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Cronaca

FABRIANO / LABORATORIO 10, PER L’AUTONOMIA DEI DISABILI

Sistema territoriale integrato

FABRIANO, 9 febbraio 2018 – Presentato “Laboratorio 10”, progetto nato per costruire un Sistema territoriale integrato per il sostegno dei disabili e delle loro famiglie sul territorio dellAmbito Territoriale Sociale 10. Progetto basato sulla co-progettazione dei servizi tra istituzioni, organizzazioni, professionisti e famiglie.

L’attuazione del progetto è resa possibile dalla vittoria della Cooperativa Castelvecchio Service con il supporto tecnico dellAgenzia SocialNet per la progettazione al bando Welfare e Famiglia 2017 indetto dalla Fondazione CariVerona, ed avrà durata di circa 30 mesi. Finanziati 14 progetti sugli 84 presentati da tutta Italia.

Questi i partner del progetto: comune di Fabriano, Unione Montana Esino-Frasassi, Area Vasta 2 distretto Fabriano, Istituto Riabilitativo Santo Stefano, Centro per l’impiego di Fabriano, Consorzio Coser Fabriano Onlus, Istituti Scolastici Italo Carloni-Morea Vivarelli, Aldo Moro, Sassoferrato, Cooperative Sociali di tipo B: Reg-Incontra-Inkarta, e realtà come Tanning Pub e Pizzeria Da Lara

Il progetto sperimenterà con le con le famiglie un servizio centrato sulle loro esigenze, dove le stesse famiglie e gli altri stakeholder possano trovare uno spazio di confront e costruzione di servizi e interventi.

Si tratta di una casa-laboratorio, localizzata a Fabriano e che avrà sede nei locali accanto al cera lacca ed in cui sono in avvio i lavori di ristrutturazione e redistribuzione degli spazi, ma aperta a tutte le persone con disabilità medio-lieve residenti sul territorio dell’ambito 10. Nella casa-laboratorio si sperimenteranno percorsi che consentiranno gradualmente ai beneficiari di raggiungere livelli di autonomia sempre maggiori a livello personale, domestico, relazionale e, in alcuni casi, lavorativo. Questo in un’ottica di benessere familiare, in cui la famiglia è alleviata dal peso della cura e può affrontare, insieme al disabile e ai servizi territoriali, una progettualità future di cui il disabile stesso diviene protagonista, anche in una prospettiva di dopo di noi.

Il funzionamento della casa-laboratorio sarà organizzato in modo flessibile per venire incontro alle esigenze delle famiglie, in termini di: orari e giorni di apertura, spazi, attività specifiche. La casa sarà co-gestita dalle persone disabili che si occuperanno, insieme agli operatori, di svolgere attività quotidiane in cui diventeranno sempre più autonomi.

Anche sviluppo di competenze di vita: la comunicazione, l’orientamento lo spostamento con i mezzi pubblici il comportamento in strada e l’uso del denaro. Per chi può raggiungere queste competenze di autonomia, saranno accresciute ulteriori capacità utili nel mondo dell’occupazione quali: capacità di collaborare, rispetto dei ruoli e delle regole, abilità specifiche.

Prevista l’attivazione di laboratori specifici sulla base dei bisogni riscontrati, e si svolgeranno all’interno della casa-laboratorio sia all’esterno con l’attivazione di percorsi di alternanza con le scuole; laboratory occupazionali in aziende e cooperative; esperienze di socialità in ambito sportivo, culturale e del volontariato.

Lo sviluppo finale del percorso è rappresentato dalla sperimentazione della vita in autonomia in appartamento con inclusione  lavorativa per un gruppo di persone che mostrino di avere acquisito le relative abilità.

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