Attualità
Cupramontana Francesco Acquaroli: «Con i fatti costruiamo il futuro delle Marche»
Ospite della festa “Il Tricolore”, il governatore uscente e ricandidato alle elezioni del 28 e 29 settembre ha trattato i temi di stretta attualità rivendicando il lavoro svolto negli ultimi cinque anni
Cupramontana – Nella tarda mattinata di domenica 31 agosto il tour elettorale del Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha fatto tappa a Cupramontana, all’interno della festa il Tricolore proveniente da Jesi dove aveva presenziato a un incontro organizzato all’Hotel Federico II dall’Associazione di cultura politica Europa Terzo Millennio.

Francesco Acquaroli, in cerca di conferma alle elezioni del 28 e 29 settembre, con il sostegno dell’intera coalizione di centrodestra, ha raccolto il sostegno e la spinta dei simpatizzanti, catturando anche l’attenzione dei semplici curiosi.

Sul palco, allestito in Piazza IV Novembre, si sono registrati gli interventi riguardanti temi di stretta attualità di numerosi esponenti di FdI: l’on Carlo Ciccioli, l’assessore regionale Goffredo Brandoni, i consiglieri uscenti Marco Ausili e Mirella Battistoni, il candidato Corrado Canafoglia. Presente anche Ilaria Ippoliti, direttrice del Consorzio di promozione vignaioli della Marche.
Nel suo intervento il Presidente uscente ha spaziato a 360° sulle vicende regionali, partendo da un bilancio generale dell’ultimo quinquennio:
«Sono stati cinque anni belli, entusiasmanti, complicati, difficili, dove abbiamo messo mano all’essenza della nostra comunità. La necessità di riformare tanti aspetti che erano e sono fondamentali per la competitività del nostro territorio, delle nostre imprese, per la resilienza e il rilancio delle aree interne, per essere vicini ai più deboli, a coloro che sono più in difficoltà e poi per cercare anche di rilanciare un’identità profonda che è quella in cui noi crediamo tantissimo: l’identità dei nostri borghi, dei nostri paesaggi, della nostra campagna, della nostra manifattura, della cultura, di un popolo, quello marchigiano, lavoratore, silenzioso, che con passione e dedizione riesce sempre a cercare di guardare al futuro con molta pragmaticità ma anche con risultati straordinari. Una comunità, quella marchigiana, che è riuscita a vincere sfide in tantissimi settori».

Atteso il passaggio sul delicato tema della sanità, Acquaroli ha rivendicato i risultati del suo lavoro, non mancando di lanciare qualche stilettata al centrosinistra.
«Abbiamo riportato e stiamo ricostruendo la sanità sul territorio, lo stiamo facendo attraversando passaggi necessari, penso ai punti salute, alla farmacia dei servizi. Sono i provvedimenti che abbiamo introdotto fino a oggi con le risorse che erano a disposizione perché non è che si crea un medico dall’oggi al domani. Sapete che i medici per poter operare hanno bisogno di dieci anni tra università e borse di specializzazione e noi ci siamo trovati uno spaccato che è quello che c’era stato consegnato da chi aveva governato in precedenza, sia a livello nazionale che a livello locale. Se mancano oggi 200 medici in medicina generale rispetto a quando io mi sono insediato, non riesco a portarli perché il turnover è stato evidentemente non garantito, ma a noi non piace far polemica, è per questo che abbiamo finanziato le borse per i medici di medicina generale cercando di recuperare personale. D’altra parte, abbiamo detto che in questa epoca sono fondamentali per la presa in carico, per la garanzia di alcuni servizi, alcune prestazioni: l’apertura del Punto Salute che poi sarà implementato con la telemedicina, le aggregazioni funzionali territoriali, quelle che sono le farmacie dei servizi, il rafforzamento compatibilmente con le disponibilità dei distretti, dei poliambulatori che devono diventare centrali nella visione della sanità della nostra regione».
Dal candidato governatore del centrodestra, dopo aver snocciolato numeri e risultati sulle opere infrastrutturali, è arrivata anche una risposta diretta a Matteo Ricci in merito ad Atim (Agenzia turismo internazionalizzazione Marche)
«Chiudere Atim e dare quelle risorse a un’altra politica significa azzerare le nostre strategie sul turismo e l’internazionalizzazione, significa abbandonare completamente il settore che ha mostrato di essere più efficace e attrattivo rispetto ad altri».

L’invito complessivo agli elettori è chiaro.
«Il futuro della nostra regione non è uno spettacolo, non è il post. Il futuro della nostra regione sono quelle scelte che determineranno la competitività, l’attrattività, la professionalità, le competenze e soprattutto i servizi che noi saremo in grado di erogare per trattenere qui imprese, i giovani, per garantire quel lavoro fondamentale alle famiglie e soprattutto garantire a chi è più debole la nostra vicinanza con risposte indispensabili».
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