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Alta Vallesina

FABRIANO / Quel fiore simbolo di carità, la mano tesa ai poveri

L’iniziativa della San Vincenzo de Paoli nel periodo della ricorrenza dei defunti nei due cimiteri cittadini

 

FABRIANO, 30 ottobre 2020 – Come ogni anno nel periodo della ricorrenza dei defunti la Società di San Vincenzo de Paoli di Fabriano è presente nei due cimiteri cittadini, di Santa Maria e le Cortine, con delle postazioni dove i volontari dell’Associazione accolgono tutti coloro che chiedono il “Fiore che non marcisce”.

In questa realtà di devozione e di pietà popolare il “Fiore che non marcisce” rimane un simbolo, un gesto, un atto di sensibilità individuale che unisce, accomuna tutte le persone tra loro, per una nobile e encomiabile generosità verso chi si trova nel bisogno. Infatti ad ogni cartoncino che si appende con una cordicella sopra le tombe o davanti ai loculi, corrisponde un’offerta che si fa alla San Vincenzo de Paoli a favore dei più bisognosi della nostra comunità. È un Fiore speciale che non profuma, poco colorato, non ostenta la sua bellezza, ma eleva il nostro cuore e lo gratifica per il delicato servizio a beneficio delle opere di bene per chi è destinato.

Il “Fiore che non marcisce” è e rimane un simbolo di carità, ma è anche vero che è un fatto culturale, un gesto che si deve ben radicare nello stile di vita delle persone, come espressione di suffragio per i propri defunti e testimonianza di solidarietà per i fratelli meno fortunati di noi. Grazie alla generosa beneficienza dei fabrianesi che, dal 1931 anno di fondazione della San Vincenzo de Paoli in città, vedendo nell’opera vincenziana lo strumento prezioso di pronto soccorso e di aiuto in favore di chi si trova nella povertà e nel dolore, non fanno mancare il loro sostegno che si manifesta in modo particolare attraverso il “Fiore che non marcisce”.

Il grande impegno dei volontari di questa benemerita associazione caritativa è la testimonianza che possiamo costruire in noi stessi la forma della società che vogliamo per le nuove generazioni, attraverso uno sviluppo continuo di amore disinteressato verso il fratello che ci tende la mano. Oggi la grave situazione economica che investe il nostro territorio è in forte aumento e di conseguenza molte famiglie sono in condizioni d’indigenza, ci sono poi casi di povertà nascosta in cui, sembra incredibile, può mancare anche il pane quotidiano.

Nella nostra Diocesi il “Fiore che non marcisce” è presente, con i volontari della San Vincenzo de Paoli, a Cerreto D’Esi, Genga, Matelica, Sassoferrato. Una curiosità, molte persone richiedono più cartoncini con l’obiettivo di portarli sui loculi di conoscenti in altre località italiane. È un’iniziativa lodevole che permette la diffusione di questo significativo “gesto” di carità in altre realtà dove non è ancora diffuso.

©Riproduzione riservata

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