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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

LÀ DOVE NON BATTE IL SOLE

 

Sono lì che mi chiedo cosa scrivere nella rubrica, poi sfoglio il giornale ed ecco la notizia: in Spagna ricoverano una donna per forti dolori all’addome e scoprono che sono causati dal fatto che ha una tartaruga nella passera. Avete letto bene. Una tartaruga. Adesso, io capisco tutto, ma la tartaruga daai… abbiate pazienza, la tartaruga noo. Ma perché? Come è possibile? E soprattutto: ci è andata di sua spontanea volontà perché gradiva la grotta del vento oppure ci è stata messa di prepotenza? Di prepotenza, sì, perché non è che sia proprio ergonomico come animaletto. Ci ragiono su e penso: “Se tanto mi dà tanto, chissà cosa combinano nel resto del mondo…”. Così do un’occhiata sul web ai gingilli più strani ritrovati negli orifizi umani e, gente mia, altro che grandi magazzini! È stato rinvenuto di tutto: lampadine, occhiali da lettura, attrezzi da lavoro, giocattoli, ortaggi, ma anche saponette, tappi di bottiglia, deodoranti, palle di silicone, riflettori di bicicletta, cuffie, asciugamani, leccalecca, cucchiai di plastica, pezzi del Domino, palle da golf, cacciaviti, candelabri, argilla, soldi e persino telefonini cellulari. Ho letto di una tipa che, prima di una lite coi vicini, si è tolta un occhio (aveva una protesi oculare particolarmente costosa) e, per stare sicura, se l’è infilato su tipo tampax; ma esiste pure un tizio in America a cui dal di dietro sono state sfilate quattro teste (e sottolineo quattro) di Barbie e perfino due coniugi romani che sono finiti all’ospedale rispettivamente con un limone nel deretano lui e un capitone nella vulva lei. Alla faccia del bicarbonato di sodio. Weh, cumpa’, ‘o capitone è un serpentello mica da ridere, devi essere provvista di una bella apertura alare…che io mi domando, boh, ma che tenete sotto, donne? Una patonza o un garage condominiale?? Pare oltre tutto che lei, incalzata dai medici che chiedevano spiegazioni, in un primo momento si sia giustificata così: “Ma io non mi sono accorta di niente, alla fine stavo COMODA”. Adesso, per carità, va bene tutto, magari eri in imbarazzo, magari le bugie sul momento non ti vengono, ma, cocca mia, un po’ di fantasia! Di’ che passeggiando lungo il fiume ci sei caduta sopra, che ti sei addormentata vicino al negozio del pescivendolo e la bestiola ti ha presa in simpatia, che ti volevi proporre al Circo Togni come addestratrice sexy di biscioni…ma comoda? Comoda?? Comoda è la ciabatta di pelo, la padella antiaderente, la centrifuga per l’insalata, la busta dei Quattro salti in padella Findus, che la schiaffi sul fornello e in 5 minuti è pronta la cena. Comodo è il divano in tessuto col poggia piedi elettrico che sale piano piano, il parcheggio sotto casa, lo sgrassatore universale Chante Clair, lo shampoo senz’acqua e il supermercato aperto la domenica. Ma 80 centimetri di anguillone in umido nella Tuba di Falloppio no. Non penso proprio che sia comodo. Per carità, per me puoi cacciarti su pure la cassetta delle lettere, se va bene a te, sai che me ne importa, ma che tu stia comoda è un altro paio di maniche. A meno che non fosse Capodanno, stavi preparando il cenone e, già che c’eri, per il bene degli invitati, ti sia stato “comodo” capire se davvero il pesce era fresco. Ecco spiegato perché tuo marito, non da meno, ha poi testato la qualità della frutta. Chissà se a mezzanotte ha gridato BUON ANO A TUTTI. Di sicuro l’uomo del monte ha detto “AHIA”.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

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