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Cupramontana Legge sulla Montagna: il rilancio di Enrico Giampieri

Il Sindaco, insieme ai colleghi di Mergo e Staffolo, chiede un confronto istituzionale per rivedere i criteri di classificazione dei Comuni montani alla luce della reale condizione dei territori

Cupramontana – La nuova Legge sulla Montagna (131/2025) varata dal Governo nazionale continua a far discutere.

La prima versione del testo proposto dal Ministero agli Affari regionali prevedeva che il limite medio per vedersi riconosciuto lo status di Comune montano fosse fissato a 600 metri sul livello del mare. Una mappatura che avrebbe escluso la quasi totalità dei 91 Comuni marchigiani già riconosciuti come montani. Dopo mesi di trattative e proteste, il provvedimento è stato ridisegnato e approvato con criteri diversi: altitudine pari o superiore a 350 metri sul livello del mare e il 5% della superficie comunale con pendenza oltre il 20%.

Allo stato attuale sono 13 i Comuni marchigiani esclusi dalla nuova classificazione, in gran parte geolocalizzati nel Pesarese. Ben altra considerazione avrebbero auspicato anche i Comuni storicamente riconosciuti come parzialmente montani: nello specifico della Vallesina, Cupramontana, Mergo, Staffolo.

Enrico Giampieri, Sindaco di Cupramontana

La partita, comunque, non può essere considerata definitivamente chiusa. Sul tema, a intervenire in maniera decisa è il Sindaco di Cupramontana, Enrico Giampieri.

«I nuovi criteri di classificazione sollevano interrogativi importanti. La montagna non può essere ridotta a una soglia numerica. Non è solo altitudine: è distanza dai servizi, fragilità infrastrutturale, dissesto idrogeologico, spopolamento, invecchiamento della popolazione. Territori come Cupramontana vivono quotidianamente queste condizioni. La nuova classificazione rischia di generare esclusioni paradossali tra Comuni con caratteristiche analoghe. Essere riconosciuti come Comune montano non è un dato formale: significa poter mantenere plessi scolastici anche con numeri ridotti, sostenere le piccole imprese, garantire esenzioni fiscali, rafforzare i presidi sanitari e accedere alle misure fiscali e agli incentivi previsti dalla legge per contrastare lo spopolamento e attrarre investimenti».

Da qui, la decisione presa insieme agli altri primi cittadini esclusi o delusi dal provvedimento, compresi Luca Possanzini per Mergo e Sauro Ragni per Staffolo, di sottoscrivere una richiesta al Presidente della Regione Marche affinché si promuova un confronto istituzionale con il Governo prima dell’adozione definitiva del testo e si rivedano i criteri alla luce della reale condizione dei territori.

«Non è una battaglia politica, ma una richiesta di equità territoriale – precisa Enrico Giampieri –. Le nostre comunità hanno dimostrato resilienza, responsabilità e capacità di ripartenza, anche nei momenti più difficili. Meritano strumenti adeguati e criteri giusti. La montagna non chiedi privilegi, ma pari dignità. Nessuna comunità deve restare indietro, Cupramontana inclusa».

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