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COVID-19 / Il Terzo Settore alla luce delle nuove ordinanze

Tutte le indicazioni sulla mobilità, gli interventi di assistenza socio-sanitaria e quelli relativi a situazioni particolari di salute

ANCONA, 27 marzo 2020La Regione Marche ha emanato le ordinanze 14 e 15 del 25 marzo e 16 del 26 marzo, relative alla mobilità dei volontari del Terzo Settore, a interventi di assistenza socio-sanitaria e a situazioni particolari di salute della popolazione.

L’ordinanza 14 

Il governatore Luca Ceriscioli, nell’ordinanza 14, riordina la mobilità dei volontari del Terzo Settore e disciplina gli interventi di assistenza socio-sanitaria.

L’ordinanza prevede precise indicazioni per consentire ai volontari e agli enti del terzo settore di continuare a operare al servizio delle comunità in modo responsabile e in sicurezza in attività che prevedono, tra le altre cose, anche l’aiuto alimentare e farmaceutico in favore degli indigenti, degli anziani, dei disabili, dei senza fissa dimora, delle persone con fragilità sociali ed economiche.

Con l’ordinanza, quindi, viene garantita la mobilità dei volontari operanti presso un Ente del Terzo Settore di cui al D. Lgs. n. 117/2017 che sono legittimati agli spostamenti per le attività ritenute necessarie nella situazione di emergenza da Covid-19 operando in modalità sicure e protette rispetto ai rischi di contagio attivo e passivo.

La 15 e la 16

Con le ordinanze regionali n. 15 e n. 16, invece, in vigore fino al sopraggiungere di provvedimenti governativi o ministeriali o regionali che dispongano diversamente, vengono previste e regolate le esigenze di persone che si trovano in situazioni particolari conseguenti a condizioni cliniche di necessità, dal punto di vista terapeutico, di mantenere stabili, quanto più possibile, le routine quotidiane, che prevedono anche passeggiate all’aria aperta in contesti isolati.

In particolare, viene garantito ai nuclei familiari di persone affette da disturbi dello spettro autistico (ordinanza n. 15) e da patologie certificate dall’autorità sanitaria dalle quali derivino problematiche comportamentali (ordinanza n. 16) di potersi spostare oltre la prossimità della propria abitazione anche fuori dei limiti del territorio comunale di residenza o domicilio in caso di necessità di accesso a luoghi di abituale frequenza da parte del soggetto certificato.

«Le Marche in emergenza, – scrive Ceriscioli – lo sappiamo bene, possono contare sempre su una risorsa indispensabile di cui andiamo orgogliosi e che non finiremo di ringraziare: il mondo del volontariato sociale che anche in questo drammatico frangente sta svolgendo un’opera esemplare, a costo di grandi sacrifici e sforzi. Così abbiamo ritenuto, a fronte dei provvedimenti di restrizione per contenere la diffusione del contagio, di fornire precise indicazioni a chi opera per garantire i servizi essenziali alla vita delle persone. Soprattutto di quelle più fragili che si trovano già in condizioni di solitudine oppure di isolamento obbligatorio assicurando la possibilità di fruire di servizi di supporto assistenziale attraverso il mondo del volontariato».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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