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Cronaca

Fabriano PalaGuerrieri, dopo il consiglio aperto prosegue la battaglia politica

Recupero del PalaGuerrieri: non si placa il dibattito politico dopo il consiglio comunale aperto di ieri

Fabriano – Nella giornata di ieri si è svolto il consiglio comunale aperto per dibattere dello stato di avanzamento dei lavori del PalaGuerrieri.

Dal punto di vista tecnico, è stato ricordato dall’amministrazione che l’iter amministrativo per il PalaGuerrieri è iniziato il 16 agosto 2022, uno dei primi atti dell’amministrazione allora appena insiediata.

Il progetto esecutivo, come preventivato, è stato approvato nel giugno 2023 per un importo complessivo di 4,3 milioni di euro, interamente coperti da risorse comunali, con un contributo regionale di 500 mila euro.

Durante l’esecuzione sono state necessarie due varianti, finalizzate a migliorare la qualità complessiva dell’intervento: la prima ha riguardato la ricostruzione dei setti al posto del rinforzo e l’adeguamento degli spogliatoi e dei percorsi interni, per assicurare accessibilità e funzionalità; la seconda ha corretto un errore progettuale emerso in corso d’opera.

Ad oggi l’importo delle somme messe a disposizione dall’amministrazione non è cambiato ed è rimasto a 4,3 milioni. Le opere sono ora nella fase di montaggio e completamento della copertura.

Per Fratelli d’Italia “Tanti dubbi e poche certezze, peraltro anche negative”.

«Non si ha a tutt’oggi, alcuna previsione sulla data di fine lavori, con la ditta che invia l’ennesimo cronoprogramma al Comune che vale quanto una banconota da 300 euro, come i giorni stimati per la conclusione dell’opera».

Poi l’attacco legato al denaro fornito dalla regione per l’opera: illustrato «I fondi siano stati elargiti sulla base di una perizia che stimava una spesa complessiva di circa 1.300.000 euro e in assenza di una richiesta formale da parte del Comune».

Altri fronti di scontro. La scelta di un progettista «Esperto in rifacimento di piste ciclabili e non un ingegnere strutturista al quale adesso, dopo averlo incaricato, l’Amministrazione chiederà i danni, con il rischio di infilarsi in un contenzioso legale il cui è esito, si sa, è sempre incerto».

«E arriviamo all’impresa Baiocco – conclude FdI – che ha impiegato ben 7 mesi per demolire il palazzetto quando, per la sua costruzione ex novo, ce ne sono voluti circa 8. Ci chiediamo se qualcuno abbia valutato le credenziali di questa ditta e se si fosse potuto accorgere all’origine di questi errori e se chi di dovere, abbia fatto tutto ciò che poteva e doveva fare per sbloccare questa situazione».

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