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Alta Vallesina

FABRIANO / Statale 76: Il Comitato scrive al Premier Conte

Il comitato chiede al Premier «Un crono-programma certo, realistico, verificabile sull’andamento dei cantieri»

 

FABRIANO, 22 gennaio 2020 – Egr. Presidente, Le scrivo a nome del Comitato di cittadini denominato “Indecente 76”, sorto oltre un anno fa nella città di Fabriano (An) per sensibilizzare l’opinione pubblica del territorio e le autorità competenti in merito al grave ritardo nel completamento dei lavori nel tratto della SS76 tra i Comuni di Fabriano e Serra San Quirico, lavori previsti nell’ambito del progetto della “Quadrilatero spa”, società pubblica controllata dall’Anas.

Nell’aprile del 2018, una rappresentanza del comitato era presente all’incontro con le autorità e la stampa da Lei tenuto, insieme all’allora ministro delle infrastrutture Toninelli, ai Governatori di Marche ed Umbria e ai vertici Anas e Quadrilatero, presso il cantiere di Albacina, frazione del Comune di Fabriano.

I lavori stanno continuando con enorme ritardo. Mentre il tratto umbro, tra Fabriano e Perugia, è praticamente completato, il tratto compreso tra Fabriano e Serra San Quirico, in direzione Ancona, di appena 13 km, non si riesce a completare, mettendo seriamente a rischio le attività economiche di un territorio già colpito, a distanza di venti anni, da due eventi sismici di grande rilevanza e da una crisi economica decennale che sta mettendo in ginocchio un distretto economico, fino a pochi anni fa, tra i più produttivi del Paese.

Ci rivolgiamo a Lei, che riteniamo essere persona di grande serietà, sobrietà e competenza, per chiderLe quanto segue: come sia stato possibile “sbandierare” ai quattro venti, a favore di telecamere e taccuini, la fine dei lavori, categoricamente, nel tratto in oggetto, entro “aprile 2020” quando tutti i presenti, tecnici e non, sapevano già che l’impegno da Lei solennemente assunto non sarebbe stato onorato. Ora, puntualmente, i più recenti comunicati Anas parlano di lavori slittati di “almeno quattro mesi”. Parlano anche, letteralmente, di “circa 200 operai attualmente al lavoro”. Del tutto invisibili, però.

Lo sapevamo noi, che non siamo tecnici, ma che seguiamo e “sopportiamo” i lavori da un decennio abbondante. Ma la cosa molto più grave, mi sia consentito rilevarlo, è che dovevano per forza saperlo i “tecnici” che l’hanno indotta ad indicare quella data di fine lavori del tutto prematura ed improbabile. Le garantisco, signor Presidente, che non stiamo “cavillando” su pochi mesi. Aprile od ottobre 2020, cambierebbe poco: sono anni che attendiamo di uscire da un isolamento territoriale drammatico.

La cosa che riteniamo grave, ribadisco, è il comportamento dei tecnici che l’hanno indotta ad assumere un simile impegno, illudendo un intero territorio e sottoponendo il Presidente del Consiglio di questa Repubblica ad una pessima figura. Perché alla fin fine, è Lei, signor Presidente, che ci mette -come si suol dire- la faccia. Tecnici che si sono, oltretutto, reiteratamente sottratti ad un incontro pubblico da svolgere con il territorio, dopo aver formalmente dichiarato la loro disponibilità.

Cosa che riteniamo gravissima, nel mentre si ricoprono ruoli di vertice in una Società ad intero capitale pubblico. Quindi pagati dai contribuenti. Qui non si chiedono “epurazioni”: non siamo in grado di chiederle né di imporle. Ma ci piacerebbe conoscere l’evoluzione delle carriere professionali di questi signori, che sarebbero stati estromessi da qualsiasi carica ricoperta, nelle più piccole aziende private di questo Paese, dopo un comportamento del genere che dimostra insipienza, incompetenza e diserzione.

Ci creda, Presidente: noi crediamo fortemente nei valori della Repubblica scritti nella nostra Costituzione, altrimenti non ci saremmo rivolti a Lei. Le chiediamo, infine, di adoperarsi per fornire non tanto a questo Comitato (che comunque rappresenta oltre trecento iscritti) ma ai cittadini ed ai lavoratori del territorio interessato dai lavori, un crono-programma certo, realistico, verificabile sull’andamento dei cantieri. Certi del Suo interessamento e fiduciosi in una solerte risposta, Le porgo i miei più cordiali saluti.

Paolo Paladini (Presidente Comitato “Indecente 76”)

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