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Fabriano San Pietro Martire di Donatello, un libro per ripercorrere il restauro

La scultura è stata presentata come opera certa di Donatello durante una mostra  tenutasi a Firenze nel 2016

Fabriano – Presentato il libro “Donatello e il San Pietro martire a Fabriano: riflessioni dopo il restauro”, un volume per raccontare il percorso dopo il restauro (e l’attribuzione) della preziosa scultura lignea di Donatello conservata all’interno della pinacoteca “Molajoli” di Fabriano.

La scultura, che era fino a pochissimi anni fa custodita nella chiesa di San Domenico, era stata tradizionalmente ritenuta fino a pochi anni fa un’opera ottocentesca, a causa delle numerose ridipinture sovrapposte nel corso dei secoli.

Il primo a riconoscere la mano dello scultore fiorentino è stato Fabio Marcelli, docente di Storia dell’arte presso l’Università di Perugia, seguito da molti altri studiosi che hanno dato credito e confermato questa attribuzione, fra cui Giancarlo Gentilini, massimo esperto del tema.  

La scultura è stata presentata come opera certa di Donatello durante una mostra  tenutasi a Firenze nel 2016 e curata da Alfredo Bellandi. Il volume presentato ieri, curato da Alfredo Bellandi, Giorgio Bonsanti e Giancarlo Gentilini, raccoglie i contributi dei relatori intervenuti nella giornata di studi dello scorso anno e le più recenti riflessioni sull’attribuzione dell’opera a Donatello.

«Attribuita erroneamente per anni a un artista ottocentesco – ha spiegato l’assessore regionale alla cultura Chiara Biondi – grazie agli studi approfonditi degli esperti, contenuti in questo volume, possiamo confermare che si tratta di un autentico capolavoro di Donatello. Fabriano e la Regione Marche si fanno ancora una volta custodi di un gioiello artistico di inestimabile valore».

Dello stesso avviso anche il presidente della Fondazione Marche Cultura Andrea Agostini, che ha così proseguito.

«Raccontare in un volume il restauro del San Pietro Martire rappresenta un attestato di merito al valore della conoscenza, della passione e della competenza degli studiosi che hanno prima intuito, poi accertato la reale origine della statua ed il suo valore. È inoltre la storia di una città, delle sue eccellenze e di come l’arte possa essere straordinario veicolo per definirne l’identità».

«Siamo orgogliosi di quest’opera, ora restaurata che ci ha restaurato una statua che esprime ricchezza e soprattutto spiritualità – ha spiegato Maura Nataloni, assessore alla bellezza del comune di Fabriano – questa storia ci restituisce il valore di questa città, e della fioritura artistica a partire dal 1200».

Tra gli autori dei saggi contenuti nel volume, oltre ai curatori, figurano Fabio Marcelli e Alfredo Bellandi dell’Università di Perugia, la restauratrice Anna Fulimeni del Restauro Opere d’Arte di Firenze, don Luciano Cinelli della curia vescovile di Civita Castellana e Francesca Mannucci, direttrice della pinacoteca civica “Bruno Molajoli”.

Il volume edito da Fondazione Marche Cultura è promosso dal Ministero della Cultura e Regione Marche, con il patrocinio di FEC-Fondo Edifici di Culto, città di Fabriano e Università degli studi di Perugia, in collaborazione con Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ancona e Pesaro e Urbino.

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