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Alta Vallesina

FABRIANO / «Una tempesta perfetta, la città è in ginocchio»

Più di 6mila disoccupati e adesso si aggiungono anche i licenziamenti alla ex Antonio Merloni, Olindo Stroppa: «Situazione drammatica, la nostra è un’area tormentata»

Olindo Stroppa (Forza Italia)

FABRIANO, 22 agosto 2020 – Non è un temporale estivo, neppure uno scroscio. È una tempesta, un ciclone che si sta abbattendo sul fabrianese. Un tornado occupazionale. E le avvisaglie c’erano tutte.

«Il principale problema del nostro territorio è il lavoro, abbiamo 6000 disoccupati: giovani che scappano» dice Olindo Stroppa, candidato regionale per Forza Italia ma soprattutto politico locale che da sempre segue i temi della città. La punta dell’iceberg in queste ore è la ex Antonio Merloni che a sua volta è divenuta ex JP Industries. Quasi 600 dipendenti, circa 300 nel fabrianese e il resto distribuito in Umbria, che adesso sono senza lavoro.  Una “bomba” scoppiata nel bel mezzo della campagna elettorale, in un territorio in cui di problemi già ce ne sono a sufficienza e non occorreva certo girare il coltello nella piaga.

«In un’area già tormentata dalla crisi del bianco e dal terremoto, quella della J&P è una storia che si trascina da anni – sottolinea Stroppa -, con continui prolungamenti della cassa integrazione ed illudendo i dipendenti su una probabile ripresa delle attività produttive. Si poteva fare meglio agli inizi della crisi?». Domanda che al momento non ha una risposta. Alla metà di settembre ci sarà un tavolo al Mise per evitare che le “tute blu” restino senza lavoro e senza ammortizzatori sociali.

Ma intanto Fabriano deve fare i conti con una realtà che non permette sconti.  «La cosa allarmante è che nessuno si sta seriamente occupando di come uscire da questa drammatica situazione – chiosa il consigliere comunale di Forza Italia -. Forse in passato sono stati fatti degli errori, oggi non possiamo lasciare sole altre  584  famiglie in difficoltà. È compito di tutti e soprattutto della politica creare situazioni che possano incentivare nuovi posti di lavoro. Oggi più di ieri urge la necessità di inserire il nostro territorio in una zone di sgravi fiscali».

E quando si vede tutto nero, allora ci si aggrappa ai sogni; ai progetti rimasti sulla carta che se avessero preso corpo forse il territorio avrebbe avuto un destino diverso. Ovviamente, forse. «Di questi giorni la notizia che Amazon intende aprire un nuovo centro logistico nelle Marche – continua Stroppa -, creando centinaia di posti lavoro. Sembra che la scelta sia ricaduta su Jesi, ben venga chi investe nelle nostre zone,  porta ricchezza nel territorio. Mi  sorge spontanea una domanda, Fabriano che si trova a stretto contatto  con la vicina Umbria e quindi in una posizione strategica verso questa regione, avrebbe potuto proporre una sua candidatura verso la Multinazionale per la realizzazione del centro logistico, o saremmo stati esclusi a priori in quanto la nostra città non è dotata di adeguate infrastrutture, strade, ferrovia, collegamenti Web di ultima generazione? Questa situazione in cui ci troviamo, penalizza anche la nascita di nuove start-up e lo sviluppo industriale ed artigianale del territorio? Siamo in ritardo di decine di anni, il principale problema del nostro territorio è il lavoro».

Ci sono poi le infrastrutture stradali. Pochi giorni fa il comitato per la riapertura del reparto Pediatria al “Profili” ha reso noto un episodio riguardo ad un bimbo trasferito d’urgenza a Jesi.  «C’è stata una grande risonanza mediatica da far sembrare che tutti i problemi della  SS76 fossero risolti – aggiunge Stroppa -, per l’apertura di 3 km di strada tra Borgo Tufico e la zona  Sassi Rossi apertura avvenuta a metà (in quanto su metà strada si viaggia a corsia unica)». Solo che per la SS76 ci sono ancora altre questioni aperte: «L’appalto della SS76 è fra le opere prioritarie da completare?  Il pilastro dove sono stati rinvenuti i bidoni contenente cromo esavalente è ancora sotto sequestro? Queste sono le domande alle quali i cittadini devono avere risposte e che siano risposte concrete», chiede il consigliere comunale.

(red.)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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