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Cronaca

FABRIANO / GIOMBI A FABRIANO PROGRESSISTA: “NON MI DIMETTO. UNITÀ PER AFFRONTARE LA DIFESA DEI TEMI SOCIALI”

FABRIANO, 12 ottobre 2017 – Andrea Giombi cerca di spegnere le fiamme che si erano sviluppate dopo la nascita dell’Associazione Fabriano Progressista e dopo la “battaglia” a colpi di comunicati. Obbiettivo,  ricostruire un rapporto sfilacciato dopo l’ultima dura presa di posizione di F.P. , che accusava il giovane consigliere di “Ostacolare e di isolare quanti hanno contribuito al successo della lista e di sentirsi l’ unico ed autentico interprete dell’opinione pubblica cittadina e del movimento progressista”. A tutto questo si aggiunga anche la richiesta di dimissioni dal gruppo consiliare fatta dal coordinatore di F.P. Francesco Spedaletti.

Cerca di ricostruire i fatti il Consigliere, ricordando tra le altre cose che l’affiliazione ad Art. UNO – MDP era avvenuta ad aprile 2017 e che l’organizzazione dell’evento di domani (sempre organizzato da Art UNO con tema centrale il lavoro) era cosa nota anche a Vinicio Arteconi. “La mia intenzione è quella di stemperare i toni, per cercare di ritornare a parlare della politica per la città. Ecco perché mi piace ricordare quanto abbiamo fatto come gruppo consiliare di Fabriano Progressista – osserva Giombi – il fiume Giano, la vertenza Tecnowind, i comitati di quartiere e la valorizzazione del piano per la rimozione delle barriere architettoniche. Vogliamo fare questo, vogliamo impegnarci per la città”.

Ricorda il percorso di costituzione dell’Associazione Giombi e ricorda i passi che hanno portato alla creazione dell’Associazione Fabriano Progressista con il conseguente strappo. “Uno statuto ed un atto costitutivo sono stati redatti, atti nei quali non sono stato coinvolto – prosegue Giombi – Successivamente avevo proprosto una modifica perché non credevo che quanto scritto rispondesse ai fine della lista Fabriano Progressista, ma nonostante tutto l’atto è stato votato nonostante una mia richiesta di sospensiva per formulare emendamenti. Prima di tutto questo avevo però informato i componenti regionali di Art. UNO – Mdp in merito alle proposte di organizzazione alle quali non avevo partecipato non per mia volontà, dichiaravo come il direttivo regionale riteneva che una tale organizzazione risultava essere nei miei riguardi ostativa, dal momento che l’aderirvi avrebbe comportato l’iscrizione simultanea a due veri e propri partiti”.

“Alla luce di ciò, non ritenendo conforme con gli obiettivi della nostra lista elettorale volta ad essere una costituente di tutte le forze di centro sinistra e di sinistra e non un ulteriore partito di fatto, ho legittimamente deciso di non aderire a questa forma associativa”.

“Tenere unita la sinistra perché nessuno ha un marchio di proprietà di questa area  politica – osserva Gianfranco Leonelli, coordinatore regionale di Art. UNO – Mdp – La nuova  associazione chiamata Fabriano Progressista crea di fatto un partito, nato da una lista che era sintesi di varie anime a sinistra. Ecco perché Giombi ha scelto di rimanere in art UNO pur collaborando fattivamente nel gruppo consiliare. Una scelta libera. Per quanto riguarda la manifestazione di domani, ricordo che è stata organizzata  a livello provinciale. Organizzazione per aree tematiche, ecco perché a Fabriano si farà un evento sul  lavoro”.

Cerca di sopire le polemiche quindi, e chiude con un invito: “L’associazione Fabriano Progressista partecipi a questo momento di confronto che si svolgerà presso la sala Ubaldi a partire dalle ore 21. L’obbiettivo delle forze di sinistra e quello di lavorare insieme, attraverso una dialettica comune, e credo che Vinicio Arteconi sia in grado di unire queste sensibilità”.

“Rispetterà il mio mandato, rimanendo all’interno del gruppo consiliare di Fabriano Progressista – conclude Andrea Giombi – questo perché l’unità della sinistra e del centro sinistra cittadino è più importante di tutto e perché deve essere centrale nella nostra azione a difesa dei diritti sociali. Perdiamo il vizio di dividerci”.

(s.s.)

 

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Cronaca

JESI / TRAGEDIA DI VIA SAN FRANCESCO: CAMBIA LO SCENARIO, NON SAREBBE UXORICIDIO

Tragedia via San Francesco

JESI, 15 luglio 2018 – Il riserbo mantenuto sin dall’inizio dai Carabinieri in relazione ai tragici fatti di ieri, avvenuti in via San Francesco, trova riscontri in quelli che sarebbero i primi risultati scaturiti dalla ricognizione medico legale effettuata da Mauro Pesaresi, ieri sul posto insieme alla collega Alice Natanti,  sul corpo di Rita Mazzarini, la donna 82enne rinvenuta cadavere nella sua abitazione.

