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Lettere & Opinioni

CUPRA MONTANA / Fondazione Casa di Riposo: «Rifiutiamo quei termini»

Il Cda: «Gli ospiti non vengono esclusi dai rapporti o dai contatti con altri. Grazie alla nostra tempestività abbiamo evitato casi di contagio»

CUPRA MONTANA, 2 agosto 2020 – I membri del Cda della Fondazione Papa Giovanni Polo Il vogliono puntualizzare sui termini segregazione e prigionia della Casa di Riposo, a seguito dell’articolo del 23 luglio scorso (leggi l’articolo).

ln data 7 marzo si è provveduto alla chiusura agli esterni della struttura meramente a scopo cautelativo ed al fine di preservare gli ospiti dall’infezione da Covid 19. Questa è risultata un’iniziativa che ha permesso la stessa di affrancarsi dal contagio, della cui pericolosità ormai siamo tutti a conoscenza.

Ci siamo attrezzati, anche se di recente, comunque ad offrire un ristoro psicologico ai nostri ospiti offrendo loro un punto di incontro con i parenti/amici in una stanza dedicata, ed ad oggi, vista anche una maggiore disponibilità logistica interna, a richiesta, con possibilità anche nel giardino di proprietà.  Minuti per incontro, venti, e servizio molto utilizzato dagli ospiti.

Gli stessi membri del Cda si permettono di rifiutare i termini segregazione e prigionia. Gli ospiti non vengono esclusi dai rapporti o dai contatti con altri, godendo della simpatia, affetto e disponibilità, dello staff amministrativo, con cui gli autosufficienti spesso sono in contatto, e delle attenzioni di quello operativo.

Nel periodo del lochdown “harder” si è data possibilità di colloquiare con videochiamata con tutti gli affetti esterni. A maggior discapito si tiene precisare, che la possibilità di uscita anche definitiva come le dimissioni dell’ospite è tutt’ora prevista senza limitazioni di sorta, le difficoltà nascono nei confronti di chiunque, in caso di entrata.

È giusto parlare di segregazione? Si prega il gentile lettore di dare una risposta. A chi critica che è la causa di mancanza di assunzione di responsabilità, la non uscita degli ospiti, si replica semplicemente dicendo che è proprio a causa dell’ottemperanza dei dettami ministeriali e grazie alla nostra tempestività che abbiamo evitato casi di contagio presso la nostra struttura: è da irresponsabili fare attività di prevenzione?

Assumere responsabilità come si vorrebbe, significherebbe affidarsi solo al caso e non al buon senso. Forse ci si è dilungati un po’ troppo ma ci siamo sentiti in dovere di specificare, e questo a salvaguardia dell’immagine della Fondazione Papa Giovanni Paolo Il di Cupra Montana che, da molti lustri, grazie a tutti gli operatori, ha sempre operato con dovizia e sensibilità.

Si ringrazia il lettore per l’attenzione dedicata.

Il Presidente della Fondazione Papa Giovanni Paolo Il

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