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Alta Vallesina

FABRIANO / LE CITTÀ CREATIVE RACCONTANO IL PANE CON UNA APP

Protagonista ancora “il saper fare”: stavolta ad essere raccontato sarà il pane fabrianese

 

Il Brindisi dei fornai fabrianesi

FABRIANO, 18 marzo 2019 – Dopo l’Annual Meeting di Cracovia e diverse tappe tra cui Paducah e Carrara, arriva a Fabriano il progetto “Breads of the Creative Cities”. Il pane come “tradizione creativa”, dove i saperi antichi vengono riscoperti anche attraverso le tante declinazioni del “saper fare” il pane in tutto il mondo.

Nuova tappa di avvicinamento alla Conference Unesco, prevista dal 10 al 15 giugno.

Un progetto che racconta storie e tradizioni alimentari delle Città creative (questo riguarda il pane) attraverso una piattaforma e una app per gli smartphone. Supportato dalla Città Creativa di Tucson, prevede di raccontare storie e tradizioni alimentari delle Città Creative attraverso una piattaforma promossa da ITKI-US (Fondazione che si occupa di preservare le conoscenze e le tecniche tradizionali / https://www.itkius.org/breads-of-the-creative-cities-2/)  e Tech Gap Italia (www.techgap.it).

L’incontro rientra in una serie di Meeting in tutto il mondo con l’obiettivo di creare interesse e coinvolgimento e rafforzare le partnership internazionali tra le Città Creative. Nella città della carta hanno aderito tre forni: Vapoforno, Lo Sfornaio ed il Forno Ragni.

Il progetto di recupero del Grano Verna

Legato a tutto questo l’ambizioso progetto lanciato dall’Istituto Tecnico Agrario “Vivarelli” di Fabriano, con il supporto dei Professori Marzio Aguzzi e Francesco Sbaffi, di recupero di un antico grano: il grano Verna.

Il progetto nasce dalla lettura di un libro, dedicato ai grani antichi, che il Professor Aguzzi ha consultato nello scorso anno. Il libro citava una ricerca fatta dall’università di Firenze che metteva in luce interessanti caratteristiche positive sulla salute di un gruppo sottoposto a 10 settimane di consumo di pane di Verna.

Il Dirigente Scolastico Emilio Procaccini ha dato quindi la sua disponibilità nell’intraprendere il progetto. Poi gli step necessari: seminato il grano, reperita la farina e trovato un fornaio disposto a creare questa tipologia di pane. “In base ai risultati ed anche ad altre considerazioni, decideremo se ampliare la coltivazione di questo cereale e se produrre farina e trasformarla in pane – hanno spiegato –  Il progetto è solo all’inizio, ma vi sono diverse possibilità aperte, compresa l’ipotesi di stimolare una locale filiera molto corta che coinvolga altre aziende agricole, mugnai con macine a pietra ed infine dei fornai locali che possano proporre il prodotto alla clientela.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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