Carabinieri

Anche stamattina i Carabinieri in via San Francesco

Rimanevano molti punti da chiarire anche se si erano ipotizzati l’accoltellamento, o colpi contundenti, causati dal coniuge, Alvaro Bimbo, 87 anni, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale cittadino dopo che era stato rinvenuto nella vasca del bagno con ferite di arma da taglio al collo e ai polsi che lui stesso si era inferte.

Carabinieri

La sera del dramma in via San Francesco

Non sarebbe, invece, andata così. Sul corpo della donna ci sarebbero contusioni alla testa ma non ferite di un’arma da taglio o portate con la violenza di colpi. Una caduta a seguito di un malore che avrebbe provocato il trauma cranico? Una spinta durante la lite le cui urla erano state sentite dai vicini mettendoli in allarme? Resta il fatto che per il momento – le indagini sono seguite dal procuratore facente funzioni Irene Bilotta – non ci sono ipotesi di reato a carico dell’anziano.

Occorre, dunque, ricostruire il quadro di un dramma – in attesa dell’autopsia – che per il momento sembra escludere lo scenario che in un primo momento andava delineandosi con l’ipotesi di uxoricidio e di tentato suicidio.

I Carabinieri continuano a lavorare nel più stretto riserbo e anche questa mattina i militari si sono recati in via San Francesco.

p.n.

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Cronaca

JESI / VIA SAN FRANCESCO, LA NOTTE DELLA TRAGEDIA (FOTO)

JESI, 15 luglio 2018Urla improvvise, intorno alle 20 di ieri sera, che hanno allarmato i vicini. Poi il silenzio da quel secondo piano della palazzina di via San Francesco 95  dove la coppia di anziani abita.

Arriva la chiamata al figlio Carlo: entra in casa e scopre il dramma che si è consumato in quei minuti. La madre, Rita Mazzarini, di 82 anni morta, il padre – ex bancario e invalido di guerra a una mano – , Alvaro Bimbo in fin di vita.

Sul posto giungono i soccorsi, ambulanza della Croce Verde con automedica, e i Carabinieri. Intorno alle 21 l’uomo, in gravi condizioni, viene trasportato all’ospedale di Jesi. 

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Via vai dei militari, nel frattempo. Arriva anche il comandante della Compagnia, bocche cucite però.

Passa appena un’ora e alle 22 è la volta dei Carabinieri della Scientifica per i rilievi. Intanto due militari controllano anche i bidoni della spazzatura posti al di fuori del cortile condominiale il cui cancello è rimasto sempre chiuso.

Alle 23.20 arrivano i medici legali, Mauro Pesaresi e Alice Natanti che si fermeranno sino alle 23.55.

Alle 23.30 il furgone funebre di Bondoni. La salma della donna viene composta e portata via. Sono da poco passati dieci minuti dalla mezzanotte quando sul luogo della tragedia, sulla quale ancora si deve fare chiarezza completa, scende definitivamente il silenzio.

Pino Nardella

foto Crico

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

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Cronaca

JESI / LA TRAGEDIA DI VIA SAN FRANCESCO: MOLTI PUNTI DA CHIARIRE, LE INDAGINI DEI CARABINIERI (FOTO)

JESI, 15 luglio 2018 – Quello che resta della tragedia consumatasi ieri 14 luglio in via San Francesco, al secondo piano di una palazzina al civico 95, è soltanto grande, grandissimo dolore.

Una donna di 82 anni, Rita Mazzarini, inferma, deceduta, e il tentato suicidio del coniuge, Alvaro Bimbo, 87 anni, ricoverato in prognosi riservata all’ospedale cittadino “Carlo Urbani”.

Cosa sia veramente successo in quell’arco di tempo intorno alle 20 non è ancora chiaro, le indagini sono condotte dai Carabinieri della Compagnia di Jesi che con tutti gli elementi in mano potranno capire bene la dinamica dei fatti e la natura della morte della donna.

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«Al momento non siamo in grado di dare informazioni precise stiamo aspettando l’esame autoptico e nessuno mai ha parlato di coltellate. Cerchiamo di capire che cosa sia successo, per questo non ci sono misure precautelari in atto né condizioni tali da determinare con certezza la causa della morte della donna. Le risultanze investigative che stiamo raccogliendo non sono al momento sviluppate».

Questo quanto è emerso dall’ultimo colloquio con i giornalisti da parte del comandante della Compagnia poco dopo la mezzanotte, davanti al cancello del condominio. L’ipotesi che poi si è fatta strada è quella che l’anziano abbia usato un oggetto contundente per colpire e non un’arma da taglio.

La salma della donna era stata da poco trasferita dall’abitazione al furgone mortuario di Bondoni.

Pino Nardella

foto Crico

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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