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CUPRA MONTANA / Polini Italian Cup: Matteo, il giovane marchigiano e la passione per i motori

Matteo Belardinelli ha vissuto l’esperienza sia come pilota che come meccanico e la cosa alla fine è stata alquanto appagante

CUPRAMONTANA, 5 ottobre 2020 – Si è conclusa domenica 27 Settembre la Polini Italian Cup, campionato di scooter tra i più importanti in Italia, noto a livello internazionale.

Ad aggiudicarsi il 2° posto assoluto della stagione 2020, categoria 70 Evo Amatori, è stato Matteo Belardinelli, classe 1990, residente a Cupramontana.

Il giovane marchigiano si è avvicinato alla passione per i motori da giovanissimo: «Avevo circa 10/11 anni quando ho iniziato a mettere mano su un vecchio Piaggio Sì a pedali di mia madre, lo smontavo in mille pezzi per capire come funzionassero tra di loro i componenti».

L’amore per i motori nasce infatti  dal garage sotto casa dei  nonni, «La famiglia di mio nonno, i Bocci, mi hanno cresciuto da quando ero piccolino ed è grazie a quel garage che ho potuto muovere i primi passi», da qui la scelta di dare alla sua officina il nome “Bocci Garage”, in onore del nonno Amedeo. 

La passione per questo sport, arriva più tardi e sotto un altro aspetto, come ci racconta Matteo «avevo cominciato a vincere qualche garetta con il kart presso l’indoor di Camerano; da lì ho acceso in me la voglia di mettermi in gioco non solo come meccanico ma anche come pilota ed ho così ripreso ad elaborare il mio scooter F12R».

Matteo, come mai proprio la scelta del Phantom F12R e del numero 142?

Diciamo che è una sfida personale. Ho sempre avuto il Phantom da quando avevo quattordici anni e mi è sempre piaciuto da impazzire. Sviluppare un motore Minarelli lo fanno in pochi, si preferisce il Piaggio perché è più semplice da elaborare ed è una vita che viene fatto, una sfida quasi impossibile, proprio come piace a me! Il 142, invece, è il numero civico della mia officina, l’ho scelto con spensieratezza e mi è capitato svariate volte di ritrovarmelo per coincidenza. E’ stata la velocità massima che ho raggiunto con il vecchio blocco motore ed è anche il numero di getto che uso per il carburatore. E’ destino e non lo cambierò più!

Cosa hai pensato quando all’ultimo giro ti stavi giocando il campionato?

Sicuramente non pensavo. Non mi sono reso conto della situazione, ero troppo tranquillo e non realizzavo davvero ciò che stava accadendo, altrimenti mi sarei comportato diversamente. Non è finita fino a quando non tagli il traguardo, purtroppo l’ho capito tardi, quando ormai non avevo più tempo per recuperare la posizione. Avendo ancora poca esperienza non consideravo il fatto che non bisogna lasciare spazio all’avversario di entrare, in nessun modo, anche se lui è stato scorretto allargandomi la gamba in curva, questo devo dirlo. Poco importa della “scorrettezza” (notata e ripresa anche dai direttori di gara) l’errore è stato il mio sbagliando ad entrare troppo piano nelle curve precedenti al rettilineo. Stavolta la mia spensieratezza ha giocato a mio sfavore, ma ho imparato che devo restare più concentrato e soprattutto lucido fino alla fine. Comunque non è finita qui, lo aspetto il prossimo anno per un nuovo duello!

Le sensazioni provate durante quest’esperienza?

Sicuramente di crescita, personale e professionale. Mi sento arricchito di un bagaglio che mi porterò dietro per sempre. Ho conosciuto tantissime nuove persone in questo mondo, che mi hanno allargato le vedute e mi hanno svelato pareri e segreti del mestiere. E’ un ambiente competitivo, ma alla fine siamo tutti lì per la stessa passione. Per me è molto appagante viverlo da entrambi i lati della medaglia, sia come meccanico che come pilota!

Chi ti accompagna alle gare?

Alle gare c’è quasi tutta la mia famiglia ed i miei amici più stretti, sono loro il mio team. C’è Valentina la mia fidanzata, i miei suoceri Anna e Franco, mio fratello Marco, mia cognata Giorgia, mio cugino Mattia, una coppia di carissimi amici Chiara e Alessio ed altri due compagni di squadra, Emilio e Matteo; le ultime due gare mi sono portato dietro anche un ragazzino che frequenta la mia officina, Mattia Beltrani, sto cercando di appassionarlo magari per poterlo seguire in futuro come meccanico. Tutti mi aiutano a fare qualcosa anche se non lo sanno fare, perché fondamentalmente sono solo e soltanto io il meccanico lì in mezzo

Chi vorresti ringraziare?

In primis me stesso; può sembrare egoista però se sono arrivato qui oggi è grazie alla mia determinazione, alla mia voglia di mettermi in gioco e soprattutto di non arrendermi mai. Ho passato i primi anni sempre a metà classifica, a rincorrere gli altri e guardarli vincere. Ringrazio di cuore il mio team, perché senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile. Avere alle spalle la tua famiglia che ti segue, ti supporta e ti incoraggia vale più della vittoria stessa, dedico a loro tutti i miei risultati. Ringrazio mio nonno Amedeo che dal cielo è sempre il mio angelo custode e non smette mai di proteggermi. Ringrazio i fratelli Luca e Mauro per i pezzi creati manualmente a misura per il mio scooter. Ringrazio i miei piccoli sponsor: Beerbante da Ciavì, Carrozzeria Nuova Europa e Art Ferro Vallesina che oltre ad una bella amicizia che ci lega hanno anche cercato di aiutarmi con il loro contributo.

Qual è il tuo motto?

Più che un motto ho un rituale! Ogni volta prima delle gare mi faccio un cicchetto di grappa, mi aiuta a sciogliere la tensione!

Per chi non ti conosce dove possono trovarti

Trovarmi è facilissimo, la mia officina si trova ad Angeli di Rosora (AN) in Via Roma 142, proprio al centro del paese presso la stazione di servizio Esso.

È questa la storia di Matteo, storia di passione, dedizione e sacrifici; storia, che ci insegna che se si desidera realmente  qualcosa, niente è impossibile da raggiungere. 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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