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Alta Vallesina

FABRIANO / La settimana santa ai tempi del Covid-19, intervista a Don Alfredo Zuccatosta

Chi vorrà seguire le celebrazioni, che si svolgeranno in Cattedrale senza la partecipazione dei fedeli, potrà collegarsi su You Tube

 

FABRIANO, 5 aprile 2020 – La Settimana Santa quest’anno assume dei significati del tutto particolari e pone delle sfide nuove. La Chiesa sta cercando di trovare dei modi per manifestare la sua vicinanza alle persone e per celebrare insieme la festività più importante del calendario cristiano. Abbiamo parlato con don Alfredo Zuccatosta, parroco di San Venanzio, Cattedrale di Fabriano.

Come ha vissuto il periodo di Quaresima la comunità di San Venanzio?

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Purtroppo quest’anno abbiamo potuto celebrare insieme solo la prima domenica di Quaresima, perché poi la chiusura anche dei luoghi di culto per difendere i fedeli dall’epidemia di COVID-19 ci ha impedito di ritrovarci per i vari momenti di preghiera e di riflessioni propri del tempo liturgico che ci prepara alla Pasqua. In tanti hanno seguito la preghiera del Papa da Piazza San Pietro e so che molti si collegano ogni giorno per partecipare alla Messa del Papa al mattino e nel pomeriggio per recitare il Rosario trasmesso dal Santuario di Lourdes. Quello che è mancato di più sono stati gli incontri del catechismo il sabato per incontrare i bambini per prepararli alla Pasqua, alla prima confessione, alla prima comunione e alla cresima.

Quale sarà il programma della Settimana Santa?

Il 9 Aprile, Giovedì Santo, alle ore 18,30, verrà celebrata la S. Messa “Nella Cena del Signore”. Il 10 Aprile è il Venerdì Santo, giorno dedicato al ricordo della Morte di Gesù in Croce. È anche giorno di digiuno e di astinenza dal mangiare la carne. Alle ore 18,30 si svolgerà la celebrazione della Passione e Morte del Signore.  Il Venerdì Santo la Chiesa non celebra la S. Messa, ma il ricordo della morte di Cristo: al centro dell’azione liturgica ci sono la lettura della Passione secondo Giovanni e l’adorazione della Croce.  L’11 Aprile, Sabato Santo, la chiesa attende nel silenzio il giorno della Risurrezione.  Alle ore 21, presiederò la Veglia Pasquale, che inizierà con l’accensione del cero pasquale, che illuminerà la chiesa immersa nel buio. Seguirà la Liturgia della Parola, la rinnovazione delle promesse battesimali e, quindi, la celebrazione della Liturgia Eucaristica. Il 12 Aprile è la Domenica di Pasqua, il giorno che ci fa celebrare la vittoria di Gesù Cristo sulla morte. La Santa Messa sarà alle ore 11,15. Chi vorrà seguire le celebrazioni, che si svolgeranno in Cattedrale senza la partecipazione dei fedeli, potrà collegarsi su You Tube.

Quali mezzi tecnologici aiuteranno i fedeli a partecipare alle celebrazioni?

Faremo la diretta delle celebrazioni, che si svolgeranno a porte chiuse e senza concorso di fedeli, su You Tube. Ci si potrà collegare sia dal computer che dal telefonino.

Pensi siano importanti le nuove tecnologie ai fini dell’evangelizzazione e della preghiera comune?

Niente può sostituire la partecipazione viva dei fedeli alle celebrazioni liturgiche. L’assemblea riunita per celebrare i santi misteri è segno sacramentale della Chiesa, che rende presente nel tempo l’opera salvifica di Cristo. I mezzi di comunicazione che oggi la tecnologia ci mette a disposizione sono preziosi strumenti che, in situazioni come quella che stiamo vivendo, ci possono aiutare a vivere la liturgia, l’ascolto della Parola di Dio e la preghiera per non interrompere il nostro rapporto di fede con Dio. La comunità che incontriamo nella Parrocchia, sopratutto nella celebrazione domenicale, non è un di più facoltativo nella nostra personale esperienza religiosa, ma è essenziale, in quanto ciascuno di noi è membro vivo del Corpo mistico di Cristo, che si rende visibile nella comunione di fede e di carità con gli altri fratelli e sorelle. Per cui speriamo di poter riprendere quanto prima la partecipazione alle celebrazioni. Penso che per tanti sia un grande sacrificio non poter partecipare alla Messa domenicale e non poter ricevere la comunione eucaristica.

Un pensiero generale sulla situazione attuale

Dobbiamo essere sempre attenti ai “segni dei tempi” e interpretarli, anche se con fatica, alla luce della fede, per comprendere più a fondo la nostra realtà, il mondo, la vita, in modo da crescere nella consapevolezza dei limiti e delle grandi potenzialità del nostro essere uomini. E non dobbiamo mai perdere la speranza: Dio “non turba mai la gioia de’ suoi figli, se non per prepararne loro una più certa e più grande” (capitolo VIII de I promessi sposi di Alessandro Manzoni). Il cammino riprenderà. Anche se siamo tutti preoccupati per il futuro, non possiamo farci prendere dalla paura e dallo scoraggiamento. È questo anche il messaggio della Pasqua che ci prepariamo a celebrare: il Signore Risorto ha vinto la morte!

Danilo Ciccolessi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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