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Ricette per il sorriso

COTTO&MANGIATO / LA RUBRICA DI GIOIA MORICI

MAGNA CHE TE PASSA!

Lo sentite Michael Bublè in lontananza? Natale è alle porte. Godiamoci il silenzio prima che arrivino le cornamuse, mettiamo le fioriere ai davanzali prima che i nani rossi ci salgano sopra, ma soprattutto: infiliamoci nei nostri jeans preferiti prima che la ciccia ce lo impedisca. Perché il Natale, nel nostro Paese, è principalmente questo: una gigantesca scusa per abbuffarsi. Del resto per noi magnà è un atto di amore e fede, più che un impulso nutritivo. Toglieteci tutto, ma non la fame, che infatti quando al telegiornale ci dicono di mangiare solo frutta e verdura, noi pensiamo subito “ma vammoriammazzato va’!”. E durante le feste religiose, siccome c’è Dio di mezzo e dobbiamo celebrarlo, ci sentiamo legalmente autorizzati a sfondarci di cibo, sfondarci fino all’annientamento di tutte le funzioni vitali. Ecco perché sforniamo menù da 180 portate e finché non abbiamo spolverato ogni cosa non ci alziamo da tavola. “Devi finire tutto, mangia”. “Ma non ce la faccio più”. “Ho detto mangia”. “Ti prego, non riesco”. “C’è la fame nel mondo, non ti vergogni?”. Capito? C’è la fame nel mondo, dobbiamo morire tutti, per solidarietà. A colpi di fritto dobbiamo morire. Che a noi il fritto ci piace da matti. Se fosse per noi friggeremmo qualsiasi cosa, le cotiche, le zampe di gallina, l’insalata, la sugna, guarda, persino l’acqua. “Cos’è ‘sto bastoncino fritto?”. “Non lo so, magna, che è bono”. Il massimo per un italiano è quando ha mangiato così tanto che si sente poco bene. Ecco, lì per noi è proprio l’apoteosi della felicità, quando stamo per schioppà, quando ci viene il dubbio che forse dobbiamo chiamare il 118, quando pensiamo che il fegato è andato, la milza andata, la gastrite ha fatto un doppio salto mortale e oltrepassato il punto di non ritorno. Che poi invece siamo capaci, non appena la digestione ha lasciato un piccolo spazio nello stomaco, di ricominciare da capo. Così alle due di notte, dopo una cena tra amici dove ti sei sbafato pure le sedie del tinello, che non te la fai una pasta aglio, olio e peperoncino? Che uno di Ascoli una volta ha proposto ‘sta cosa a Tokyo e l’hanno corcato de botte, non l’hanno capito. Quelli de notte dormono, mica come noi…capirai, là non magnano un cazzo, addirittura se alzano da tavola con un po’ di languorino! Per noi una roba inconcepibile, da fuori de testa! Del resto parliamo de gente che se satolla de riso bianco e alghe crude…noi manco al cane le damo le alghe crude! Che se a una tartaruga d’appartamento italiana je metti nell’acquario un’alga cruda, quella te la sputa in faccia, che scherzi? La tartaruga da noi se siede a pranzo co’ la famiglia e a Natale tiene alti i valori delle feste: pace, bene e altruismo? No, trigliceridi, glicemia e colesterolo!

Gioia Morici

gioia.morici@qdmnotizie.it

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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