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Alta Vallesina

FABRIANO / I PRIMI 16 ANNI DELLA BANCA DEGLI OCCHI

FABRIANO, 14 febbraio 2018 – 16 anni di attività per la Banca degli Occhi della Regione Marche, numeri in crescita ed una attività costante a servizio del territorio. Inaugurata ufficialmente il 4 settembre 2002 con sede presso l’Ospedale “Profili”, cresce in maniera costante fino alla necessità di un adeguamento alle nuove direttive europee, ha reso necessaria l’istituzione di una nuova sede, inaugurata il 21 gennaio 2012 presso la stessa struttura ospedaliera.

Dal 1 agosto 2012, considerata la dotazione di nuovi laboratori in classe “B-GMP”, è stato possibile ampliare l’attività della struttura con la conservazione degli opercoli cranici prelevati presso le Unità di Neurochirurgia, in attesa del loro trapianto ad uso autologo. Responsabile della Banca degli Occhi é la d.ssa Franca Sprega, la cui attività si svolge in sinergia con la d.ssa Francesca De Pace e il dr. Atanassios Dovas, coordinatori regionali rispettivamente delle regioni Marche ed Umbria, tra le quali è operativo un protocollo d’intesa per la fornitura di tessuti per trapianto.

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Nel 2005 è stato inaugurato un nuovo laboratorio dedicato alla preparazione delle membrane amniotiche isolate dalle placente donate da partorienti in corso di parto cesareo programmato.

La copertura del fabbisogno regionale ed extra-regionale di cornee è stata sempre garantita nel corso degli anni. In particolare, nel 2016, sono state raccolte 430 cornee, delle quali 105 sono state destinate a trapianto. Nello stesso anno sono state raccolte 5 placente provenienti dall’U.O. Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale di Fabriano. All’attività di trapianto sono stati destinati 52 pezzi di membrana amniotica di varie dimensioni, applicati in campo oftalmologico, dermatologico e chirurgico delle ferite difficili.

“Nel 2016 sono stati prelevati, processati e conservati 61 opercoli cranici ad uso autologo provenienti dalle Unità di Neurochirurgia delle Aziende Ospedaliere di Ancona e Pesaro – si legge nella nota diffusa da Area Vasta 2 – dei quali 30 sono stati riposizionati. Gli strumenti presenti all’interno della Banca degli Occhi hanno permesso di mantenere inalterata la qualità delle cornee pretagliate distribuite attraverso una tecnica specifica di trapianto dell’endotelio corneale stesso”.

La Banca degli Occhi ha recentemente acquistato uno stereomicroscopio munito di monitor e la dotazione di ferri chirurgici specifici per la realizzazione di lembi corneali per DMEK (ovvero una tecnica attraverso cui si va a trapiantare un tessuto spesso 20 micron, ricavato dalla parte posteriore della cornea di un donatore) , che verranno distribuiti durante l’anno corrente non appena sarà terminata la fase di messa a punto della tecnica di isolamento endoteliale da parte dei biologi della struttura.

“Sono anche stati organizzati corsi itineranti relativi al processo di donazione dei tessuti oculari all’interno dei centri di prelievo della Regione Marche e congressi a livello regionale e nazionale. Inoltre è stato stipulato il gemellaggio tra la Banca degli Occhi della Regione Marche e la Banca degli Occhi di Atene – prosegue la nota – la struttura è formata da locali moderni, funzionali, ben attrezzati composti da due laboratori dedicati, rispettivamente, alla processazione delle cornee, delle membrane amniotiche e degli opercoli cranici secondo i nuovi parametri internazionali”.

Presenti anche ambienti destinati alla conservazione dei tessuti e dei reattivi necessari all’intero processo, dotati di apparecchiature di ultima generazione, un laboratorio di criogenia per la conservazione, in vapori di azoto, delle membrane amniotiche a –160°C. Infine, un’auto dedicata al servizio di trasporto dei tessuti, garantito nelle 24 ore da personale addetto. “La Banca degli Occhi ha influito anche sullo sviluppo della sensibilità collettiva che ha permesso l’aumento delle donazioni”, questa la conclusione della nota.

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