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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

IL LUPO, IL PELO E IL VIZIO

(Cotto e Mangiato Rewind – replica del 15/10/2017)

 

Oggi parleremo di una cosa fondamentale per il bene dell’umanità…ma che dico fondamentale, indispensabile…ma che dico indispensabile, vi-ta-le: LE CIABATTE. Siòre e siòri, le ciabatte non sono scarpette di serie B….noooo siòre e siòri.…non sono neanche banali accessori di servizio con cui si fa avantendrè per casa e nemmeno appendici scadenti indegne di attenzione…no-no-no. Chiamatele  babbucce, chiamatele pantofole, chiamatele pianelle oppure ciòce, ma loro, siòre e siòri, loro sono il ricovero per eccellenza dei nostri piedi, sono l’ostello sicuro cui affidiamo le fette dopo una lunga giornata di porche nonché madosche, sono la dimora cinigliosa dei nostri ditini (plurale maschile) sfiniti dalla quantità di chilometri fatti coi coglioni a strascicone. Le ciabatte, siòre e siòri, ci accolgono, esse ci accarezzano, ci abbracciano, ci coccolano dopo ore di fregnacce del capufficio, dopo il muso indisponente della moglie cui niente batte paro, dopo le insofferenze dell’amante che, perdinda madòra, non se sa che madonna vòle. Ma vuoi mettere la soddisfazione, quando torni la sera stracco morto, de cavatte le calzature costrittive dove hai incamerato tutte le bastigne diurne e infilatte finalmente nella morbidezza suprema?? Vuoi mettere il gusto che ti straborda dalle viscere a strascinare stancamente le estremità per i corridoi della dimora?? Vuoi mettere la goduria orgiastica non appena che (“che” rafforzativo del concetto) il ditone nudo ti sfiora quel tripudio de bambagia? Che il còre te sospira “aaaah” e d’incanto il mondo attorno se cancella? Per non parlare, siòre e siòri, dei molteplici usi “esterni” al piede che ti può offrire una pantofola: 1) ci puoi acciaccare qualsivoglia insetto che ti importuna tra le mura domestiche 2) le puoi far rosicchiare al cane così che lui si trastulla e tu puoi guardare indisturbato la partita 3) ci puoi sculacciare a tempo il figlio piccolo per insegnargli la divisione in sillabe:  DE-VI-FA-BA-STA-SEN-NO-TE-MAZ-ZO. No, dico, adesso vi rendete conto della capitale importanza di questa calzatura chiamata volgarmente “ciabatta”?? Ecco quindi spiegato il motivo per cui, siòre e siòri, la babbuccia casalinga, nel 2017 dopo Cristo, costa un patrimonio. Una volta con 5 euro te ne accattavi due paia e ricevevi pure il commesso in omaggio. Adesso al supermercato (no, dico, al supermercato) 15 euro ti bastano a malapena per quella più economica. Se poi la vuoi chiccosetta, che so, con un boccò de tacco, un nastrino, ‘na perlina de lato, allora de euri gliene devi lascia’ almeno ‘na venticinquina. La salute ti fa difetto e ti serve la ciabatta sanitaria? Prepara il libretto degli assegni perché quella la mettono 100 euro all’etto come il tartufo. Brutta come la fame, tu la guardi e ti chiedi: ma potrà un sandalo ortopedico da donna con gli strappi modello San Francesco costare 90 euro? Ce sarà compresa la fisioterapia pe’ raddrizzatte i piedi, sennò non se spiega.  Beh, insomma, a capì che con la ciabatta ce se poteva fa ‘na barca de soldi non so’ stata solo io: dopo Fly Flot, Birkenstock, il dottor Scholl e mister Crocs, il signor Gucci una mattina s’è svegliato e ha esclamato: “Aho, ma io che so’ il più fregnone??”. E s’è inventato la zandulona fashion a 1.000 e rotti euro per tutte le occasioni: lavoro, seratina romantica, appuntamento mondano. Tratto distintivo della ciocia che non deve chiedere mai: IL PELO. Sì-sì, avete capito benissimo: Guccio Gucci ha messo pelo ovunque, a sbluso, a go-go, a catinelle, perché lui sa molto bene che tira più un pelo de marmotta che cento da pecora. Quindi ecco qua – per la donna “à la page”, la donna in carriera, la donna che fa tendenza – la pantofolona de zibellina! Ma ci pensi a quanto puoi sentirti figa ad andare a teatro con l’abito di gala e la babbuccetta de cricetona?? Se invece sei nana, hai bisogno di centimetri e non disdegni il look filo-olandese, allora puoi buttarti dritta-dritta sullo zoccolo. Sempre col pelo. Eh beh, una finezza. E che dire al donnino easy, il tipetto sciuè sciuè che si sente a suo agio solo co’ “nu ginz e ‘na magliett”? Beh, per lei c’è la ciabattona classica, bassa, tutto pelo e niente vizio. Per carità, a me sta bene tutto, se siete felici così, fate pure. Ma toglietemi una curiosità: che pelo ve mettete sui piedi? De lontra, de faina o de castoro? No, perché il proverbio parla chiaro: fìdate della volpe e del tasso, ma non te fida’ della donna col procione basso.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

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