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Alta Vallesina

FABRIANO / Nuovo splendore per gli arazzi fiamminghi della Pinacoteca Civica

I tredici pregevoli manufatti sono stati sottoposti ad un attento restauro riguardante la ripulitura e il consolidamento delle strutture tessili

 

FABRIANO, 16 ottobre 2020 – Restaurati gli arazzi della Pinacoteca Molajoli grazie alla Soprintendenza Archeologica belle arti e paesaggio delle Marche. La preziosa collezione della Pinacoteca CivicaBruno Molajoli” di Fabriano, vanta tra i suoi tesori una raccolta di tredici arazzi di manifattura fiamminga, realizzati tra il XVI ed il XVII secolo originariamente di proprietà di una delle famiglie nobili fabrianesi, i Montani.

Gran parte delle informazioni risultano dal loro primo restauro compiuto nel 1911 per conto del Ministero della Pubblica Istruzione, responsabile per le Belle Arti, quando gli arazzi – dati in deposito nel 1816 dal marchese Stefano Montani del Grillo (nipote del noto Onofrio) al Capitolo della Cattedrale con la condizione che “questi debbano servire unicamente ad uso della nostra chiesa da non doversi mai rimuovere da essa sotto qualsivoglia pretesto” – in realtà erano stati spostati nella canonica di San Venanzo nel 1910 e giunta la necessità di un improrogabile restauro, gli eredi Montani avevano previsto di venderli a un privato. La fuga di questa preziosa collezione fu tempestivamente bloccata dal Ministero che, ribadendo l’inalienabilità del bene, si prese in carico il costo del restauro dei 13 pezzi ottenendo il deposito presso la Pinacoteca civica che proprio in quegli anni era stata trasferita al primo piano del Palazzo Vescovile, dove venne inaugurata nel 1914.

Gli arazzi rientrarono nel 1920 e a distanza di un secolo è nuovamente un intervento dell’organo di Tutela, la Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio delle Marche a provvedere al restauro e alla valorizzazione di questi importante ciclo di arazzi: grazie al finanziamento previsto dall’art. 1 comma 9 della legge n. 190 del 23/12/2014, la SABAP ha provveduto a restaurare gran parte della collezione, bisognosa soprattutto di un intervento di ripulitura e di consolidamento delle strutture tessili, tramite sistemi di reintegro delle trame che hanno permesso di restituire agli arazzi la solidità e una migliore percezione delle scene raffigurate.

In occasione del nuovo allestimento della Pinacoteca Civica B. Molajoi realizzato lo scorso gennaio, è stato prevista l’esposizione di questi pregevoli manufatti, ormai da lungo tempo conservati in deposito, che dialogano nella Sala del Seicento con le imponenti tele seicentesche tra le quali quella di Orazio Gentileschi e dei suoi contemporanei. In particolare sono stati esposti gli arazzi appena restaurati dalla ditta di restauro Graziella Palei di Siena ovvero una Scena di sponsali, XVII secolo, l’imponente arazzo rappresentante Alessandro doma Bucefalo, fine XVII secolo, nonché i due arazzi del ciclo Atti degli Apostoli raffiguranti il Martirio di Santo Stefano e San Paolo cacciato con Barnaba dal luogo della sua predicazione.

Lo scorso luglio è stato conferito l’incarico del restauro del secondo lotto di arazzi alla ditta Tessili antichi di Orvieto e in attesa del rientro di questi cinque importanti pezzi, è doveroso ringraziare l’evidente l’impegno della SABAP profuso per il restauro e la tutela di questo importante nucleo di arazzi che caratterizza la collezione della Pinacoteca civica B. Molajoli tanto che Luigi Serra importantissimo soprintendente delle Gallerie delle Marche nel redigere il catalogo nel 1921 lo intitolò non a caso Pinacoteca civica e Museo degli arazzi di Fabriano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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