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FABRIANO / Il commercio tenta la ripresa, tra incertezze e difficoltà

Il presidente Mauro Bortolozzi: «Ci aspettavamo una difficoltà oggettiva dopo il lockdown ma adesso occorre vedere il futuro in maniera positiva»

 

FABRIANO, 3 luglio 2020Severa ma senza polemica l’analisi che Mauro Bartolozzi, presidente Confcommercio Fabriano, fa della ripresa del commercio dopo l’emergenza Covid.  «Ci aspettavamo una difficoltà oggettiva nella ripresa da dopo il lockdowndice Mauro Bartolozzi – e infatti ci siamo trovati di fronte a difficoltà tecniche e finanziarie. Tecniche perché gli esercizi commerciali si sono trovati i magazzini pieni della merce che avrebbero dovuto vendere nel periodo primaverile, che invece si è saltato; finanziarie perché ci si aspettava di più da chi legifera».

Tanti infatti i tecnicismi che si celavano dietro ai prestiti che sarebbero stati concessi, per quanto riguarda ad esempio il pagamento dell’affitto o delle bollette degli ‘esercizi commerciali. 

«L’unica cosa che stiamo percependo adesso è un prestito a fondo perduto a livello regionale» – continua Bartolozzi. Si tratta di mille euro concessi a tutte le aziende che faranno domanda, e per quelle nate nel 2019 una media di 2000 euro a seconda che siano ditta individuale o società. Questo l’unico contributo a fondo perduto. Se continua così rimarranno tante le incertezze per il futuro perché non ci sono stati aiuti concreti rispetto alle promesse che erano state fatte». 

Aggiunge il portavoce di Confcommercio: «Non chiediamo assistenzialismo, cioè non pagare il dovuto – continua Bartolozzi – piuttosto posticipare quei pagamenti in modo da fare ripartire le attività che sono state chiuse durante il lockdown, seguendo l’esempio delle dinamiche attuate dopo il terremoto del ’97, che funzionarono». In quel caso si trattava infatti di una sospensiva di contributi e tasse da uno a tre anni che poi sono stati resi dilazionati nei dieci anni successivi. 

Il lockdown ha anche innescato un comportamento di paura nella clientela che tende a risparmiare in vista di un altro momento di difficoltà

«Bisogna chiedersi come i nostri clienti vedono il futuro, perché se loro non lo vedono in modo positivo ecco che il commercio rallenta», conclude. 

Si lavora alla giornata, quindi, con la speranza che ci possa essere una risposta concreta da chi legifera, senza assistenzialismo ma con i dovuti riguardi.

Sara Marinucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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