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Alta Vallesina

FABRIANO / PARTORIENTI AD “OSTACOLI”: IL ROMPICAPO DELLE NEO MAMME

FABRIANO, 22 febbraio 2019 Fax, telefonate, tre ospedali da contattare da parte delle future mamme. Senigallia e Jesi per le Marche e Gubbio per l’Umbria tra le possibili destinazioni a disposizione delle partorienti, in attesa che il TAR comunichi la sua decisione legata al provvedimento che ha “stoppato” le attività del punto nascita fabrianese lo scorso 20 febbraio.

La richiesta di sospensiva

Un passo necessario, come spiegato dal Sindaco di Fabriano Gabriele Santarelli: “Abbiamo raccolto tutti i documenti necessari per consentire all’avvocato incaricato di ricostruire l’intera vicenda e di dimostrare come sia impensabile e irresponsabile condannare le mamme del nostro territorio a viaggi della speranza nei quali ci si mette nelle mani del destino”.

Oltre alla richiesta di sospensiva, è stata avanzata una richiesta formale di incontro con il Ministero della salute Giulia Grillo, formulata dal Presidente della regione Marche Ceriscioli e dai Sindaci dell’Ambito. Lo stesso Ministro aveva aperto ad una rimodulazione  (leggi l’articolo) entro il prossimo 31 marzo dei “numeri” dei punti nascita. “I tempi sono cambiati, pronti a lavorare con le Regioni all’interno del Patto della Salute”, così dichiarava la Grillo poco meno di un mese fa.

“Popolazioni montane non sono cittadini di serie B”

“La sciagurata chiusura del Punto nascita – scrive in un lungo post su Facebook il Coordinamento Cittadino per la salvaguardia dell’ospedale Profili –  si configura come un vero e proprio attacco, non solo al territorio di Fabriano ma anche a tutte le aree interne montane. Attacco a tutto il personale, alla loro professionalità. Medici, ostetriche ed infermiere che nonostante le difficoltà hanno fatto l’impossibile per rendere il servizio davvero impeccabile.

Ancora una volta ricordano dal comitato il complicato assetto orografico del territorio, così come ricordano il reale bacino di un nosocomio – cerniera. “Non dimentichiamo anche la crisi economica che persevera nei nostri territorio. con un atto che evidenzia una grave disattenzione da parte della burocrazia ministeriale e regionale rispetto alle problematiche delle aree interne, rappresenta l’ennesimo danno per il territorio e va in direzione contraria rispetto alle dichiarazioni della Politica sulle soluzioni da apportare a difesa delle aree montane. L’atteggiamento di chiusura netta palesato dal CNPN, non tiene conto della necessità dei servizi nell’entroterra e si scontra con le effettive esigenze delle popolazioni che con sacrificio e difficoltà continuano a vivere nel territorio”.

“Dietro parole come sicurezza e ottimizzazione è esclusivamente quella volta a smantellare un pezzo alla volta gli ospedali delle zone più disagiate” .

Mentre città e comprensorio attendono il Tar, arrivano le dispozioni del Direttore del Dipartimento Materno – Infantile dell’Area Vasta 2 Dottor Nelvio Cester per l’invio delle gestanti presso presso l’ambulatorio “Gravidanza a termine” di Senigallia e gli ospedali di Jesi e Gubbio.

Senigallia

Per quanto riguarda la gravidanza “a basso rischio”, alla 36° settimana telefonare al n. 071 79092173 al mattino nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì per prenotare la presa in carico nell’ambulatorio della gravidanza a termine.

In caso di gravidanza “a rischio”, se ne consiglia la presa in carico presso l’ambulatorio dedicato con le seguenti modalità: in caso di urgenza, telefonare al n. 071 79092504; nelle altre ipotesi, inviare un fax al n. 071 79092163 indicando il numero di telefono al quale la paziente può essere contattata.

Qualora si tratti di gravidanza con indicazione al taglio cesareo, alla 34° settimana è necessario telefonare al numero 071 79092173 al mattino di lunedì, mercoledì e venerdì per prenotare la presa in carico, specificando l’indicazione al taglio cesareo.

Nel colloquio verrà valutata la possibilità di un parto vaginale in caso di pregresso cesareo. Se l’esame ecografico a 32 settimane riscontra un feto in presentazione podalica, inviare un fax al n. 071 79092508 per programmare il rivolgimento, procedura che si esegue alla 37° settimana in regime di ricovero.

Jesi

Per quanto riguarda l’ospedale jesino sarà necessario telefonare dopo aver effettuato l’ecografia del 3° trimestre al numero 0731 534489 al fine di prenotare la preospedalizzazione da effettuare alla 38° settimana. Se la gestante ha già effettuato un taglio cesareo, deve essere inviata una scheda di segnalazione con i suoi dati e il suo recapito telefonico al fax 0731 534486. Nell’ipotesi di presentazione podalica, è indicato telefonare al n. 0731 534489 a 32 settimane per eventuale moxibustione.

Gubbio, Umbria

Le gestanti che si rivolgeranno all’Ospedale di Gubbio devono prenotare al n. 075 92704568 la visita ostetrica, che si effettuerà alla 38° settimana con impegnativa che prescrive “visita ostetrica di controllo”. Nell’ipotesi di precedente taglio cesareo o di presentazione podalica, telefonare al n. 075 9270467 a 35 settimane.

Per il Coordinamento cittadino “Rischio spopolamento”

“Perché esporre una donna in gravidanza in questo innegabile senso di agitazione e di preoccupazione in un momento così delicato durante il quale la tranquillità sarebbe d’obbligo? Perché negarci il riconoscimento di Ospedale quale punto di riferimento di una vasta area montana sganciata da Jesi e Senigallia? Se questa continua ad essere l’azione politica verso questi territori, la conseguenza inesorabile è quella dello spopolamento”.

“Noi ci auguriamo che il ricorso abbia l’esito sperato, ci auguriamo che il Ministro faccia in fretta, ci auguriamo che la politica tutta, senza rancori, senza ripicche, si adoperi per far riaprire il reparto e farlo finalmente restare attivo con tutte le certezze che negli anni ci sono mancate”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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