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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / La rubrica di Gioia Morici

E…STATE CALMI!

Estate impegnativa quest’anno. Anzitutto è partita la campagna elettorale per le regionali e dopo il covid non ce la meritavamo una mazzata così.

Voglio dire, essere presi d’assalto dal solito guazzabuglio di gentucola che pur di sedersi sulla poltrona finge competenze e valori mai avuti, francamente ce lo potevano risparmiare.

Sta roba avvilente che apri il cellulare e sbuca il santino dell’ultimo smandrappato della città e tu dici: “Nooo, pure questo se candida!”. Questo, capite? Manco la dignità di un nome gli accordiamo, come se parlassimo dello scemo del villaggio, eppure c’è gente che lo mette in lista lo scemo del villaggio e c’è pure un intero villaggio che lo vota ‘sto scemo…ma come si fa? Per forza poi si finisce a rimpiangere i vecchi politici del passato, quelli che rubavano, sì, ma almeno avevano un titolo di studio di tutto rispetto e un curriculum che lèvati e, insomma, i soldi alla fine ce li facevamo rubare volentieri. Ma forse è colpa mia, sono del decennio sbagliato, se fossi nata adesso, sarei stata a cavallo. Intanto non mi sarei sbattuta a farmi una cultura: oggi, diciamocelo, l’istruzione ha un’importanza decisamente secondaria. Le cose a scuola sono molto più easy e se uno studente torna a casa con un brutto voto, la madre il giorno dopo riga la macchina al professore. La massima aspirazione del momento è diventare influencer che sarebbe a dire mostrare le chiappe su instagram mentre si sponsorizza qualcosa. Aho, si guadagna un botto. A saperlo prima, una si organizzava, no? Anche perché ultimamente neanche servono chissà quali chiappe. Eccola qua la vera rivoluzione dei tempi moderni: stanno iniziando a farsi largo donne albine, cicciottelle, con le smagliature, con l’acne, la vitiligine, anzianotte e anche bruttarelle. Insomma: finalmente…la normalità! Ci abbiamo messo tre ere geologiche ma ci siamo arrivati: siamo liberi di essere quello che siamo. Oddio, “liberi” è un parolone. Avete visto quello che sta succedendo ad Armine Harutyunyan, il nuovo volto di Gucci? Armine è una modella decisamente fuori dagli schemi estetici finora conosciuti. Direi agli antipodi. E per questo viene quotidianamente derisa e ricoperta di insulti. Ma ragioniamo un attimo: come si fa a non capire che è un bene che i tradizionali canoni formali vengano scardinati? Così non dovremo più rientrare a forza in un ideale di perfezione (che in natura manco esiste) e la smetteremo di avere l’ansia per un brufolo, una ruga, un difetto fisico o una menomazione. Ma che sollievo sarebbe?! Quanto camperemmo meglio, eh? Ricordiamoci che quella che detta l’Occidente non è legge: in Mauritania le forme abbondanti sono considerate così sexy che esistono apposite cliniche per aumentare il peso, a nord di Sumatra la sensualità passa per i piedi grandi, in Giappone “fanno sangue” i denti storti, in Birmania acchiappano i colli da giraffa, in Etiopia vanno matti per cicatrici e labbra sottilissime: insomma, quello di avvenenza è un concetto molto relativo, evolviamoci. Così magari domani, anziché le tette, ci rifaremo la lingua in modo che non ne escano più insulti. Allora sì che sarebbe un mondo più bello.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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