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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

IL CODICE BAFFINO

Ore 14. Scendo al bar sotto casa a farmi un caffè. Sono lì, davanti ai bignè, in attesa che qualcuno mi caghi, quando scorgo un uomo e una donna poco distanti da me, in chiarissimo aggancio da rimorchio, che ora vado a descrivervi. Lui: 45 anni circa, pelle bruciata dalle lampade, capello nero impomatato, camicia bianca aderentissima ampiamente sbottonata sul petto, pantalone a sigaretta blu elasticizzato corto con risvoltino, occhiale da sole modello Rocky Roberts “Stasera mi butto”, un braccio piegato sul bancone, l’altro appoggiato con posa plastica all’anca. Atteggiamento alla Carlo Verdone di “Un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana”. Lei: 40 anni portati malissimo, pelle diafana sotto tre strati di fondotinta, mini gonna nera alle falde del Kilimangiaro, tacco 15 rosa shocking, capello cotonato della serie “Jennifer Lopez questa piccola inetta”, mano con unghia laccata fucsia super lucida (abbinata al rossetto), polpaccio nervoso stile Gennaro Gattuso Mondiali 2006. Il maschio con la M maiuscola, proteso rigidamente in fase di acchiappo, non le stacca gli occhi di dosso. Pensiero fisso: “Se non me la dà prima de subito, quant’è vero Iddio, la strozzo co’ ste mano mia”. La femmina con la F di Fi…sarmonica si aggiusta nervosamente i capelli ad ogni battuta del suo gonzo e sistema a ripetizione il vestito sui fianchi (più lo tira giù, più ritorna su). Pensiero a balzelli tra una risatina isterica e l’altra: “Quanto dovrò aspettare prima di dargliela senza fare la figura della zoccola?”. Di fronte a questa scena a tinte forti, con le mie ciocissime hawaianas ai piedi, comincio a pormi inestricabili quesiti amletici: come je ne va a quessa de girà tutto il giorno co’ ‘sti tacchi? ma io, co’ sto look da kosovara, semo sicuri che rientro nella categoria femminile? Tony Manero non se leva mai gli occhiali perché pensa de esse più figo o perché ha paura che lei je sgami i propositi trombatori? MA SOPRATTUTTO: perché quando ci piace qualcuno ci comportiamo come dei grotteschi ritardati mentali? E quindi giungo a questa riflessione di solenne spessore filosofico: credo che nel 2019 sia giunto per il genere umano il momento di stabilire un alfabeto gestuale universale che ci dispensi da tutta questa ridicolezza durante la danza dell’accoppiamento e ci permetta di manifestare chiaramente le nostre intenzioni baffine. Tipo: mi gratto l’orecchio = “non te la do manco sotto allucinogeni”; mi sfioro la nuca = “se te pijo, te scartavetro come ‘na persiana”. Non sarebbe tutto meravigliosamente semplice? Senza fronzoli, ansie e, cosa più importante, senza figure di merda. Uniti in modo onesto verso l’unico grande obiettivo che ci metta veramente d’accordo: spennellarci come francobolli. Ecco, per accordarci sui segnali che scatenino l’inferno, potremmo organizzare un “Falloppio Party”. Durante la serata sarebbero proiettati a maxi schermo: Johnny stai chino, Porcahontas, Non venire non ti sento, La moglie davanti e dietro tutti quanti. Ingresso libero, CONSUMAZIONE OBBLIGATORIA.

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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