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Cupramontana Chiusura filiale Intesa Sanpaolo, il Sindaco: «Non resteremo in silenzio»
Enrico Giampieri lancia l’allarme e chiede la convocazione urgente di un tavolo interistituzionale per affrontare quella che non può essere considerata una semplice scelta aziendale ma un vero e proprio attacco alla dignità di un territorio
Cupramontana – Il Comune ha formalmente chiesto la convocazione urgente di un tavolo interistituzionale per affrontare quella che non può essere considerata una semplice scelta aziendale, ma un vero e proprio attacco alla dignità di un territorio: la chiusura annunciata della filiale Intesa Sanpaolo di via Marianna Ferranti, prevista per il prossimo 18 ottobre.
«Una decisione grave – afferma il sindaco Enrico Giampieri – assunta nel silenzio, che colpisce al cuore la nostra comunità e l’intero comprensorio della Vallesina. Un atto calato dall’alto, che ignora la storia, la centralità e il valore economico-sociale di Cupramontana».
«La riunione avvenuta l’altro ieri con i rappresentanti di Intesa Sanpaolo – privi di qualunque delega a trattare nel merito, se non la possibilità di lasciare un Bancomat sul territorio – è stata una ulteriore umiliazione, uno schiaffo alla dignità di un intero territorio. Si è trattato di un incontro inefficace e svilente, che ha mostrato con chiarezza la distanza siderale tra chi prende decisioni in stanze chiuse e chi ogni giorno affronta le sfide reali di un Paese che vive anche e soprattutto nei piccoli Comuni».
«Cupramontana non è una periferia da dimenticare – rincara il primo cittadino – . È un Comune vivo, un presidio culturale e produttivo, cuore pulsante del Verdicchio e punto di riferimento per un territorio vasto, fatto di agricoltura, imprese e comunità coese. E proprio per questo da qui si alza un grido razionale, ma deciso: non possiamo accettare in silenzio un nuovo impoverimento dei servizi essenziali».
«Chiudere questa filiale significa isolamento per gli anziani, disservizi per le imprese, disuguaglianze crescenti per l’entroterra. E tutto questo mentre la stessa filiale di Cupramontana – dati alla mano – è risultata tra le migliori d’Italia (nei primi quattro posti in relazione alla popolazione residente) per performance e solidità, sostenuta da una clientela attiva e fidelizzata».

«In questo contesto – sottolinea con forza Giampieri -, l’Amministrazione comunale chiede risposte. Ora. Non parole, non rimpalli di responsabilità, ma azioni concrete. Per questo è stato rivolto un appello formale a Governo, Regione, Provincia, Parlamento, associazioni di categoria e sindacati affinché, entro agosto, si convochi un tavolo congiunto per fermare questa deriva».
«Non è una battaglia solo per Cupramontana. È una battaglia per ogni borgo, per ogni territorio dell’entroterra marchigiano che si sente oggi più fragile, più solo, più esposto all’abbandono. Se la nostra voce non sarà ascoltata, siamo pronti a chiamare a raccolta la comunità, a convocare assemblee pubbliche e a promuovere mobilitazioni civiche. Perché la dignità di un territorio non si misura solo con gli indici economici, ma con il rispetto che gli si deve. E perché nessun territorio va lasciato indietro».
«Con garbo, e con determinazione, chiediamo a tutti – istituzioni, partiti, rappresentanze sociali – di scegliere da che parte stare. Non c’è più tempo per l’indifferenza. Le elezioni regionali sono alle porte, e il futuro delle aree interne non può essere relegato a una nota a piè di pagina».
«Il tempo delle dichiarazioni è finito. È l’ora delle scelte. E noi siamo pronti a farle.
Perché la nostra terra non chiede privilegi, ma giustizia. E oggi, la giustizia passa anche da qui».
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