non so che farci, non so dove sia il gemello, non so neanche più se sia il mio, questo calzino spaiato. So solo che lui, in qualche modo, ritorna. Magicamente. Fa capolino con la capoccetta tra le mie mura e secondo me mi prende anche un po’ per il culo. Quel piccolo scorbutico insolente farabutto…ma che vuole da me? dalla vita mia?? Perché non se ne ritorna alla galassia da cui proviene? Perché tanto io l’ho capito che non è di questo mondo. È stato chiaro come il sole sin dalla prima volta che l’ho visto. Sono sicura che lui viaggia col teletrasporto come il Signor Spock e il Capitano Kirk di Star Trek. E poi attraversa le stringhe bosoniche, scavalca buchi neri e avvallamenti di energia cosmica, fa lo slalom tra i pianeti della Via Lattea, spernacchia vegani e marziani, butta un occhio tra i Santi del Paradiso…e alla fine, quando non ha più niente da fare, attraversa il labirinto delle tegole del centro storico, si infila nel camino del mio palazzo e si presenta a casa mia.

calzino“Cucù…settete!”. “Ari-eccolo! Ma che vuoi?” “Niente…passavo di qua…tutto bene?” “Eh, sì, tutto bene…ma te sempre da solo stai? Dov’è l’amico tuo? L’altra metà del piede?” “E che ne so io!” “Come che ne sai?” “Quello è così: oggi c’è, domani chissà…non so manco se è diventato di lana o di cotone…se nel frattempo ha cambiato colore…se s’è trovato una calza a rete con cui divertirsi…se è stato risucchiato dagli ingranaggi della centifruga…e una volta che la lavatrice ti risucchia, vai a sapere dove finisci! Potresti anche ritrovarti nel Medioevo!” “In che senso?” “Nel senso che il tubo della lavatrice conduce dritto-dritto ad una piattaforma sull’esosfera che ti permette di viaggiare nel tempo! Che non lo sapevi??” “Ma che cazzo stai a dì??” “Eh…che sto a dì…la verità te sto a dì! Mi credi o no? No, perché, se non mi credi, io giro i tacchi e me ne vado, eh, ci metto un attimo!” “No, dai, resta qua. Scusa la reazione, ma dovrai ammettere che è un po’ strana ‘sta cosa che mi hai detto, no?” “Strano non significa che non sia vero. Tu credi che se ti spalmi la crema Somatoline sul deretano e ci vai a dormire, la mattina dopo ti sparisce la cellulite! Perché non puoi credere che i calzini viaggino nel tempo?” “In effetti…” “E quindi? Mi credi?” “Credo è una parola grossa…comunque che l’altro calzino nero io non l’ho più visto, non so che fine abbia fatto e non ricordo neanche se sia mai esistito, questo in effetti è vero”. “Ma è così importante ritrovarlo?” “No, però, sai, è una questione di principio…se non altro vorrei capire che diavolo è successo, come l’ho perso, dove è finito” “Perché devi capire sempre tutto?” “Boh. Non lo so. Perché sì” “Perché sì non è una risposta” “Che palle…” “Non si dicono le parolacce” “Mmmh…” “Allora?” “Cioè, sto parlando con un calzino extraterrestre e non posso neanche dire liberamente la mia?” “Con moderazione e molto rispetto. Ricordati che ti stai rivolgendo a un’entità superiore” “Senti, ‘entità superiore’…perché non mi porti qualcosa di figo dall’altra dimensione invece di chiacchierare a vanvera?” “Cosa vuoi che ti porto?” “Ma, non so…una lampada magica che realizzi i desideri!” “Ma ancora co’ sta storia de Aladino?” “Perché??” “Come perché? Voi da soli potete esaudire tutti i desideri che volete, non vi serve un trippone chiuso dentro un’ampolla!” “See, allora io adesso desidero accanto a me Christopher Reeve! Perché non compare??” “Ma chi, l’attore che interpretava Superman negli anni ‘80?” “Sì!” “Ma è morto!” “E allora??” “E allora mica puoi resuscitare i morti!” “Ma tu hai detto che posso avere tutto quello che desidero!” “Va bene, cocca mia, ma una regolatina te la devi pur dare…non è che puoi volere l’impossibile!” “Eh ma allora dillo subito che non posso fare niente…che palle!…” “Un’altra volta co’ ste parolacce…e poi non ho detto che non puoi fare niente. Solo che sarebbe meglio che tu desiderassi qualcosa di più assennato. Su, coraggio, ce la puoi fare” “Uff…dunque…ecco ci sono: stanotte voglio perdermi in un bel sogno. Va bene questo?” “Questo mi pare ragionevole, sì. Che vuoi sognare?” “Superman” “Aridaje” “Aho, potrò sognarlo almeno??” “Ok, va bene, non ti alterare…vada per il sogno con Superman!” “Ecco, meno male” “E che ci vuoi fare con Superman mentre dormi?” “Voglio volare con lui sopra la Terra” “Come faccio io?” “Esatto, come fai tu. Magari mentre sorvolo i continenti, se Superman mi aiuta, ritrovo anche il tuo gemello…” “Beh, se lo trovi, salutamelo. E digli che io sto bene anche senza di lui, che se non torna è uguale. Tanto io vado in giro per le case dell’Universo e mi diverto un sacco” “Ah, vai in giro? E dopo essere stato da me, dove vai?” “Su Krypton!” “Mi stai prendendo in giro per caso?” “Nooo…come ci pensi?? Non lo farei mai!” “Sei un po’ stronzo, eh…” “Poco poco” “Vabe’, ma in fondo mi stai simpatico” “Lo avevo capito, sai? Senti, adesso devo andare, ho ancora una marea di lavatrici da cui sbucare” “Va bene, però…weh, torna, io t’aspetto, ci conto eeh…A proposito: quand’è che ci rivediamo?” “Non lo so, tra un paio di bucati…forse” “A sorpresa?” “Già, a sorpresa”. “Allora ciao. Fa’ il bravo” “Ci provo. Anche te fai la brava” “Più de così??” “Sì, più de così”. “Che pa… ehm… ok, ci provo anche io”.

C’è un calzino nero che si infila nel tubo della mia lavatrice e poi sparisce. Qualcuno giura di averlo visto galleggiare sulla città che dorme, svolazzare sui tetti scuri, ballare il walzer con le antenne della tv, fare il verso a qualche micio randagio e, dopo aver strizzato l’occhiolino, sparire di nuovo tra le ombre della notte.

(gioia.morici@qdmnotizie.it)

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