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Alta Vallesina

FABRIANO / GIUDICE DI PACE, SANTARELLI ALL’ATTACCO DEGLI ALTRI COMUNI: «SOSTERREMO NOI LA SPESA»

La città della carta pronta a sostenere i costi per mantere attivo l’ufficio

 

FABRIANO, 13 novembre 2019 – Con una durissima nota stampa inviata nel pomeriggio di ieri, il sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli va all’attacco degli altri comuni dell’Unione Montana, che hanno deliberato il “disimpegno” (anche per il 2019) dal contributo economico per mantere gli uffici del giudice di pace.

Spese che nel corso dell’anno sono arrivate intorno ai 140.000 euro, con un aumento dovuto alla presenza di un dipendente (categoria D, la più onorosa) prima a carico dall’unione montana, ma dopo il suo rientro presso l’ente sostituito con un dipendente comunale di Fabriano e  quindi con spese da dividere tra i comuni.

Una spesa che però non sarà sostenuta da Cerreto d’Esi, Sassoferrato, Genga e Serra San Quirico per il 2019, anticipando quindi il disimpegno in vista anche del 2021, quando entrerà in vigore una riforma che aumenterà la competenza degli Uffici del Giudice di Pace, assorbendo molti procedimenti che attualmente si svolgono nei Tribunali.

Delibere arrivate a margini dei vari consigli comunali, durante le sessioni per calibrare i vari bilanci

«I Comuni che fanno riferimento territorialmente all’ufficio del Giudice di Pace di Fabriano hanno tutti deliberato di non sostenere più economicamente il mantenimento della struttura – queste le parole scritte dal primo cittadino –  prendo atto di questa decisione, che va chiaramente nel verso opposto alla necessità di collaborare per mantenere i servizi nell’entroterra, e ci assumiamo la responsabilità e l’onere di sostenere da soli il costo del servizio. È chiaro che questa decisione però dovrà trovare un importante contrappeso in ambito di unione montana soprattutto nella distribuzione economica delle risorse disponibili. In questo momento il comune di Fabriano garantisce a tutto l’entroterra i servizi  dell’agenzia delle entrate e del giudice di pace».

E poi l’ultima analisi, con la consideranza di una debolezza dell’unione montana di fronte alla Regione. «Ci facciamo volentieri garanti del mantenimento dei servizi nella nostra area ma è chiaro che quando poi andiamo in Regione a chiedere maggiore rispetto per il nostro territorio e il mantenimento dei servizi in capo all’Ente regionale siamo meno credibili».

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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