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Alta Vallesina

FABRIANO/ Commercio, turnover di chiusure e poche aperture

Sono circa 140 le attività all’interno delle mura, il presidente Burzella: «Situazione non facile per tutto quello che ha vissuto il territorio»

 

FABRIANO, 17 settembre 2020 – È Roberto Burzella, presidente dell’associazione commercianti, a fare questa volta una sintesi della situazione che sta vivendo il mondo del commercio a Fabriano, una situazione che non è sicuramente di piacere, soprattutto a livello economico, ma in linea con quella che si vive un pò ovunque.  

«Fabriano deve ricominciare sotto un’altra veste dato che sta venendo a mancare tutto quel comparto industriale che dava un’idea di certezza nel tempo – dice il presidente dell’associazione commercianti – il comparto del commercio è sicuramente oggi il più incidente nella riconversione del territorio e la concertazione con la politica e le amministrazioni è indispensabile».  

Sono circa 130, 140 le aziende che operano all’interno delle mura, secondo una stima fatta dall’associazione commercianti del centro storico, ma si nota comunque una situazione non facile, per tutto quello che ha vissuto il territorio – ad esempio il terremoto di cui ancora si stanno pagando le conseguenze; c’è un turnover di negozi che chiudono o si trasferiscono piuttosto che di quelli che aprono, ma non si vuole fare terrorismo mediatico

«Nel bene e nel male, viste le vicissitudini il nostro territorio ha mantenuto comunque un discreto livello – continua Burzella sono molti i negozi rinnovati, diversi i prodotti a livello nazionale che danno la loro importanza, per cui credo che siamo in linea con quello che accade un pò ovunque». 

Il commercio che oggi ha delle difficoltà ha bisogno di programmazione, ad esempio per quanto riguarda il turismo estivo, l’arredo urbano o il periodo natalizio, ed è opinione comune tra i commercianti che l’associazione diventi un po’ più politica. 

Burzella vuole comunque rassicurare: «Ormai è luogo comune denigrare tutto, ma nella realtà la nostra offerta di prodotti è sicuramente più attuale e di qualità di tanti altri territori – conclude – però il commercio di vicinato deve liberarsi dall’idea che la corsa al ribasso produca attivi: è solo un’illusione temporanea che col tempo produce involuzione e povertà commerciale». 

Sara Marinucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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