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Alta Vallesina

FABRIANO / Luca Bianchi, le sue api ed uno studio tra Marche e Umbria per conoscerne i segreti

Il giovane fabrianese tra i protagonisti di uno studio per raccogliere dati che si trasformeranno in una “guida” per comprendere e garantire la salute delle api

 

l'”ufficio” di Luca, con le arnie in primo piano

FABRIANO, 7 giugno 2020 – Uno studio zooprofilattico tra Marche ed Umbria per conoscere meglio le api ed i loro segreti: il giovane imprenditore/apicoltore fabrianese Luca Bianchi (titolare dell’azienda omonima) protagonista insieme ad altri colleghi.

Chi è Luca

Una passione prima, poi lavoro per Bianchi, che in una manciata di anni si trasforma in vero e proprio lavoro.

Tutto parte nel 2014 con l’incontro con il mondo delle api e l’acquisto delle 2 prime casette e con la scelta di cambiare radicalmente una vita di studio passando dalla facoltà di ingegneria a quella di Scienze e Tecnologie Agrarie.

Negli anni successivi le famiglie di api sono aumentate velocemente fino a quando ho scelto definitivamente di intraprendere la strada dell’imprenditoria agricola nel 2016, rilevando l’attività della nonnaa. Ad oggi l’azienda può contare su 130 famiglie di api, collocate in diverse zone collinari e montane delle Marche. L’agricoltura è di tipo rigorosamente biologico con certificazione ed anche il miele ed i prodotti dell’alveare sono tutti certificati BIO.

Il progetto

Un progetto scattato lo scorso primo maggio, curato in cooperazione tra l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche. Bianchi è stato uno dei 15 apicoltori marchigiani selezionati (3 per provincia marchigiana, zona costiera, uno per quella collinare e un altro per l’area montana).

«Attraverso un apparecchio che monitora peso, umidità, intensità sonora dell’alveare – spiega Luca Bianchi– si riescono ad avere quotidianamente tali dati e monitorare l’andamento della famiglia, una famiglia campione dell’apiario. I dati serviranno per tenere sotto controllo le infestazioni, patologie delle api ed altro ancora».

Dati che, una volta raccolta, si trasformeranno in una “guida” per comprendere e garantire una certa salute alle api, in modo tale da preservare questo ambiente puro e incontaminato, «Come il territorio fabrianese», osserva Bianchi.

«Un servizio – conclude Bianchi – che viene messo a disposizione di tutti gli apicoltori, professionisti e hobbisti, i quali possono far tesoro di tali dati e capire se è il caso di agire con trattamenti, effettuare un raccolto e cose simili. Ecco perché il progetto è oneroso, in quanto richiede una grandissima collaborazione del tutto gratuita per reperire tali dati e farli avere all’istituto».

(redazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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