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ELEZIONI USA / Altro che Biden, ha vinto Powell

Cosa cambia con l’elezione negli Stati Uniti del presidente democratico che ha scalzato un furibondo Trump?

Al termine delle elezioni Usa 2020 ha vinto Powell! Come, “Powell chi?”

«Ma non era Trump o Biden?»

Interrogativi comprensibili… Almeno se ci si ferma in superficie. Sì, perché l’esito delle elezioni Usa 2020 cambia relativamente poco per la politica interna statunitense e per niente quella internazionale.

(Inserire qui lamenti di stupore e frustrazione di complottari, negazionisti, nazionalisti e trumpiani de noantri).

Jerome Powell

Andiamo con ordine: il Powell di cui sopra è Jerome, governatore della Federal Reserve. Uomo in questo momento imprescindibile per l’economia americana, rimarrà lì. Ai soloni del «gli Usa sono in mano ai cinesi, che hanno un terzo (o inserire cifra a piacimento, che ognuno snocciola secondo l’occasione) del suo debito pubblico» va fatto notare che le cose son cambiate e nessuno qui sembra essersene accorto.

Negli ultimi mesi, la Fed (in larga parte sotto la crisi Covid) ha quasi raddoppiato le sue riserve finanziarie (per i tecnici: gli assets totali sono cresciuti da 4.158 a 7.097 miliardi di dollari in 3 mesi) e messo in campo un quantitative easing (poi qualcuno dice male di Draghi…) che in tre mesi ha portato all’acquisto di $1.635 miliardi di titoli di Stato che, sommati ai $2.474 miliardi già in portafoglio, portano la stessa Fed a detenere oltre un quinto del debito federale.

…E portano la Cina a detenerne meno del 10% oggi, tale da non poter più utilizzare l’eventuale messa sul mercato della suddetta quota di Pil Usa come minaccia.

Cina che dagli Usa ha sempre comprato molto poco (circa il 5% del Pil cinese). Tutto ciò per spiegare che la tanto sventolatata politica di “guerra commerciale contro il Dragone ” di Trump, tanto guerra non era, ma più di facciata.

C’è (e ci sarà) uno scontro economico e politico con la Cina, una nuova “guerra fredda”. I blocchi sono Cina da una parte e Usa-Eu dall’altra. Per chi non se ne fosse accorto, Trump (il nazionalista, l’antieuropeista, il sovranista…) ha rafforzato e coeso l’Europa più di quanto avessero fatto i suoi predecessori: strategia logica, in funzione del suddetto
scontro con la Cina.

Joe Biden

Biden non cambierà questo stato di cose. Non cambierà sostanzialmente nulla in politica internazionale, ma farà alcune scelte in senso socialista nelle politiche interne. Da tutto ciò, cosa desumiamo?

1) ai trumpiani de noantri non cambierà nulla: l’Europa sarà sempre più coesa (Italexit, goodbye!), gli Usa saranno i nostri maggiori alleati, come da 77 anni a questa parte.

2) a Wall Street, alla finanza Usa, andrà come deve andare, con le decisioni di Powell (quindi andrà piuttosto bene, direi…), anche ci fosse stato un Trump 2.0. Ma soprattutto godrà della rinnovata stabilità (‘chè i mercati odiano l’incertezza), una volta sciolto il nodo dei deliri da orso ferito di Trump (anche prima, direi, visti gli andamenti degli ultimi giorni).

3) all’Italia non cambia nulla: dovrà proseguire nella scalata della sua posizione in Europa, come fa ora, passettino dopo passettino, (‘chè i “pugni sul tavolo” non sortiscono effetto, specie se non ci vai al tavolo…). Avrà il vantaggio, con Biden, di poter scattare foto ad un nostro premier o ministro mentre stringe la mano a un presidente Usa di cui non ci si debba vergognare. E non è poco.

Donald Trump

4) a quelli che pensavano che Trump 2.0 stesse “venendo a prendere di notte, nelle loro case” gli europeisti, gli ecologisti, Mattarella, il professor Galli, il piddì e i covidioti e anche il mio gatto nero (quelli, insomma, raggrupabili sotto la dicitura “buonisti del cavolo, servi dei poteri forti, anti italiani, massoni demoplutogiudaici e vagamente rettiliani…”), facendo smettere all’istante la pandemia…

No, anche per loro non cambierà nulla: continueranno a rosikare con autoumilianti post su Feisbuk.

(m.m.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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