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CUPRA MONTANA / Centro vaccinale in chiusura dopo un grande lavoro

Il 23 settembre ultimo giorno di apertura, somministrate sino a oggi circa 4.500 dosi: il punto con uno dei promotori, il dottor Francesco Freddo


CUPRA MONTANA, 15 settembre 2021 – Il 23 settembre sarà l’ultimo giorno di apertura del Centro vaccinale dopo ben cinque mesi di attività.

Un servizio che è stato prezioso per la popolazione di Cupramontana e per il territorio limitrofo: Apiro, Poggio San Vicino, Staffolo e San Paolo di Jesi. Il tutto è stato possibile grazie all’unione dei medici di base della zona, alla collaborazione della Croce Verde e della Protezione Civile locali, all’Asur e all’Amministrazione comunale.

La rinascita dei piccoli centri dell’entroterra passa anche da queste belle e positive azioni, che si realizzano solo lavorando in gruppo. Inoltre, il Centro vaccinale ha messo a segno anche un importante obiettivo: ha fatto registrare un tasso di vaccinazione al di sopra dell’80%.


Per capire meglio il lavoro svolto e cosa si dovrà fare nel prossimo futuro, visto che si parla già di una terza dose di vaccino, abbiamo rivolto alcune domande a uno dei protagonisti e promotori del Centro vaccinale, il dott. Francesco Freddo.

Solo cinque mesi fa iniziava questa sfida, la creazione di un Centro vaccinale per la popolazione dell’entroterra della Vallesina, una sfida a quanto pare vinta, visto l’ottimo risultato. Come è nata l’idea di questo centro e quali difficoltà avete trovato all’inizio?

Il dott. Francesco Freddo

«L’idea è nata quando anche noi medici di famiglia siamo stati coinvolti nella campagna vaccinale. Ci siamo subito resi conto che vaccinare nei nostri ambulatori sarebbe stato troppo impegnativo e comunque non avremmo potuto raggiungere numeri importanti. Inizialmente devo dire che non abbiamo avuto difficoltà organizzative particolari. Insieme al presidente della Croce Verde, Andrea Giampaoletti, e al responsabile della locale Protezione Civile, Sergio Annibaldi, abbiamo individuato come allestire dal punto di vista logistico il centro e l’Amministrazione comunale è stata subito disponibile a fornirci il locale ed allestire la parte tecnica (stampante e connessione internet). Il direttore del Distretto, Corrado Ceci, si è subito attivato per fornire l’autorizzare all’apertura. In questo modo abbiamo potuto iniziare con la prima seduta il 23 aprile 2021. Nell’ambito del Distretto sanitario di Jesi siamo stati il primo punto vaccini periferico ad essere operativo e sicuramente uno dei primi in tutte le Marche. All’inizio l’unico vero problema era la scarsità delle dosi di vaccino che ha reso difficile la programmazione delle sedute».

Ci può fornire qualche numero per renderci conto del lavoro fatto?


«Dal 24 giugno ad oggi nel sistema Asur risultano 3.050 dosi somministrate nel nostro punto vaccini. A queste vanno aggiunte quelle somministrate dal 23 aprile al 23 giugno quando ancora nel sistema primula non erano stati creati i punti vaccinali periferici e le dosi venivano registrate genericamente sotto la voce Mmg distretto di Jesi. Facendo le somme in totale ad oggi siamo a circa 4.500 dosi. In ogni caso a fine mese, dopo la chiusura, procederemo con il conteggio ufficiale».

Cosa le rimane di questa esperienza? Pensa che in futuro saranno possibili altre occasioni di collaborazioni tra medici di base della zona, per far tornare a rivivere i nostri piccoli paesi?

«Noi medici di famiglia qui a Cupra Montana e nei paesi limitrofi abbiamo creato un bel gruppo e penso sia ormai chiaro che la collaborazione e il saper lavorare insieme è l’unico modo per poter garantire un buon servizio ai cittadini. La collaborazione con le associazioni di volontariato è stata la chiave di volta di questa esperienza, associazioni senza le quali non avremmo potuto raggiungere i nostri obiettivi.
Si tende a pensare che nei piccoli paesi magari non ci sia lo stesso livello di assistenza delle città più grandi. Penso invece che noi abbiamo dimostrato l’esatto contrario sia con il punto vaccini, sia con l’assistenza che garantiamo nei nostri ambulatori presso il Distretto sanitario di Cupra Montana».


Cosa ci dovremmo attendere per i prossimi mesi? Questa terza dose di cui si parla tanto, sarà necessaria per tutti?

«Il Covid è una malattia nuova e con il tempo stiamo imparando a gestirla. Nei prossimi mesi sarà importante valutare cosa accadrà in termini di nuovi contagi. Sicuramente le vaccinazioni effettuate fino ad oggi eviteranno il sovraccarico del sistema sanitario come accaduto nelle precedenti ondate.
Per quanto riguarda la terza dose per ora si procederà con la vaccinazione di soggetti estremamente fragili per stimolare ulteriormente la risposta immunitaria e a seguire gli anziani ospiti delle Rsa e delle case di riposo e probabilmente anche noi operatori sanitari. Se più avanti sarà necessaria la terza dose a tutta la popolazione ancora non lo sappiamo, in ogni caso noi medici di famiglia di Cupra Montana siamo pronti a garantire a tutti la vaccinazione. Ci tengo a ricordare a tutti che il vaccino è l’unico modo che abbiamo per proteggerci davvero dal Covid».

Cristiana Simoncini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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