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Alta Vallesina

FABRIANO / Giornata della ricordanza, intervista al Professor Terenzio Baldoni

Una giornata di pedagogia civile ai tempi del covid-19

 

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FABRIANO, 2 maggio 2020 – Si celebrerà oggi la Giornata della Ricordanza. È un’occasione nella quale la città è chiamata a riunirsi per ricordare il suo valore e il suo dolore seguito alla vile barbarie nazifascista e agli orrori della guerra.

Abbiamo intervistato Terenzio Baldoni, Presidente del LabStoria.

 

Da dove e come nasce la «Giornata della Ricordanza?»

Il «laboratorio permanente di ricerca storica», nel momento in cui ha proposto di istituire questa giornata, ha voluto ricordare che Fabriano è stata insignita della Medaglia di Bronzo al valore militare il 25 aprile 1978 e che la nostra città nel 1943-’44, nel volgere di pochi mesi, per la sua strategica posizione geografica fu oggetto di terribili bombardamenti e rastrellamenti, che ebbero effetti devastanti sulla cittadinanza, costretta allo sfollamento e a vivere nella più assoluta incertezza per oltre nove mesi. I dati parlano chiaro: bombardamenti subiti, 55; vani distrutti: 7000; cittadini caduti per bombardamenti aerei, 96; partigiani caduti, 21; cittadini caduti per rappresaglia e cannoneggiamento, 38. Diversi furono anche i militari fabrianesi che non aderirono alla RSI e furono deportati nei campi di concentramento in Germania o che furono impegnati, a rischio della loro vita, nel fronte orientale e nel mar Egeo. Senza dimenticare che sono pressoché scomparsi i protagonisti di allora, come pure il fatto che il tempo ha profondamente mutato i luoghi fisici in cui avvennero tanti terribili eventi. Infine, mai come negli ultimi anni, assistiamo al riaffacciarsi del fascismo, che non si presenta con la solita camicia nera, ma con manifestazioni di odio per il diverso e di rancore verso chi la pensa diversamente, di diffidenza verso il pensiero complesso, addita un nemico e alza il muro del sovranismo nazionale. Per tale ragione, senza esitare, il 16 novembre 2017 il Consiglio Comunale di Fabriano ha istituito all’unanimità il «2 Maggio» come «Giornata della Ricordanza» cittadina, con l’obiettivo di rifondare, soprattutto tra le generazioni più giovani, il senso di appartenenza nazionale e creare una consolidata coscienza storica condivisa della Città.

In cosa consiste?

Diciamo che si è creato un circolo virtuoso tra l’Assessore alla cultura, dott.ssa Ilaria Venanzoni, i Dirigenti delle scuole superiori di Fabriano e LabStoria. In pratica l’assessorato mette a disposizione i mezzi di trasporto e sollecita i dirigenti affinché stimolino i docenti più sensibili alla partecipazione con le loro classi, noi mettiamo la consulenza storica. In tal senso mi piace ringraziare anche l’amico Federico Uncini che ci dà sempre una mano con entusiasmo. Il Tour della Ricordanza inizia al Cimitero di santa Maria, al Sacrario dei partigiani, dove furono fucilati Ivan Silvestrini ed Elvio Pigliapoco. Poi ci spostiamo a Vallunga di Nebbiano, dove ci attende la Signora Italia Baldini, insieme ai parenti delle vittime dell’eccidio del 22 giugno 1944. Quindi passiamo a San Donato, nel luogo dove fu fucilato don Davide Berrettini e, se c’è tempo, andiamo a Vallina, dove morirono 8 partigiani del gruppo Tigre. Concludiamo il tour a Cancelli, nel luogo che ricorda la barbara uccisione del dott. Engles Profili. Mi piace ricordare che per l’occasione la dott.ssa Patrizia Mencarelli, anch’essa nostra socia fondatrice, ha scritto un bellissimo «Canto della Ricordanza» musicato dal maestro Marco Agostinelli, che si può visionare nel nostro sito.

Perché è importante ricordare ancora oggi?

Il fatto che il laboratorio di storia abbia proposto il 2 Maggio non è casuale. Infatti questa data ricorda la morte di due giovanissimi partigiani a Santa Maria. Ma il Sacrario, dove è conservata la memoria di 21 partigiani uccisi dai nazifascisti, meglio di tutti spiega ai giovani il carattere unitario della Resistenza, perché in quel luogo ritroviamo tutti gli orientamenti ideologici che la animarono. Noi sottolineiamo sempre che in questo luogo a raccogliere le ultime parole di Ivan Silvestrini fu chiamato don Davide Berrettini, che venne fucilato il 20 giugno 1944; poi, grazie alla comune iniziativa dell’Anpi e del Centro Studi don Riganelli, nel Sacrario è stata posta una targa che ricorda la morte dell’avvocato azionista fabrianese Enrico Bocci, torturato a Firenze dalla banda Koch, senza che il suo cadavere fosse mai ritrovato. Infine qui si ricorda il sacrificio di tanti comunisti, come il dottor Profili, che più degli altri si spesero nella Resistenza. Essi ci ammoniscono a vivere uniti in pace e in modo libero. Cosa ci può essere di più importante nel mondo di oggi?

La contingenza di quest’anno rende difficile una celebrazione pubblica, è stato preparato qualcosa?

È un problema serio. Per questo LabStoria, dopo aver ascoltato l’Amministrazione comunale, ha affidato l’incarico al dott. Giovanni Luzi, nostro socio fondatore e provetto filmaker, di mettere a punto un breve documentario con le immagini migliori e i momenti più significativi delle due passate edizioni della «Giornata della Ricordanza», da lui stesso ripresi, che pensiamo di diffondere attraverso i canali del Comune e nella nostra «Rassegna Ieri per Oggi» (consultabile in rete) il prossimo 2 maggio.

Progetti per il futuro?

Di progetti LabStoria ne ha molti. Voglio ricordare che la Giunta comunale ha voluto riconoscere il nostro lavoro svolto in questi anni «istituzionalizzandoci», per cui la nostra gratuita collaborazione proseguirà ancora più intensamente e ciò varrà a far entrare sempre più nel cuore dei giovani fabrianesi la «Giornata della Ricordanza», come data istitutiva della nostra storia cittadina repubblicana; quindi facendo in modo che venga unificato l’Archivio storico comunale, ora suddiviso in due distinti locali, e che vengano riportati a Fabriano l’Archivio Notarile Mandamentale e tutti i fondi conservati presso la soppressa sezione locale dell’Archivio di Stato di Ancona. Tutto questo per ricostituire il binomio «Biblioteca Multimediale R. Sassi con annesso Archivio Storico», di cui nelle Marche esistono rari esempi come quelli di Jesi, di Osimo, di Arcevia. Infine stiamo preparando (ma i tempi si sono dilatati) la «Settimana della storia locale», dove contiamo di coinvolgere le scuole in lavori di ricerca inediti, per onorare la memoria del prof. Romualdo Sassi e per avvicinare alla disciplina della storia molti nostri giovani concittadini, oltre a quanti vorranno darci una mano, è ovvio.

Danilo Ciccolessi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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