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Alta Vallesina

FABRIANO / Il cuore di una comunità che dona

Le disposizioni legate al covid-19 hanno rinnovato le dinamiche solidali

 

FABRIANO, 16 aprile 2020 – Il virus non ferma la solidarietà, anzi, spinge diverse realtà a collaborare per i fini comuni. È ciò che è successo, ad esempio con il social market. Una persona con l’isee attorno a 9.000 euro può accedere al market, un supermercato vero e proprio gestito dalla Gea che fornisce prodotti ai poveri e altre merci. In base al numero di persone presenti nel nucleo familiare si conferisce una tessera sulla quale ogni mese è caricato un punteggio, utilizzato come denaro virtuale.

Questo servizio sostituisce il vecchio pacco Caritas, per venire meglio incontro alle esigenze di tutti. È anche un segno di dignità dare la possibilità di fare la spesa. Al market si possono acquistare anche beni come carne e fresco.

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Quando è scoppiata l’emergenza sanitaria il social market di Fabriano ha dovuto chiudere i battenti in quanto gestito da persone perlopiù anziane e non c’erano misure di sicurezza igienico-sanitarie tali da permettere lo svolgersi del servizio in sicurezza.

La Caritas diocesana si è fatta carico della chiusura del market ed è intervenuta con una formula diversa, trovando volontari che hanno creato pacchi in base al numero di persone nel nucleo familiare. Le persone non possono scegliere cosa acquistare, ma in questo modo viene comunque garantito il servizio nella sicurezza.

Questa nuova modalità ha avuto inizio lunedì 30 marzo. I lunedì, i mercoledì e i venerdì i volontari confezionano i pacchi al mattino e il pomeriggio sono consegnati alle persone. I volontari consueti del market però non sono riconosciuti come associazione di protezione civile e non possono uscire di casa. Può farlo solo chi risponde a questa caratteristica, e muniti di sicurezza. La Caritas ha chiesto dunque aiuto al Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta, riconosciuta come ordine civile.

 Le persone si presentano al market, restano fuori della struttura e si entra uno alla volta per ritirare il pacco. Per alcune persone impossibilitate a muoversi il pacco è consegnato a domicilio. La Caritas ha inoltre integrato il servizio acquistando beni di prima necessità come uova, colombe pasquali e soprattutto articoli di igiene personale e della casa come detersivi e sapone. C’è inoltre un pacco speciale per bambini piccoli e neonati. Questo servizio è gestito per i cinque comuni della Diocesi.

La Caritas si è fatta carico col cisom di altri due progetti, oltre alle sue attività quotidiane. Tanti volontari volevano fare qualcosa ma erano impossibilitati dalla quarantena. Dopo una formazione sulle norme igieniche da tenere, ai volontari sono stati fatti preparare dolci da dare alle forze dell’ordine e al personale dell’ospedale.

L’altra iniziativa si è svolta lo scorso sabato mattina, nella quale si sono consegnate delle uova di Pasqua, sulle quali il Vescovo stesso ha scritto un biglietto di vicinanza, e 200 pizze di formaggio, offerte da RistorArt, a diverse strutture come Madonna della rosa, C’era l’acca, La buona novella, le case di riposo dei cinque comuni e anche ai reparti dell’ospedale di Fabriano, compresi quelli delle pulizie e delle cucine. L’omaggio più che un sostegno alimentare è un segno di vicinanza, amicizia e sostegno.

Entro venerdì sono stati consegnati circa 300 pacchi a 300 famiglie, 200 uova e 200 pizze di formaggio. Sono stati donati anche circa 120 pacchi di pannolini per bambini,  grazie anche alle donazioni di anonimi e 120kg di trote salmonate. Il Piacere della carne ha partecipato donando molti chili di carne.

La regia è gestita in primis dal Vescovo Massara, che si è impegnato in prima persona in maniera capillare, da don Marco Strona il direttore Caritas diocesano e Stefano Sforza il capogruppo del Cisom di Fabriano.

Danilo Ciccolessi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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