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Cupramontana A 90 anni tra i filari della vigna, vendemmia sulla sedia a rotelle
Grazie all’affetto e alla tenacia della sua assistente Francesca la nonnina ha potuto realizzare il sogno di tornare tra i campi, una vita passata anche alla Sagra dell’Uva cucinando nello stand di Badia Colli
Cupramontana – C’è un filo invisibile che lega le mani di chi ha costruito la storia della Sagra dell’Uva, arrivata all’88ª edizione, con l’entusiasmo di chi oggi la rinnova.
È la storia di Elda Fiorentini, detta Elda du Conte, 90enne cuprense doc.
Per decenni Elda ha preso parte attivamente alla Sagra dell’Uva cucinando nello stand Badia Colli e, insieme al marito Agostino Carletti, Gustì de Ballariccia, scomparso il 3 luglio scorso a 95 anni, ha anche vinto il primo premio per il vino più buono dei piccoli produttori.

Contadina instancabile, Elda ha sempre coltivato orto, fiori e vigna, vendemmiando finché le forze glielo hanno permesso. Una caduta l’ha costretta due anni fa alla sedia a rotelle, ma non le ha tolto l’amore per la terra dove è cresciuta.
«Sapevo che ci teneva a vendemmiare – racconta Francesca che l’assiste – e con l’aiuto del figlio Enrico abbiamo lasciato grappoli a fine filari dove lei potesse arrivare con la sua carrozzina. La commozione è stata immensa. È tanto tempo che non va più alla Sagra dell’Uva, e quest’anno ho deciso di portarla chiedendo anche la possibilità di un saluto durante il Palio della pigiatura: so che ne sarà felicissima».

Il ritorno di Elda nella sua vigna è un gesto semplice ma dall’enorme valore simbolico: rappresenta il legame profondo che i cuprensi hanno con la Sagra dell’Uva, una festa che non è solo calendario ma identità collettiva.
Da 88 anni, già da fine agosto, il paese si trasforma: i pali innocenti risuonano in piazza, nascono le cappanne e gli stand, le strade si riempiono del profumo di mosto e di piatti cucinati con le ricette di sempre. Tagliatelle, vincisgrassi, coniglio in porchetta, polenta e cresciole, non ci sono chef stellati, ma l’anima della tradizione popolare.
Ogni stand ha la sua storia, il suo piatto, il suo personaggio: Elda è stata uno di questi personaggi. Con lei tante donne e uomini hanno trasmesso saperi e gesti alle nuove generazioni. Oggi, grazie a loro, la Sagra è cresciuta e rinnovata, e ai sapori della tradizione si sono aggiunti piatti moderni per palati moderni, ma senza perdere l’autenticità.
Accanto al buon cibo, i carri allegorici: opere di fantasia e maestria che uniscono le generazioni, trasformando sere di lavoro in giorni di festa, che vedranno il clou con la sfilata domenica 5 ottobre quando entreranno nell’anello di Piazza Cavour, nell’ordine di uscita decretato venerdì scorso.

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Aprirà Badia Colli, proprio la contrada di Elda, poi San Michele, San Giovanni, Centro Storico e infine San Bartolomeo.
Il lavoro di tante notti si trasformerà in uno spettacolo capace di emozionare migliaia di persone
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