Fabriano Ricavi 2024 oltre i 2 miliardi di euro, ma in calo del 13,1% rispetto l’anno precedente
Paolo Merloni: «Il 2024 ha messo alla prova il nostro settore, con complessità senza precedenti soprattutto in Europa»
Fabriano – Calano del 13,1% i ricavi di Ariston nel 2024. L’utile netto adjusted del gruppo fabrianese si è attestato sui 89 milioni di euro, rispetto ai 211,8 milioni del 2023.
L’utile netto adjusted rappresenta il risultato del periodo di pertinenza del gruppo.
La principale rettifica per il 2024 riguarda la svalutazione di Ariston Thermo Rus llc.
Paolo Merloni, Presidente esecutivo, ha dichiarato: «Il 2024 ha messo alla prova il nostro settore, e Ariston Group, con complessità senza precedenti soprattutto in Europa. Sono orgoglioso della reazione molto equilibrata di cui abbiamo dato prova. Abbiamo ridimensionato la nostra base di costi e le nostre attività per allinearci alla domanda del mercato, continuando nello stesso tempo ad investire nella nostra strategia a lungo termine rafforzando la nostra presenza globale, favorendo l’innovazione tecnologica, migliorando il nostro rapporto con i professionisti e portando avanti la nostra roadmap ESG. Riteniamo che i fondamentali del settore siano forti e, guidati dalla nostra visione lungimirante, rimaniamo concentrati sulla creazione di valore per i nostri azionisti».
Maurizio Brusadelli, CEO, ha commentato «Il 2024 è stato un anno di transizione per Ariston Group, segnato dalla normalizzazione della domanda di soluzioni per il riscaldamento in Europa. Grazie alle nostre persone, al nostro portafoglio prodotti ed alla diversificazione geografica, siamo riusciti a mitigare l’impatto del rallentamento. Allo stesso tempo, abbiamo ottimizzato la nostra struttura dei costi e il livello dello stock per proteggere i margini ed il flusso di cassa in un contesto esterno complesso. Nel 2025, i nostri sforzi saranno focalizzati sull’espansione della nostra quota di mercato, sugli investimenti per il futuro e sulle iniziative di efficienza, sfruttando il potenziale della crescita della domanda».
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