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Alta Vallesina

FABRIANO / PAESE MIO TI LASCIO, VADO ALL’ESTERO

Il flusso di giovani fabrianesi che lasciano la città alla ricerca di un lavoro intellettuale è sempre più consistente, il Regno Unito resta la meta preferita

 

FABRIANO, 8 marzo 2019 – Il flusso è sempre più consistente. Giovani diplomati o laureati, lasciano il territorio fabrianese per cercare in Europa opportunità di lavoro intellettuale. Siamo andati allora a vedere i numeri, per capire la portata del fenomeno. Sono 155 i giovani emigrati all’estero dal 2003 al 2018, rispettivamente 83 maschi e 72 femmine. Sono quelli nati tra il 1984 e il 2002, a che sono quindi compresi tra un un’età di 18 e 35 anni. Il raggio analizzato è di 15 anni, e a dirla tutta non sono tanti: una media di circa 10 persone all’anno che parte senza tornare, il 6.8%. Questi sono quelli iscritti regolarmente all’Aire – anagrafe italiani residenti all’estero – e dalla città di Fabriano si sono spostati non solo verso altri paesi dell’Unione Europea, ma anche in altri continenti.

La meta più ambita è ancora una volta il Regno Unito, che ospita circa il 35% dei giovani fabrianesi emigrati all’estero, poi il 30% ha scelto la Francia, il 20% la Svizzera, il 10% la Germania e un ultimo 5% è distribuito tra USA, Canada e Cina.

Non sono stati presi in considerazione i ragazzi sotto i 18 anni, che sono partiti assieme ai genitori, in questo caso il numero di emigrati si alzerebbe. Ci si è soffermati sui maggiorenni perché sono quelli in cerca di lavoro: numerosi sono gli articoli sul web, in cui si spiega per quale motivo si fugga dall’Italia e come sia il mondo del lavoro all’estero, in cui si riescono a realizzare i sogni che qui rimangono solo tali.

La cosa che più stupisce è sapere che anche molti degli emigrati sono in realtà immigrati venuti in Italia per acquisire la cittadinanza, e una volta in possesso della carta d’identità italiana, hanno deciso di spostarsi in una delle mete sopracitate, facendo ipotizzare che per gli immigrati siamo solo una meta di passaggio, e che in realtà le nazioni in cui si preferisce vivere sono altre.

Sara Marinucci

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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