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Alta Vallesina

FABRIANO / L’orizzonte del Cai raccontato dal Presidente di sezione Luca Paci

Parla il presidente della sezione fabrianese

Le Befane Volanti del Cai

FABRIANO, 2 aprile 2020 – Il CAI di Fabriano ha una lunga storia ed è ormai radicato nel contesto territoriale con i suoi eventi ed appuntamenti. Abbiamo parlato con il Presidente di sezione Luca Paci che ci ha raccontato la sua esperienza e le attività del gruppo.

«Io sarò presidente per ancora qualche settimana, – dice Luca – ho quasi superato il periodo del mio mandato. Sono stato presidente negli ultimi sei anni. Non sono fabrianese d’origine, ma d’adozione in quanto ormai vivo qui da ventidue anni e sono nel CAI da venti. Ho aderito perché mi piace la montagna e lo spirito dell’associazione. Anche per questo ho deciso sin da subito di entrarvi in maniera attiva».

Quali sono gli obiettivi e le proposte dell’associazione?

«Il CAI è andare in montagna, ma soprattutto è un modo corretto, rispettoso e adeguato di essere a contatto con la natura. La nostra sezione si è mossa molto bene negli anni ‘70 e ‘80, organizzando anche grandi spedizioni di alpinismo al nord o all’estero. Poi ci si è concentrati sul nostro territorio e sulla regione principalmente, che è molto fertile per gli appassionati di montagna. Uno degli scopi principali delle nostre attività è far vedere e dunque tramandare come noi andiamo in montagna. Tutti sappiamo camminare, ma non è scontato sapersi muovere in montagna. Per questo nell’ottica del tramandare noi passiamo le nostre esperienze a chi vuole avvicinarsi alle nostre attività. Se ciò che facciamo piace ci si può unire anche ai nostri gruppi e qualcuno diventa anche istruttore».

Come è strutturato il CAI nelle sue attività?

«Il CAI è organizzato in diversi gruppi: trekking, speleologia, roccia (ovvero arrampicata) e sentieri. Il gruppo più recente è il gruppo roccia, nato un paio di anni fa da un gruppo di amici che si incontrava regolarmente per scalare. Poi si sono uniti al nostro gruppo ed oggi contano circa sessanta persone. Il gruppo roccia organizza diversi corsi d’introduzione. Il gruppo speleologico richiede un’introduzione fatta dagli istruttori, fatta ad anni alterni così che chi entra nel gruppo ha poi un anno di tempo per migliorare. Dopo due anni abbiamo già speleologi di buona esperienza.  Tutti i corsi sono tenuti da istruttori qualificati. Per speleo abbiamo un istruttore nazionale, mentre per roccia ci appoggiamo alle scuole marchigiane Sibilla e Fenice. Quando c’è la neve si risveglia anche il gruppo di ciaspole o di sci alpinismo che richiedono attività introduttive. Il trekking non ha bisogno del periodo di introduzione, ma è organizzato in un calendario di attività che aumentano per grado di difficoltà, così sì dà modo ai nuovi partecipanti di entrare nel meccanismo. Parallelamente vengono organizzate escursioni semplici così da venire incontro a tutte le esigenze. Infine il gruppo sentieri che è un’attività a sé stante. Si occupano di riscoprire e ritrovare vecchi percorsi e sistemarli, ma anche di curare quelli presenti. Il gruppo storico Chiorri Ballarini ha documentato una base di sentieri davvero importante nella nostra zona. Ora hanno passato il testimone ad altri che hanno molta passione e negli ultimi anni hanno lavorato principale sul frammento del sentiero Italia che passa nel territorio. Tutto ciò che facciamo si basa su un preziosissimo volontariato. Noi parliamo di attività sezionale come di una serie di regole che permettono che l’attività sia dell’intera sezione. Le proposte devono essere portate in Consiglio, approvate, organizzate, pubblicizzate ed infine guidate. Si distingue da un’iniziativa privata. Noi calendarizziamo le attività già da dicembre per l’anno seguente».

La sezione di Fabriano si è distinta negli anni per aver organizzato grandi eventi che hanno visto la partecipazione attiva di buona parte della cittadinanza. Parliamo di questi eventi

Una edizione passata della Primavera Fabrianese

«L’evento più importante che richiede più organizzazione è la Primavera Fabrianese, giunta alla quarantaquattresima edizione lo scorso anno.  Dallo scorso anno abbiamo organizzato Millescarpette, un evento di arrampicata sulle pareti della parte storica di Fabriano. È una domenica in cui si risalgono brevi tratti di muro identificati da noi. Abbiamo avuto un’ottantina di partecipanti da tutta Italia ed è piaciuta molto anche ai fabrianesi. Ne abbiamo organizzata una nuova edizione a giugno, ma non si sa per ora. Per chiudere la stagione organizziamo da qualche tempo l’Autunno fabrianese, corrispettivo della primavera. Un altro evento importante, che organizziamo da ormai dieci anni, è la Befana speleo, il sei di gennaio. L’evento era nato in seguito ai quarant’anni del gruppo fabrianese. Avevamo organizzato, per quella occasione, un evento pubblico con le foto di tutti i fabrianesi che negli anni avevano partecipato ai vari gruppi. Il sindaco, Sorci all’epoca, disse che sarebbe stato bello se qualcuno si fosse calato dalla torre civica e noi l’abbiamo fatto per il sei gennaio seguente. Abbiamo cambiato il percorso di discesa diverse volte, ma ad ogni Epifania è stato un grande successo e sta diventando un appuntamento fisso per la città. Siamo sommersi da una folla di bambini che vogliono le caramelle dalla befana che è scesa dalla torre. Lo scorso anno abbiamo lavorato insieme alla pro loco che ha organizzato la tombolata cittadina dopo di noi. È bello quando si collabora tutti insieme. Un’altra bella iniziativa che sta prendendo piede negli ultimi anni, dopo una grande adesione negli anni ‘70, è la vacanza con le famiglie in un campeggio sulle dolomiti. Questa vacanza è organizzata e si fanno anche delle attività nell’ottica dello stare insieme».

Quali ricordi vuoi condividere con noi di questa lunga esperienza?

«Tanti ricordi mi legano al CAI in questi venti anni. Io sono entrato come gruppo speleo. Come presidente ho vissuto poi la parte organizzativa dell’associazione. Ho ricordi bellissimi di una Primavera fabrianese in cui pioveva e i concorrenti arrivavano stanchi, infangati, ma felici come non mai. Ricordo la piazza di Fabriano piena di persone con il naso all’insù per aspettare la calata della Befana a cui io stesso ho partecipato.  La cosa che mi dà più soddisfazione è condividere con gli altri le esperienze che mi sono piaciute. È bello far provare agli altri le stesse cose che mi hanno emozionato. Questa è una cosa comune a tutti coloro che fanno attività con gli altri, è ciò che ci spinge, è la bellezza di dare una mano».

La nostra chiacchierata si è conclusa con un accenno alla situazione attuale. Ovviamente per ora il CAI non puoi svolgere le sue attività e i suoi eventi, compresa la Primavera fabrianese. L’associazione però è in allerta e non appena le attività potranno tornare a svolgersi in piena sicurezza si ripartirà più forti di prima.

Danilo Ciccolessi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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