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Cronaca

CUPRA MONTANA / PER UN GIORNO LA PIAZZA DIVENTA IL SACRARIO DELLA MEMORIA

143 croci sulle quali sono state deposte delle rose mentre risuonava il Silenzio militare. Accesa la lampada della Speranza

 

CUPRA MONTANA, 4 novembre 2018 – Avvolte dalla nebbia, questa mattina in piazza IV Novembre, sono apparse 143 croci di legno, una per ogni giovane cuprense caduto durante la Prima Guerra Mondiale. Non si è trattato di una commemorazione spicciola ma di una cerimonia emozionante e commovente, durante la quale i cittadini presenti sono stati invitati a deporre delle rose rosse su ciascuna croce al suono del Silenzio militare.

Una scenografia toccante che ha saputo ridare il ruolo storico alle generazioni che 100 anni fa seppero essere protagoniste nel grande conflitto mondiale che segnò l’inizio del ‘900. Relegato per decenni in un angolo della memoria collettiva, quest’anno l’omaggio ai giovani eroi di allora che sacrificarono la propria vita ha ritrovato slancio e partecipazione.

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Come in un sacrario, la piccola piazza del centro storico ha accolto quelle croci di legno. Tanti sudari di dolore in cui campeggiavano i nomi dei 143 cuprensi caduti nel corso della Grande Guerra. Nomi e volti gelosamente custoditi dalle rispettive famiglie ma nello stesso tempo onorati dalla comunità locale.

Altro segno tangibile del ricordo dei Caduti, la lampada posta, da più di 100 anni sulla facciata del Palazzo Comunale, a protezione di coloro che erano in guerra, è di nuovo accesa.

Nascosta tra i tanti carteggi comunali, sepolta dal tempo e dalla storia, giaceva da più di 100 anni una petizione che raccontava un episodio commovente, condito di fede e speranza. Un documento tornato di forte attualità in questi giorni grazie alla passione con cui l’Archeo Club cuprense si dedica da tempo nel custodire la memoria di un paese.

Ebbene, subito dopo l’inizio del Primo Conflitto Mondiale, all’indomani dell’entrata in guerra dell’Italia (1915), 186 cuprensi (la quasi totalità erano madri, sorelle e mogli), sottoscrissero una petizione in cui si chiedeva al sindaco di allora, Achille Borioni, il permesso di installare una lampada elettrica innanzi alla statua della Madonna posta nella nicchia sopra l’arco principale del Palazzo Comunale. L’intenzione era rivolta ad onorare la Madre Celeste ed ottenere la sua protezione per i congiunti che erano in guerra. Il primo cittadino accolse la richiesta e la lampada fu collocata sulla facciata del palazzo comunale.

Ma con il passare del tempo, la petizione e la lampada finirono nel dimenticatoio. E di quel lampione, soprattutto ciò che rappresentava, ben presto nessuno ci fece più caso. Certo, era sempre lì ma perché fosse lì, cioè sulla facciata del Comune, nessuno sapeva spiegare cosa ci stesse a fare quel vecchio rudere.

C’è voluto l’Archeo Club per rinfrescare la memoria dei cuprensi e chiedere all’Amministrazione comunale un piccolo intervento di restyling che consentisse al lampione di fare il suo dovere: ricordare quel voto di fede e di speranza fatto da tante donne un secolo fa.

(redazione)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

foto di Giuseppe Taruchi e Isabelle Blanquart

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