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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / La rubrica di Gioia Morici

CHIUSO PER FERIE

Care amiche lettrici e sdraiabilmente cari amici lettori, questa settimana, in perfetta linea con il ferragosto alle porte, parlerò di vacanze estive. A voi sembrano momenti di giubilo, ma le vacanze in realtà sono un’arma di distrazione di massa. Esse servono a mantenere motivato l’uomo durante l’anno lavorativo con la promessa di relax e divertimento. Quando però si rivelano in tutta la loro infernale natura, generano in lui uno stato di depressione tale da fargli rimpiangere il morbido abbraccio della scrivania e farlo tornare in ufficio carico per un altro anno di schiavitù.

Che si rechi nello stivale o nel resto del mondo, l’italiano medio sceglie lo stesso alloggio: il villaggio turistico. Si definisce villaggio turistico quella struttura di detenzione coercitiva per nuclei familiari illusi di trascorrere un periodo di riposo, dove è facile incappare in creature petulanti e ossessive con un sorriso da ebete stampato in faccia 25 ore su 24: gli animatori, ovvero soggetti alimentati a cocaina e anfetamine allo scopo di avere energie inesauribili per fracassare i coglioni al prossimo.

Ovunque vi siate appartati per riposare, l’animatore vi scoverà e vi sveglierà per farvi iscrivere al gioco aperitivo, alla caccia al tesoro in piscina e per costringervi a partecipare a una serie infinita di giochi idioti che anche vostro figlio di 5 anni schifa. Non c’è modo di scappare agli animatori: potete piangere e disperarvi, cercare di corromperli o minacciarli, ve li ritroverete giorno e notte tra le palle, pronti a coinvolgervi in minchiate colossali che vi ridurranno le gonadi in particelle inferiori a quelle dell’atomo.

La fauna degli animatori nel tempo e nello spazio non cambia. Tra gli esemplari di sesso maschile viene sempre posto un bonazzo. Di norma di origini meridionali, il bonazzo, oltre al fisico mozzafiato, si distingue perché gira con bandane a motivi floreali e occhiali da sole da sciatore estremo. La sua utilità nello staff è pari a zero: serve solo a catturare lo sciame di donne in calore dell’hotel e indurle a partecipare alle attività ricreative. Accanto a lui come un’ombra si aggira il capo villaggio: un 30enne abbronzatissimo dai capelli raccolti in un codino se lisci, lasciati liberi al vento se mossi, che ha la passione per la recitazione ma soprattutto per la passera. Puntuale come un orologio svizzero, ogni giorno il capo villaggio suona la tromba, 9 volte su 10 con la moglie di quello a cui ha insegnato tiro con l’arco poche ore prima.

Tra le animatrici, per par condicio, svetta il figone spaziale: una giovane dalle curve esagerate, ABS, sensori di prossimità per parcheggi difficili e controllo ESP integrato. Il figone, per apparire utile allo staff, prova a cantare, ma quando sale sul palco la sua voce ricorda i gargarismi di un gatto. Con lei ci proveranno tutti indistintamente, dai mariti ai figli dei mariti, agli animatori stessi. Sua inseparabile compagna è l’animatrice-ballerina: ragazza minuta e ipertonica, nel gruppo è quella che inventa continue coreografie per le sigle del villaggio e organizza l’acquagym per le buzzicone che vogliono di dimagrire. Al termine del contratto, con una massa corporea pari a 28 chili vestita, entrerà in cura da uno psichiatra per riprendersi dallo stress e soprattutto per liberarsi dal ricordo del suo feroce molestatore: il turista entusiasta.

Il turista entusiasta è quell’individuo fuori controllo che, una volta oltrepassata la soglia del resort, viene colto da un delirio paranoide che lo porta a ricercare ogni divertimento possibile: anziché rilassarsi, egli parteciperà incessantemente e compulsivamente a tutte le attività di gruppo, sia che si tratti di giocare a briscola coi più anziani sia che si tratti di pitturare sassi insieme ai bambini. Attenzione, si scrive “bambini”, si legge “bestie di satana”: consapevoli che i genitori dopo un anno di lavoro non hanno alcuna intenzione di prodigarsi a frenare le loro pulsioni vandaliche, questi nani malefici si abbandonano alla loro furia devastatrice disturbando senza sosta turisti e personale dell’albergo. L’unico modo per liberarsi di cotali creature diaboliche è confinarle nei baby club (spazi dimenticati da Dio che per la loro pericolosità sono gestiti da colonnelli di marina in congedo, ex domatori di leoni ed esorcisti praticanti), oppure abbandonarle in una pineta dell’entroterra ed attendere che i lupi facciano il loro dovere.

Al rientro dalla vacanze, oltre ad una condanna per omicidio plurimo (hai fatto fuori 4 animatori, 7 piccole pesti e il maestro di tennis che si bombava tua moglie), ti aspetterà un percorso di disintossicazione dal cibo, visto che, dopo centinaia di buffet all inclusive, sei diventato bulimico. Naturalmente sarà tutto inutile.

Buone ferie a tutti! Ce se risente a settembre…forse.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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