Cronaca
Fabriano Beko Marche, l’allarme della Fim Cisl: «Mancano investimenti promessi»
Fermi produttivi a Melano e 90 esuberi tra gli impiegati, sindacati pronti al confronto di settembre, «solo tagli e cassa integrazione»
Fabriano – Nella giornata del 22 luglio a Jesi si è svolto alla presenza del segretario nazionale Massimiliano Nobis e della segreteria regionale Fim Cisl, l’incontro con i delegati sindacali delle aziende Beko delle Marche, Comunanza, Melano e sedi impiegatizie di Fabriano.

«I sindacati esprimono forte preoccupazione – ha detto Giampiero Santoni, segretario regionale Fil Cisl – per lo stabilimento di Melano dove, nonostante l’elevato numero di uscite di personale, le difficoltà di mercato e il calo dei volumi continuano a causare cassa integrazione, fermi produttivi imprevisti a luglio e un forte clima di incertezza anche per il mese di agosto».
«A questa sofferenza occupazionale si aggiunge la quasi totale assenza degli oltre 62milioni di euro di investimenti sul prodotto e sul processo previsti dagli accordi – prosegue -. Un dato che solleva seri dubbi sulle reali intenzioni della multinazionale in vista della scadenza dell’accordo ministeriale del 2027 e del prossimo vertice al Mimit del 23 settembre».
Dal fronte impiegati le cose non vanno meglio, qui non sono previsti investimenti ma solo tagli e riduzione del personale.
Ad oggi rimane ancora pesante l’utilizzo della cassa integrazione a zero ore su molte figure impiegatizie e un utilizzo parziale su altre. Inoltre, dopo oltre quattordici mesi dall’accordo mìiĥinisteriale, i numeri degli esuberi tra gli impiegati Beko rimane elevato, basti pensare che sono ancora oltre 90 i lavoratori che risultano in esubero sui 206 previsti.
Nel mese di settembre sarà importante far fronte comune, sindacati e istituzione a tutti i livelli, per il rispetto degli accordi condivisi in sede Ministeriale.
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