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Animali

Enpa Cessioni di animali in aumento: «È una nuova forma di abbandono»

Quasi 20mila richieste dall’inizio dell’anno 2025: cresce il ricorso ai rifugi, mentre le adozioni restano nettamente inferiori agli ingressi

A livello nazionale sono quasi 20mila le cessioni di animali registrate dall’Enpa dall’inizio dell’anno 2025.

Il dato, ancora in fase di analisi, restituisce l’immagine di un fenomeno in crescita che sta cambiando forma: l’abbandono non avviene più soltanto per strada, ma sempre più spesso attraverso richieste formali di consegna agli enti di protezione.

Le cessioni sono le richieste con cui i proprietari dichiarano di non poter più tenere il proprio animale e si rivolgono direttamente all’Enpa. Una pratica che rappresenta una nuova forma di abbandono, più accettata socialmente ma con conseguenze identiche per cani e gatti.

Tra la fine di novembre e i primi giorni di dicembre scorsi, i rifugi Enpa hanno registrato un aumento significativo degli ingressi dovuti esclusivamente a cessioni. Nel periodo compreso tra la fine di novembre e i giorni che precedono l’Immacolata si è passati da una media di tre cessioni a settimana del 2924 a tre cessioni al giorno nel 2025.

Un incremento che conferma come l’abbandono non sia più legato a specifici periodi dell’anno, ma si distribuisca ormai in modo costante.

«Cambiano le modalità, ma non la sostanza», spiegano dall’Enpa.

«Un animale ceduto vive lo stesso trauma di un animale abbandonato. Viene separato dal suo contesto, perde i riferimenti e si ritrova improvvisamente in rifugio».

Il bilancio nei canili resta fortemente negativo: a fronte di tre cani che entrano, solo uno trova adozione. Una situazione che continua ad aggravarsi, accompagnata anche da un aumento delle richieste di cuccioli.

Per questo Enpa rinnova il proprio appello: un animale è una scelta definitiva, che richiede consapevolezza e responsabilità.

«L’adozione non può essere una scelta emotiva o legata a un momento dell’anno», spiega Giusy D’Angelo, vicepresidente nazionale Enpa.

«Un cane o un gatto cambiano la quotidianità di una famiglia e richiedono tempo, impegno e responsabilità. Quando questa consapevolezza manca, il rischio è che l’animale venga riportato in rifugio».

Alla luce dei dati, Enpa invita le famiglie interessate ad adottare a frequentare i rifugi per attività di volontariato, conoscere gradualmente gli animali e condividere tempo e relazione con loro prima di intraprendere un percorso di adozione.

«Il nostro obiettivo è avere rifugi vuoti – spiegano dall’associazione -, Ma questo è possibile solo se cresce la cultura dell’adozione consapevole. Non è la razza a fare la differenza: nei rifugi ci sono moltissimi cani di razza. Conta la compatibilità con lo stile di vita della famiglia».

L’invito è quindi a non acquistare animali, ma a scegliere un percorso responsabile, basato sulla conoscenza e sul tempo condiviso.

Perché per un animale non esistono forme gentili di abbandono ma solo la responsabilità di una scelta che deve durare per sempre.

(c.lo.)

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