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Lettere & Opinioni

Covid-19 / Gli anarchici: «Basta chiacchiere ed eroi»

Le sezioni di Jesi e Chiaravalle commentano le parole del direttore del laboratorio di virologia e microbiologia del San Raffaele di Milano

JESI, 21 agosto 2020 – Interessante l’intervista del virologo Clementi: gli argomenti affrontati sono quelli di maggior attualità, ma la narrazione fatta non può essere condivisibile. Sui contagi in atto vengono tirati in ballo per due terzi i vacanzieri, gli emigrati (???) e i lavoratori stagionali (niente di meno!). Stando ai numeri citati da Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, si registra, in maniera differente da regione a regione, un 25 – 40% di contagi da vacanzieri di ritorno, a fronte di un 3 – 5% di contagi legati ai profughi.

Un quadro che non corrisponde a quello buttato lì dal virologo. Clementi inoltre elogia il livello di preparazione della scuola italiana, ma dimentica che la stessa è stata devastata da tagli lineari che hanno generato ricadute sul personale docente e non, sempre meno pagato e più sovraccaricato di lavoro, a scapito poi della qualità stessa dell’istruzione.

L’Italia, fra i 17 paesi più ricchi al mondo, è primo per analfabetismo di ritorno. Forse i “nostri” giovani vanno all’estero sia perché oltre alla disoccupazione e alla movida questa società non riesce ad offrire alternative se non quelle legate a un precariato cronico.

Lungo la stessa linea di ragionamento la valutazione della sanità italiana, di cui si fanno gli elogi, a partire dai medici, definiti eroi e … basta! E gli infermieri, gli Oss, gli addetti delle pulizie? E tutti gli altri?

E poi la sanità di cui si parla non esiste neanche più sulla carta dopo decenni di tagli indiscriminati, specie a favore del profitto privato. Il personale sanitario – tutto – ha dato prova di eroismo durante le settimane più difficili della pandemia, ma è noto che in un sistema gerarchico e autoritario, quando c’è bisogno di eroi, significa che la linea di comando non è stata in grado di far fronte ai doveri per i quali è pagata e ricompensata.

Come fu a Caporetto, ma questa è un’altra storia. Oppure è la stessa storia di sempre dove gli ultimi che hanno perso il lavoro, il reddito, la salute, saranno solo delle vittime presto dimenticate; altro che eroi! E per quello che ci riguarda, dopo questa pandemia non vogliamo più né eroi, né chiacchiere, ma un sistema che garantisca l’istruzione e la salute pubblica ai più bisognosi, garantisca lavori meno pesanti, più sicuri e stipendi dignitosi, per rispondere, tanto per iniziare, alla semplice domanda: “Quanto è lo stipendio di un addetto alle pulizie eroe?

Fai– Federazione Anarchica Italiana

Sez. “Michele Bakunin” – Jesi
Sez. “Francisco Ferrer” – Chiaravalle

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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